Anteprima

La mia intervista a Ilaria Tuti, autrice di un libro “giallo” (che presento) che sta ottenendo grande successo “Fiori sopra l’inferno”, in cui la protagonista è una commissaria attempata, con paura della demenza ha dato il tema di questo aggiornamento: come aiutare gli anziani a vincere con utili informazioni e conoscenze la paura diffusa e devastante di essere all’esordio del morbo di Alzheimer. Già ne avevo parlato, ma ho voluto chiedere a collaboratori ed esperti cosa sta succedendo, come spiego nelle “Mille parole”.

Diritti dei più fragili, come tutelarli e personalizzarli. Se ne parla nell’intervista al prof. Paolo Cendon, autore del libro “I Diritti dei più fragili” che presento a latere.
Anche nella mia nota si parla di diritti, della loro evoluzione e della necessità di dialogo tra tutti coloro che sono chiamati a difenderli.
La nonna, le nonne sono il secondo fulcro di questo numero.
Ho scelto di pubblicare a puntate, con il permesso dell’autrice, un interessante saggio, “ Diventare nonna” che una collaboratrice di PLV, Manuela Vaccari ha pubblicato in un libro dal titolo “La nonnità”. Si parla di un legame parentale, ma poi tanti sono gli interrogativi e le disgressioni che portano Manuela a spaziare in altri campi.

È su un welfare che nasce dalle esperienze e dai legami di cura di una comunità, che considera la Salute un bene comune, è su “un welfare dal basso”, il Focus di questo aggiornamento. Un welfare intergenerazionale, interdisciplinare e interculturale che costruisce la propria rete nel quotidiano e non dipende (almeno nelle pratiche) tanto dalle circolari ufficiali, ma dalla conoscenza del territorio e dalla rielaborazione e valutazioni delle esperienze.

Una domanda corre in tutto questo aggiornamento. Chi sono i vecchi di oggi, grandi vecchi tra qualche lustro? Cosa conosciamo di loro, oltre che tutte le possibili patologie che li possono colpire? Perché informare spaventando è lo stile della comunicazione pubblica e commerciale. Pongo il tema nella mia nota, lo chiedo nell’intervista a Sergio Tramma, pedagogista, di cui presento i libri sul tema di recente e passata pubblicazione. Lo riprende Rita Rambelli parlando di esperienze abitative danesi. Sul tema dell’abitare assistito Rosanna Vagge si pone uno degli interrogativi sulle scelte degli anziani. Ha chiesto in un breve questionario se sceglierebbero di vivere in una comunità. Le risposte sono significative.

Un aggiornamento che riprende i temi precedenti, ma li estende per riflettere sulle buone prassi, su una nuova cultura del welfare e dell’intervento sociale. È la domanda che pongo nelle “Mille parole” dopo aver letto le esperienze presentate in questo numero.
Nell’intervista a Loretta Rocchetti, protagoniste sono le narrazioni degli operatori che accompagnano nel fine vita gli anziani, ma non solo, delle RSA. Nel contributo di Deborah Pollo e Luana Ceccarini l’esperienza del Comune di Piossasco, qui presentata da La Bottega del Possibile in cui comunità e servizi si alleano per il benessere degli anziani, mentre Gavino Maciocco parla del Piano per la cronicità in Italia confrontandolo con altre esperienze italiane ed estere e Ferdinando Schiavo riprende il tema della necessità dell’educazione sanitaria dei cittadini, anche se si ricevono contestazioni.

Un aggiornamento con un filo conduttore: la narrazione.
È oggetto dell’intervista a Giorgio Bert, che spiega perché, con la medicina narrativa, le differenze individuali devono entrare nel programma di cura di una malattia, unitamente alle diagnosi scientifiche, come scrive anche nel libro che presento.
Di narrazione parla anche Rosanna Vagge con un occhio e un orecchio agli ospiti di Casa Morando.
Su una narrazione particolare, per esprimere le proprie volontà, per garantirsi un futuro che non controlliamo a fine vita, interviene Maria Laura Cattinari che offre informazioni, consigli e spiegazioni per scrivere e custodire il proprio testamento biologico, dopo l’approvazione della legge in materia.

Chiusura di anno e di legislatura e alcune ipotesi per il futuro: da qui parte questo nuovo aggiornamento di PLV. Ne parlo nelle Mille parole, inspirandomi anche all’oggetto dell’intervista sul progetto- CRAPSOS- già in corso di attuazione nell’Azienda USL di Modena a Luca Gelati, incaricato dell’attuazione, dopo essere stato coordinatore infermieristico del PS dell’Ospedale di Mirandola. È un’esperienza, già con buoni risultati, su come sia possibile, con un coordinamento tra servizi, operatori e singole attività, assicurare agli anziani delle residenze protette continuità assistenziale, evitare l’accanimento terapeutico e inutili ricoveri in ospedale. Vorrei averne tante altre con gli stessi obiettivi da pubblicare.

È un aggiornamento centrato sul rapporto persona- salute- libertà di scelta, con l’attualità dell’approvazione della legge sul biotestamento.
L’antropologo Antonio Guerci parla del rapporto tra uomo, salute, medicina in un modello di una società che invecchia.
Due contributi per conoscere la nuova legge: Maria Laura Cattinari, presidente dell’associazione “Libera uscita”, racconta la storia di questo provvedimento e i protagonisti reali, Welby ed Englaro e l’avvocata Rita Rossi ne spiega i contenuti.

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