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Lisa
Orlando

Voci dalla rete

Perlungavita.it diventa grande, si fa nuovi amici, li accoglie in casa propria, li ringrazia per aver accettato l’ invito a costruire una preziosa rete di persone che guardano alla vecchiaia in modo positivo. Tutte le persone che fanno parte di queste “Voci” hanno già scritto per PLV dalla loro finestra aperta.

  • Ivano Baldini, presidente dell’Associazione AlzheimER Emilia Romagna, ha già raccontato, oltre alla sua vita, cosa è, cosa fa questa organizzazione. Su PLV ci farà conoscere esperienze nuove promosse dai familiari.
  • Diana Catellani ha accettato di aprire un altro suo blog, oltre a quello personale “nonnaonline” per raccontare il suo percorso con gli strumenti digitali, tra ostacoli e soddisfazioni.
  • Rita Rambelli è stata l’apripista, per testimoniare che gli anni sono una convenzione anagrafica, ma che si può andare “ Oltre l’età” per continuare ad essere curiosi del mondo.
  • Rosanna Vagge, anche lei già collaboratrice, medico e amante della scrittura , racconta le sue esperienze e la sua vita accanto ai vecchi delle residenze protette, ma non solo. In questa piacevole compagnia continuo le mie riflessioni sulla qualità della cura nei servizi, parlando di assistenza domiciliare.
  • Lisa Orlando, architetto, con una tesi sulla casa  idonea per gli anziani con l'Alzheimer, amante della lettura della montagna, ma anche della gioia dello scrivere: poesie, articoli, libri.Nel frattempo ha ottenuto un master in Comunicazione.
  • Ida Accorsi, insegnante di asilo nido in pensione, appassionata di Gianni Rodari e di confronti intergenerazionali coltiva i suoi interessi con l'aiuto del web.

diana catellaniEra l’ottobre del 1969.
Avevo alle spalle solo pochi giorni di supplenza, quando, avendo vinto il concorso magistrale in provincia di Reggio Emilia, fui mandata a Cavola di Toano.
Mio fratello Vincenzo mi aveva prestato i soldi per comprarmi la 500 per poter raggiungere la sede che mi era stata assegnata. Cavola era allora un piccolissimo borgo di montagna, fatto di poche case strette intorno a una chiesetta, a un ufficio postale, a una piccola scuola, a una macelleria aperta solo qualche ora alla settimana e a un negozio che vendeva un po’ di tutto.

rita rambelliRutger C. Bregman (nato nel 1988) è un giovanissimo storico e autore olandese che ha pubblicato quattro libri di storia, filosofia ed economia, tra cui l’ “Utopia del Realismo: come possiamo costruire il mondo ideale” , che è stato tradotto in venti lingue. L'edizione olandese di Utopia for Realists è diventata un bestseller nazionale e ha scatenato un movimento di base che ha fatto notizia internazionale. Il suo lavoro è apparso su The Washington Post e The Guardian e The BBC.
“ Vorrei iniziare con una domanda semplice: perché i ceti svantaggiati prendono spesso decisioni svantaggiose? Lo so, è difficile rispondere: ma diamo un’occhiata ai dati. I poveri fanno più debiti, risparmiano meno, fumano di più, bevono di più, fanno meno esercizio e mangiano peggio. Perché?”

rosanna vaggeIn famiglia, negli anni della mia fanciullezza, i proverbi, i modi di dire, le metafore erano all’ordine del giorno.
Nonna Rosina diceva spesso “E’ proprio vero che come si nasce si muore” riferendosi alla difficoltà che ognuno di noi ha di cambiare carattere. Era convinta, cioè, che se uno nasceva con qualche caratteristica, nel bene e nel male, se la portasse dietro fino alla morte. Di tanto in tanto, diceva anche “Il buongiorno si vede dal mattino”, attribuendo a questa frase un significato analogo alla precedente. Quando si rivolgeva a noi tre nipoti, di cui io ero la maggiore, enunciando detti di tal fatta, l’espressione del suo volto diventava arcigna, ma sotto sotto era possibile intravedere una certa benevolenza, oltre alla convinzione che non avrebbe smesso di provare a “raddrizzare le zampe ai grilli”.

ida accorsiVedo un bambino. E' piccolo.
Ce l'avrà almeno un pensiero?
Sorpresa! Guardate voi stessi:
sta pensando il mondo intero.
("Filastrocche per tutto l'anno")
« Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: - Buon viaggio! »
(Il giovane gambero, "Favole al telefono")

rosanna vagge“IL VECCHIETTO DOVE LO METTO?” leggo su una locandina del settimanale “Il Levante” di ritorno dal consueto allenamento di corsa. Incomincia ad albeggiare ed io sono sola, avendo già salutato le restanti componenti di quella combriccola, capace di alzarsi alle 5 del mattino, quasi tutti i giorni, e di condividere fatiche e pazzia.
Mi fermo all’istante, anzi mi paralizzo. La stessa domanda ce la ponevamo spesso, anni fa, quando lavoravo in pronto soccorso e vi era la cronica carenza di posti letto a disposizione nei reparti di degenza. Per fortuna, oserei dire, i vecchietti ne avevano di tutte un po’, di patologie, per cui potevano essere ricoverati, quasi indifferentemente, in medicina o in neurologia o in pneumologia o in chirurgia generale, purché si avesse l’accortezza, per evitare ripercussioni “primariali”, di sottolineare alla voce “ ipotesi diagnostica” la malattia più consona al reparto prescelto. Le donne, per fortuna in maggioranza, avevano una chance in più degli uomini, perché, alla disperata, potevano essere collocate in Ginecologia, mentre il reparto di Urologia era dotato di un numero molto ridotto di posti letto.

diana catellaniNell’ambito di una iniziativa volta a far meglio conoscere la nuova legge sul testamento biologico, i circoli culturali cittadini hanno proposto la visione del film "Ogni tuo respiro".
E’ la storia vera di Robin Cavendish, portata sugli schermi per volontà di suo figlio, oggi produttore cinematografico.
Robin aveva avuto tutto dalla vita: salute, bellezza, forza fisica, ricchezza e una moglie bellissima, ma la poliomielite di colpo fa di lui un tetraplegico, che necessita di un respiratore per continuare a vivere. Lui vorrebbe solo morire, ma sua moglie, che nel frattempo gli ha dato un figlio, lo convince a lasciare la struttura ospedaliera in cui è ricoverato e a tornare a casa per vedere crescere suo figlio.

ida accorsi« Non importa che sia nato in un recinto d'anatre: l'importante è essere uscito da un uovo di cigno. »
(disse Il brutto anatroccolo)
Hans Christian Andersen fu uno dei grandi autori di fiabe dell'Ottocento, un periodo di intensa ripresa, in tutta Europa, di pubblicazioni, di raccolte e di rielaborazioni di fiabe tradizionali, anche da parte di narratori colti. Andersen riutilizzò in modo originale il grande patrimonio delle fiabe nordiche, infondendo in esso un caratteristico spirito ottimista.
Hans Christian Andersen nasce il 2 aprile nel 1805 in una cittadina del regno di Danimarca, Odense. Lui stesso ha descritto la propria infanzia povera e fantasiosa in un'autobiografia dal titolo “La fiaba della mia vita”. Conobbe l'agiatezza e la fama: fu ricevuto nelle corti di tutta Europa e vide persino erigere un monumento in cui lo si rappresentava nell'atto di raccontare fiabe ai bambini. La sua città natale, gli tributò, sempre, grandi onori.

rita rambelliSe sarò tra chi vivrà a lungo, come vorrei trascorrere la mia vecchiaia? Tra le varie iniziative che si stanno sviluppando, ha attirato la mia attenzione il modello nato in Danimarca, un paese culturalmente e per mentalità molto lontano da noi, ma che mi ha sempre molto affascinato per la capacità di prendere la vita in modo semplice e rispettoso dei diritti degli altri. Per fare qualche esempio pensiamo che solo il 40% della popolazione danese possiede un’auto perché i cittadini danesi vanno tutti in giro in bicicletta o con i mezzi pubblici (e dico tutti, anche la Regina e i parlamentari).
Ovviamente non puoi andare al lavoro in banca o in Parlamento in bicicletta già in giacca e cravatta e quindi tu esci da casa vestito in modo sportivo ma quando arrivi sul luogo di lavoro hai uno spogliatoio dove puoi fare la doccia e vestirti in modo più adeguato alla professione che svolgi e poi la sera ti ricambi e torni a casa in bicicletta...!

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