Anteprima

Un aggiornamento con un filo conduttore: la narrazione.
È oggetto dell’intervista a Giorgio Bert, che spiega perché, con la medicina narrativa, le differenze individuali devono entrare nel programma di cura di una malattia, unitamente alle diagnosi scientifiche, come scrive anche nel libro che presento.
Di narrazione parla anche Rosanna Vagge con un occhio e un orecchio agli ospiti di Casa Morando.
Su una narrazione particolare, per esprimere le proprie volontà, per garantirsi un futuro che non controlliamo a fine vita, interviene Maria Laura Cattinari che offre informazioni, consigli e spiegazioni per scrivere e custodire il proprio testamento biologico, dopo l’approvazione della legge in materia.

Chiusura di anno e di legislatura e alcune ipotesi per il futuro: da qui parte questo nuovo aggiornamento di PLV. Ne parlo nelle Mille parole, inspirandomi anche all’oggetto dell’intervista sul progetto- CRAPSOS- già in corso di attuazione nell’Azienda USL di Modena a Luca Gelati, incaricato dell’attuazione, dopo essere stato coordinatore infermieristico del PS dell’Ospedale di Mirandola. È un’esperienza, già con buoni risultati, su come sia possibile, con un coordinamento tra servizi, operatori e singole attività, assicurare agli anziani delle residenze protette continuità assistenziale, evitare l’accanimento terapeutico e inutili ricoveri in ospedale. Vorrei averne tante altre con gli stessi obiettivi da pubblicare.

È un aggiornamento centrato sul rapporto persona- salute- libertà di scelta, con l’attualità dell’approvazione della legge sul biotestamento.
L’antropologo Antonio Guerci parla del rapporto tra uomo, salute, medicina in un modello di una società che invecchia.
Due contributi per conoscere la nuova legge: Maria Laura Cattinari, presidente dell’associazione “Libera uscita”, racconta la storia di questo provvedimento e i protagonisti reali, Welby ed Englaro e l’avvocata Rita Rossi ne spiega i contenuti.

La qualità della cura, nel coniugare Linee Guida e personalizzazione al centro dell’intervista a Carla Bruschelli, medico di medicina generale, comunicatrice e formatrice e nel resoconto del congresso di Slow Medicine di Rosanna Vagge.
I vantaggi dell’utilizzo delle tecnologie per i caregiver nell’articolo di Alessandra Manattini, assistente di progetto alla cooperativa “Anziani e non solo” e per gli anziani fragili nella presentazione di Cristina Manfredini della mostra convegno di Handimatica , in programma a Bologna il 30/11 e l’1 e 2 dicembre.
Un filo conduttore unisce tutte queste riflessioni: la necessità urgente di formazione, che è ripresa nelle mie “Mille parole”.

Demenze e tecnologie i due Focus di questo aggiornamento, che sono al centro anche delle “Mille parole”. Nell’intervista Andrea Fabbo, responsabile Programma Demenze dell’AUSL di Modena racconta la scelta di questa città, nell’ambito del programma Europeo sulla demenza “DEM2- Act on Dementia”, per sperimentare nuove pratiche per il coordinamento degli interventi di cura. Ferdinando Schiavo partendo da casi reali ritorna sulla demenza a corpi di Lewy. Antonio Giulio de Belvis da un’altra angolazione si chiede, riportando un progetto di cui si occupa: quando la demenza è in fase lieve, percorsi assistenziali e telemedicina possono essere utili?
Sulle tecnologie digitali e su Internet il contributo di Teresa Gallelli, che presenta un progetto dell’UE “ACTIVAGE” per sostenere e promuovere una vita attiva per gli anziani, anche se colpiti da patologie importanti.

Alzheimer e malattie dementigene sono, vista la ricorrenza, il focus nell’aggiornamento di settembre.
Ho scelto due filoni per parlarne: quali sono alcuni dei nodi per avanzare nella costruzione di nuovi percorsi assistenziali e quali sono i primi bilanci di esperienze di “domiciliarità” avviate lo scorso anno.

Un aggiornamento breve completa la conoscenza de “La Bottega del Possibile” e presenta libri, favole e ricordi.
La collaborazione con Bottega è iniziata con un intervento della sua fondatrice Mariena Scassellati Galetti che ha spiegato, cosa è la “domiciliarità”, quale il suo significato e le sue finalità. Poi il Presidente attuale e altri collaboratori hanno illustrato attività e iniziative specifiche. Completiamo il ritratto di questa associazione di promozione sociale, con la storia ufficiale, il ritratto dei suoi oltre venti anni di vita, con gli illustri studiosi che ne sono stati soci onorari, i riconoscimenti ottenuti, i programmi, gli strumenti di comunicazione e gli obiettivi perseguiti.
Ce ne parla Francesco Aglì, uno dei soci fondatori.
Poi in vacanza si legge o si rileggono libri. Ho scelto di raccontarvene due, uno uscito più di un anno fa “ Via Ripetta 155” di Clara Sereni e uno nuovissimo di un’autrice al suo esordio Evita Greco.

Dove abitare da vecchi? Con quali aiuti? È il tema principale di questo aggiornamento. Nell’intervista a Lidia Ravera, autrice di un libro di successo “Il terzo tempo” si parla dell’abitare in comunità e delle opzioni pro e contro, oltre che delle stagioni rievocate. A chi piacerebbe, è la domanda che pongo nella presentazione del volume.
Dell’abitare parla Marco Mussetta, spiegando l’intervento a domicilio dell’OSS. Anche Rosanna Vagge afferma nel suo articolo “ Questa è casa mia” parlando della idea di casa dei vecchi della casa di riposo.
Parlare di vecchi e di abitazione significa anche parlare di cura. Fabrizio Giunco illustra la recente riforma, ancora in progress, della Regione Lombardia per la presa in carico dei pazienti cronici, in maggioranza vecchi, con un cambio di paradigma rispetto alle attuali procedure.