Salute, Benessere, Scelte individuali

silvana quadrinoBattuta, scaramanzia, richiesta di rassicurazione: quante volte, nelle conversazioni quotidiane, un amico, un parente, un collega cerca inutilmente di ricordare un nome, un termine, il titolo di una canzone o di un film per poi concludere con finta indifferenza: vabbè, sarà l’Alzheimer…
Alzheimer, demenza e perdita di memoria sembrano essere la stessa cosa, come se una condizione prefigurasse l’altra, Certamente una memoria che tradisce, che ci lascia interdetti alla ricerca di un nome o di una parola può creare ansia e preoccupazione.
Cosa fanno oggi le persone che sperimentano questi momenti di affievolimento della memoria, o i loro famigliari? Molto semplice: lanciano una ricerca sul web.
Giusto, sbagliato? Non ha molta importanza: così accade e continuerà ad accadere.

ferdinando schiavoÈ naturale avere timore di una malattia che si conosce. Pochi hanno paura della Miastenia Gravis: per la sua minore rilevanza statistica rispetto ad altre patologire o semplicemente perché, come accade in numerosi quadri neurologici, non è per nulla conosciuta.
Anche in tema di demenze in tanti pensano di sapere: la gente comune, i familiari della persona malata quando non sono stati adeguatamente formati o quando non vogliono saperne di sapere (accade, e ne ho scritto già su www.perlungavita.it), e qualche volta anche chi lavora in ambito sociale e sanitario, medici compresi.
Specialisti compresi, direi, tra cui l’ignobile e temibile personaggio immaginario (fino a un certo punto) da me creato, il dottor Simplicio Malavoglia, neurologo di sfiducia nell’ambulatorio CDCD che sarà il protagonista del mio prossimo libro.

ferdinando schiavoL’ho seguita da lontano, solo con gli occhi, quando sono arrivato al nord con appena ventiquattro anni addosso e una laurea vecchia solo di qualche mese, mentre lei portava con le spalle dritte splendidamente i suoi 40 anni di insegnante con due lauree, assidua nei teatri e al cinema tra i film d'autore, negli incontri culturali in cui appariva circondata da amiche e amici senza che si capisse poi se “stava” con qualcuno. Un mistero per me, peraltro mai indagato se non placidamente e pigramente.

gavino macioccoNegli ultimi dieci anni sono stati proposti nuovi modelli di gestione delle malattie croniche basati sulla “proattività” e sulla “sanità d’iniziativa”. Il più noto di questi è il “Chronic Care Model”, (1)sviluppato negli Stati Uniti e sperimentato con successo in diverse altre realtà come Canada, Gran Bretagna, Olanda e Germania (vedi qui )Tale modello (Figura 1) si basa su due principi:

ferdinando schiavoRischio clinicoHo già toccato questo argomento in un articolo comparso nel 2016 su www.perlungavita.it. Il titolo é: Gli abusi nascosti e il senso perduto di responsabilità, e magari merita di essere riletto subito dopo questo.
Il tema. Capita di ricevere rare ma consistenti reazioni di protesta che odorano di ostilità nei miei confronti al termine di una conferenza a comuni cittadini, oppure in risposta a quanto saltuariamente scrivo sul mio FB professionale commentando notizie utili alla gente e validate sotto il profilo scientifico.

maria cattinariLa Legge 219/2017 è entrata in vigore, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 31 gennaio 2018. Posso scrivere “Alleluia!”?
“Per lunga vita” ha dato largo spazio all’evento, pubblicando articoli e approfondimenti ma certo c’è ancora molto da lavorare per far conoscere e funzionare questa buona legge ed anche, certamente, per difenderla dai non pochi tentativi di modificarla in senso restrittivo, limitando il nostro diritto all’autodeterminazione terapeutica che, finalmente, questa legge ci riconosce.

ferdinando schiavoEra ora! Il 18 gennaio 2018 sui maggiori quotidiani sono apparse notizie confortanti per chi combatte contro la solitudine, quella personale e quella degli altri.Solitudine
Su Repubblica il titolo era incoraggiante: La solitudine al potere per aiutare i single.
Insomma, il governo inglese conservatore ha sposato la proposta della deputata laburista Jo Cox, assassinata da un fanatico di estrema destra quasi due anni fa, ed ha istituito un ministero della solitudine con il compito di occuparsi di questa epidemia sociale. L’articolo riporta le cifre inglesi e ci torna a ricordare che quelle italiane dell’ISTAT indicano percentuali superiori rispetto all’oltremanica: quasi il 32% delle famiglie italiane sono composte di una sola persona. Un italiano su tre, e quasi la metà di questi ha superato i fatidici 65 anni. In maggioranza sono donne. Sole, in aumento percentuale ulteriore rispetto agli uomini col passare degli anni per la nota maggior sopravvivenza.

rita rossiUna legge sotto l'albero potremmo dire. Si tratta della legge approvata definitivamente dal Parlamento pochi giorni fa, il 14 dicembre e non ancora pubblicata; una legge attesa, che sta facendo parlare di sè, e che - come tutte le leggi che chiamano in causa i valori di ciascuno di noi - suscita sensazioni differenziate.
Da giurista, cercherò di fare una panoramica oggettiva, non senza richiamarne i punti di forza e gli aspetti critici.
Mi preme dire, innanzitutto, che la parte più innovativa di questa legge è senz'altro quella sulle DAT - Disposizioni Anticipate di trattamento (leggi anche "biotestamento") ma non è soltanto questo.
Il Legislatore ha, infatti, introdotto una disciplina unitaria dei diritti del paziente e dei rapporti tra paziente e medico, considerandone e regolamentandone tutti i profili: consenso informato, doveri e responsabilità del medico, relazione di cura, pianificazione delle cure, decisioni relative al fine vita, partecipazione dei familiari, accanimento terapeutico, cure palliative, disposizioni anticipate di trattamento.

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