Salute, Benessere, Scelte individuali

laura valentiniMi chiamo Laura Valentini e sono presidente della Comunità Familiare Cà Nostra.
La nostra missione è offrire a persone con demenza la possibilità di socializzare, limitando l’isolamento, garantendo una buona qualità di vita e favorendo il loro benessere e conseguentemente anche il nostro, attraverso la coabitazione .
Cà Nostra è un modello innovativo. Ad oggi è un’esperienza unica in Italia; gestita dalle famiglie col supporto della comunità e con l’alto patrocinio delle istituzioni: in primo piano il Comune di Modena, l’Azienda S.L. ed il sostegno per la parte organizzativa dell’Associazione Servizi per il Volontariato. Non secondario il contributo economico della Fondazione Cassa di Risparmio.
All’interno della Comunità vivono quattro persone con malattia dementigena. Poichè al momento queste ospiti sono quattro mamme, mi riferirò a loro d’ora innanzi con questo sostantivo, anche se il termine corretto sarebbe persone con demenza.

laura naveDa qualche mese a Udine è attivo il secondo cohousing per malati di demenza promosso dall’Associazione Demaison, una ONLUS che svolge, oltre alle iniziative di sensibilizzazione e formazione, attività concrete di supporto organizzativo ai care giver familiari orientati verso questa soluzione assistenziale. Demaison, infatti, facilita l'avvio e la gestione delle realtà di coabitazione assistita e la sperimentazione di un modello innovativo di domiciliarità fondato sulla sussidiarietà solidale e sul welfare dal basso, come già realizzato nel progetto pilota attivo in Friuli dal 2013.

riccarda biancoAdolfo mio marito, malato di Alzheimer da dodici anni è morto un mese fa, sto ancora elaborando il lutto. Non ho avuto la forza di tornare alle Camelie, la casa di riposo dove era ricoverato da quasi cinque anni, per rivedere e salutare un po' tutti: pazienti e operatori. Era una promessa che avevo fatto a me stessa prima di tutto e poi a loro ogni volta che la morte portava via un paziente del reparto Ambra.
Quanti ne ho dovuti salutare, anche i loro familiari sparivano, non tutti perché con alcuni tuttora è rimasto il legame affettuoso che ci aveva unito e che ancora ci lega, ma la stragrande maggioranza non si riaffacciava mai.
Io però ancora non riesco a mantenere la promessa fatta a me stessa.

ferdinando schiavoTi scrivo per condividere una storia con te, appositamente per te. La mia speranza è che questo possa aiutarti a capire un po’ di più i tuoi pazienti, con i loro compagni di vita e chi si prende cura di loro.
E’ l’inizio dalla lettera scritta dalla moglie dell’attore Robin Williams, Susan Schneider Williams, pubblicata nel 2016 sull’autorevole Neurology, successivamente riprodotta nel 2017 su Psicogeriatria nella traduzione a cura della collega Sara Tironi con il commento di Amalia C. Bruni, Valentina Laganà e Francesca Frangipane del Centro Regionale di Neurogenetica, Lamezia Terme - ASP CZ. Una lettera rivolta a tutti noi medici nella speranza che uno di noi (non certamente io: sono solamente un clinico e pure al tramonto) possa essere lo scopritore della cura della terribile demenza a corpi diffusi di Lewy (LBD) che aveva colpito l’attore… a sua insaputa.

laura naveChe camminare faccia bene ce lo sentiamo ripetere continuamente dai medici. Sappiamo che regola il metabolismo, che riduce la pressione arteriosa e che ha ulteriori benefici per il nostro organismo che vanno dall'aumento delle difese immunitarie e della funzionalità della tiroide, alla prevenzione del diabete. Ma camminare (come sostengono filosofi come D.Demetrio o L.Giannotti) contribuisce anche al benessere psicologico, in quanto è anche un'attività che consente di liberare la mente dall'ansia e dallo stress, di entrare in contatto con il proprio corpo, che spesso somatizza le tensioni, e con la natura. Di ascoltarsi, nel senso di acquisire consapevolezza del proprio ritmo interiore, del proprio respiro e del proprio passo. E di stupirsi, percorrendo antichi sentieri, scoprendo un fiore insolito, un insetto, un profumo o una leggenda, riappropriandosi così di quella "curiosità" che è "voglia di stare al mondo".

ferdinando schiavoEccoli che arrivano, i miei due angeli! Dai, sedetevi e mangiate! E’ il vostro piatto preferito. Poi mi direte come è andata a scuola…
Marta e Arturo guardavano il vuoto davanti a loro, il vuoto dei piatti vuoti, delle assenze reali dei due angeli. Non li sollevava dalla preoccupazione il fatto di avere capito dalle parole del papà qualche giorno prima che non si trattava di angeli veri ma di due bambini immaginari, immaginati, che venivano a trovare la mamma da mesi, all’inizio ogni tanto e per pochi minuti, poi sempre più frequentemente, quasi ogni giorno e sempre più a lungo.

roberta franciaNella mia lunga attività di medico di famiglia ho seguito e seguo a domicilio persone non autosufficienti.

La necessità di avere notizie sulle attività della vita quotidiana fra una visita domiciliare e un'altra che avviene non più di una volta alla settimana, mi ha indotto a creare un promemoria da compilare da parte dei care giver o dai pazienti stessi, se cognitivamente indenni, per monitorare quotidianamente le attività e i disturbi che si presentano durante l’intervallo tra le mie visite.

dani celinE’ ben noto che gli anziani e le persone con malattie inguaribili in fase avanzata, anche esse per lo più anziane, a causa delle loro fragili condizioni fisiche e psicologiche e dei farmaci che assumono, rischiano di cadere molto frequentemente: il fenomeno è così rilevante per le conseguenze sulla qualità della vita a breve, medio e lungo termine e per l’impatto sui servizi sanitari, che l’OMS ha definito le cadute “uno dei 4 giganti della geriatria”.
Le cadute rappresentano un problema rilevante non solo per la loro frequenza e non solo per i danni, gravi e talvolta fatali, che ne conseguono, ma soprattutto per l’impatto sulla qualità della vita delle persone.