Operatori, Servizi, Formazione

Franco cacciaIl testo nasce all’interno di un’esperienza concreta e per molti versi innovativa di cura a domicilio di persone non autosufficienti. Nel periodo 2013-2017 l’azienda sanitaria di Catanzaro, in partenariato con l’Inpdap, ente previdenziale dei dipendenti pubblici, successivamente assorbito dall’Inps, ha realizzato il progetto sperimentale raccontato nella pubblicazione. Nel testo trova spazio non solo una descrizione analitica delle fasi operative, ma anche una presentazione di strumenti, metodologie di lavoro, innovazioni apportate e risultati ottenuti. In virtù del metodo generativo utilizzato, nel testo sono inserite testimonianze dei diversi attori coinvolti, riflessioni e proposte per un nuovo welfare di comunità di cui, in particolare nel settore della gestione della non autosufficienza, si avverte urgente necessità

Fabio ragainiIl Gruppo Solidarietà ha diffuso nei giorni scorsi un manifesto/appello, che si può sottoscrivere inviando adesione all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., volto a portare l’attenzione su alcuni temi riguardanti i servizi sociosanitari (e non solo) diurni e residenziali nel momento in cui la regione Marche sta andando a definire i nuovi requisiti di autorizzazione e accreditamento (1).
I nuovi Regolamenti andranno a definire il “funzionamento” di questi servizi. Si definiranno, dunque, le caratteristiche strutturali, organizzative, funzionali. Ad esempio quanto e che tipo di personale, la capacità recettiva ed altri aspetti che ne definiranno, come indica il titolo dell’appello anche “qualità e inclusione nelle società”.

debora polloluana ceccariniHa collaborato alla redazione del testo Deborah Pollo
Dal 2016 l’associazione “La Bottega del Possibile” è impegnata nel progetto “Intrecci e alleanze generative per una comunità curante e amichevole”, con l’obiettivo generale di sperimentare nuovi percorsi, interventi e servizi di sostegno alla domiciliarità, attraverso la promozione di un modello di integrazione tra i Servizi Sociali e Sanitari e tra le differenti professioni e istituzioni coinvolte, un modello che sperimenti altresì l’attivazione di processi partecipativi, volti a dare impulso a una comunità coesa, solidale e responsabile.
Il territorio interessato dal progetto è il comune di Piossasco, cittadina di poco più di 18.000 abitanti, situata a ridosso delle ultime propaggini delle Alpi, a 20 Km da Torino, ideale cerniera tra l’area metropolitana del capoluogo e l’area montana delle Valli del Chisone e di Susa. Il progetto si rivolge alla comunità di Piossasco, in particolare alla popolazione anziana tra i 75 – 85 anni.

laura naveNella foto di gruppo un caminetto acceso, una famiglia intorno al tavolo di Natale, imbandito con un'alternanza di piatti della tradizione italiana e di quella rumena, vista la provenienza di una badante, (lasagne e sarmale, cotechino e insalata russa) con l'aggiunta di pane arabo, preparato in casa dall'altra badante, di origine marocchina. Un sincretismo gastronomico per questa famiglia un po' speciale, l'amalgama di famiglie differenti, riunite dalla "cura" per quei tre malati di demenza, adulti -bambini, sorridenti, che anche se non necessariamente riconoscono i propri familiari in quanto tali, oppure non ne riconoscono il ruolo (genitori,coniugi o figli sembrano infatti ruoli interscambiabili), dimostrano reale soddisfazione per questo primo Natale in DEMAISON.(1)
La festa sembra coglierli "di sorpresa", anche se non è che l'atto conclusivo di un lungo mese trascorso dai familiari e dall'animatrice a trasformare la casa nella succursale di Rovaniemi, piena di ghirlande argentate,vischio, vetrofanie, abeti e fili di luci intermittenti. Pur di rianimare la memoria ammaccata, si è fatto ricorso a ogni stratagemma dal calendario dell'avvento ai jingles natalizi diffusi quotidianamente.

marco mussettaL'operatore sociosanitario è una figura che ha a che fare con la relazione d'aiuto e questo implica sempre un dispendio di energie fisiche e mentali che nel tempo possono compromettere la salute degli operatori stessi e in modo più o meno diretto la qualità del lavoro che si svolge ed ha una ricaduta negativa sul benessere dell'intera equipe di lavoro.
Fortunatamente le innovazioni tecnologiche danno sempre più risposte per garantire la sicurezza degli operatori e alle necessità di comfort per gli assistiti.

fabrizio giuncoLe delibere X/6164 del 30 gennaio 2017 e X/6551 del 4 maggio 2017 descrivono un’importante riforma del sistema di cura delle malattie croniche.
I contenuti delle due delibere sono stati ampiamente anticipati da numerosi atti precedenti, a partire dal Piano regionale della cronicità e fragilità (DGR X/4662/2015), fino alla stessa Legge 23/2015 di riforma del sistema sanitario e socio-sanitario. Si tratta quindi di una linea di pensiero organica e fortemente sostenuta dal legislatore lungo l’intero arco della X legislatura. I temi proposti sono indubbiamente interessanti.
Il legislatore identifica i temi della cronicità e dell’invecchiamento delle popolazioni come priorità strategica e sembra adottare nuovi riferimenti culturali, come l’Expanded Chronic Care Model. Rimarca inoltre la frammentazione del sistema sanitario e l’eccessiva attenzione finora prestata all’organizzazione dell’offerta piuttosto che alla comprensione della domanda.

marco mussettaTra i vari ambiti nei quali può lavorare l'operatore socio sanitario (OSS di seguito), c'è anche quello definito territoriale o domiciliare. Si tratta di un servizio socio assistenziale che fa capo ai servizi sociali che prendono in carico, previa domanda degli interessati, persone in difficoltà, anziani non del tutto autosufficienti, minori che presentano una condizione famigliare, considerata dai servizi precaria o inadeguata ad un corretto inserimento sociale del minore, disabili fisici e/o psichici e persone che si trovano ai margini della vita sociale per svariati motivi e che hanno comunque condizioni/ requisiti per poter usufruire di questo servizio.
Nel lavoro a domicilio è l'OSS a entrare a casa dell'assistito mentre in altre situazioni si parla di servizio residenziale quando le persone abitano in una struttura.

marco mussettaDurante il percorso di studi per conseguire l'attestato di operatore socio sanitario sono previsti oltre a delle lezioni teoriche in aula anche degli stage formativi nei vari contesti in cui questa figura può operare e comprendono: tirocinio in residenza sanitaria assistenziale, più comunemente conosciuta come casa di riposo, ospedale e comunità alloggio per persone con disabilità o servizi di territorio. Generalmente la durata di questi stage è di circa un mese per ogni luogo di lavoro. In questa fase il tirocinante ha la possibilità di sperimentarsi dal punto di vista pratico e relazionale, non è certo un tempo sufficientemente lungo per inserirsi in modo completo in quel determinato ambiente di lavoro, ma non è questo il fine dei tirocini.

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