IMMAGINE 5 NICHOLAS GREEN 2006 2007Il primo ottobre 1994, moriva il piccolo Nicholas Green. Dopo 20 anni dalla tragedia il padre Reginald, in visita a Bologna parla dell'"effetto Nicholas", cioè della meravigliosa catena di effetti positivi che la morte di Nicholas e la generosità della sua famiglia, ha prodotto nel nostro paese.

Nicholas era un ragazzino americano in viaggio in Italia con la sua famiglia, colpito da un proiettile durante un tentativo di rapina mentre viaggiava in auto sulla Salerno-Reggio Calabria. Aveva solo 7 anni.
I genitori decisero di donare gli organi, che andarono a sette persone, di cui quattro adolescenti. Nel ventesimo anniversario della tragedia il padre Reginald è venuto in Italia, dal 12 al 25 settembre, per partecipare ad una serie di iniziative in varie città, legate al tema dei trapianti di organi, che dopo quel caso hanno registrato in Italia, una decisa impennata fino a triplicarne il numero. Reginald è stato anche a Bologna il 14 settembre, incontrando nel parco Nicholas Green, rappresentanti del mondo politico, della sanità e delle Associazioni di volontariato.
A coloro che sono venuti ad incontrarlo, Reginald, con l'aiuto di un'interprete, ha letto una lettera, rivolta a tutti i volontari delle Associazioni dei donatori e dei trapiantati che lo avevano invitato a venire in Italia per il ventennale.

La lettera di Reginald Green

reginald Green legge la lettera al parco Nicholas Green di BolognaUna sera di poco tempo fa ricevetti un messaggio nel quale mi si chiedeva se, nel corso di una mia prossima visita in Italia, avrei accettato l’invito di venire a Bologna (c’ero già stato nel 2008 per l’inaugurazione del parco intitolato a Nicholas) per commemorare il ventesimo anniversario della sua morte.

Ho particolarmente apprezzato che la proposta arrivasse da persone che hanno dedicato parte della loro vita ad aiutare gli altri diffondendo la cultura della donazione di organi e tessuti.

Ci sono opere in tutta Italia che commemorano Nicholas, tutto questo per un bambino cui non era ancora stato insegnato a leggere in corsivo, forse questo è il parco più grande di tutti e ringrazio dal profondo del cuore tutti coloro che lo hanno reso possibile.

Nicholas amava molto il vostro paese, ne aveva visto molto ed era elettrizzato dalla storia dell’impero romano, aveva persino attraversato il Rubicone. Da quando è morto, quell’amore è stato ripagato molte volte da italiani di ogni età, ceto sociale e religione. Maggie ed io vi saremo eternamente grati per come tanti di voi hanno tenuto Nicholas nei propri cuori in questi venti lunghi anni come se fosse un membro della famiglia.

Gli italiani hanno immediatamente incanalato queste emozioni in risultati di ordine pratico. Le donazioni si impennarono in modo esponenziale per diversi anni fino a triplicarsi. Ovviamente, un simile incremento ebbe anche altre cause, incluse le incredibili capacità dei medici ed infermieri, i veloci progressi delle tecniche e della medicina, ma, soprattutto, la dedizione dei professionisti sanitari e dei volontari. Il risultato? L’incremento dei tassi per la donazione fu nettamente superiore a quello di tutte le altre nazioni analoghe.

Quando Nicholas morì, i medici ci dissero se potevamo avere l’intenzione di donare gli organi, mi ritrovai a pensare:“come potrò passare tutto in resto della mia vita senza di lui, non averlo più seduto sulle mie ginocchia per leggergli una storia, non sentigli più dire buona notte papà “.

Eppure, nel più disperato dei momenti, Maggie mi disse pacatamente “ora se ne è andato, non credi che dovremmo accettare quanto proposto dai medici?” Dissi di sì e fu tutto.

Per la prima volta, dal momento nel quale mi ero reso conto che era stato colpito da un proiettile, c’era qualcosa di buono che poteva venire fuori da un assurdo gesto criminale.

Ogni anno, migliaia di famiglie prendono la stessa decisione e il loro dolore è simile al nostro, altre non lo fanno e la loro riluttanza è comprensibile, non si è preparati a questo, si arriva in ospedale e ci si trova di fronte ad una persona ormai morente, tenuta in vita solamente da una macchina, accade che molti dicano di no, non vogliono che il corpo del loro famigliare sia violato.

Rifiutano perché sconvolti da quanto è accaduto. La vedono come una volgare intrusione nei momenti più sacri. Spesso, penso come forse molti casi del genere non accadrebbero se avessero avuto in precedenza dettagliate informazioni sull’argomento, ad esempio la sostanziale differenza che esiste fra il coma e la morte cerebrale.

Solo voi potete prendere una simile decisione, ma so una cosa; venti anni dopo, quando penso ai sette riceventi di Nicholas che lavorano, hanno figli propri, si godono le vacanze e si preoccupano di tutte le piccole e grandi cose di cui tutti noi ci preoccupiamo, il tempo, il denaro, i problemi famigliari. Sapendo che due di loro sarebbero ciechi e la maggior parte, se non tutti, sarebbero morti, so di certo che se io e Maggie avessimo preso una decisione diversa, non saremmo riusciti a guardarci indietro senza un profondo senso di vergogna per aver loro voltato le spalle.

Mi auguro che nessuno debba affrontare un momento del genere, ma, se dovesse accadere, spero che la storia di Nicholas possa contribuire a considerare, “ quando la morte è un concetto ancora molto distante, a quello che potreste fare”.

Come disse un filosofo dell’antica Grecia “siamo tutti con i piedi nel fango, ma possiamo tutti guardare le stelle”. Reginald Green

10155270 499624646803679 3751129189128720195 nPer ulteriori informazioni seguiteci sulla pagina Facebook "Una scelta consapevole" dove troverete le foto dell'evento e un simpatico ricordo di Nicholas da parte del padre.

 

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