Oltre l'età di Rita Rambelli

Oltre l'età di Rita Rambelli

il blog di Rita Rambelli

rita rambelliCi siamo chiesti in cosa siamo cambiati dopo questa esperienza devastante ed inattesa dell’epidemia mondiale da COVID19? Se solo 8 mesi fa qualcuno ci avesse detto che sarebbe arrivata un’epidemia mondiale che avrebbe messo a dura prova la nostra salute ed anche la nostra vita, quella dei nostri cari e di tanti altri in tutto il mondo, avremmo risposto con un gesto scaramantico ed incredulo, eppure tutto questo è successo e continua a succedere e molte cose sono cambiate fuori e dentro di noi.
Secondo quanto rilevato dalla ricerca presentata in questi giorni a Milano dalla Associazione Nazionale delle Cooperative dei Consumatori Coop, gli italiani hanno vissuto il periodo del lockdown come in una bolla, aggrappati ai confort domestici e agli affetti familiari dove l’ultima spiaggia di consolazione delle restrizioni è stato il “cibo” e abbiamo riscoperto le regole dei nostri nonni, le 3R: risparmio, rinvio e rinunce.
Il Covid ha avuto sugli italiani l’effetto di una macchina del tempo trasportandoli avanti e indietro con molta rapidità rispetto alla normale evoluzione dei cambiamenti sociali. Da una parte abbiamo visto e ne abbiamo fatto parte, l’Italia delle rinunce, con l’arretramento della ricchezza pro-capite ritornata ai livelli di metà anni ’90 e la spesa in viaggi trascinata indietro di 45 anni, ai livelli del 1975, quando pochi progettavano vacanze fuori dai confini italiani.
Dall’altra parte c’è stata invece un’Italia che balza in avanti di 20 anni, velocizzando dinamiche in parte già esistenti, ma che non sarebbero mai cresciute così velocemente come in questi ultimi mesi. E’ questa l’Italia dello smartworking (+770% rispetto a un anno fa), dell’e-grocery, cioè della spesa quotidiana on-line (+132%), ma anche l’Italia della digitalizzazione a tappe forzate, non solo nella sfera privata ma finalmente anche nelle attività professionali (lavoro appunto ma anche didattica, servizi, sanità, video conferenze, ecc.) che genera una crescita stimata di questo segmento di mercato pari a circa 3 miliardi di euro tra 2020 e 2021.
Il fatto però di vivere in un mondo digitale ha come conseguenza che viviamo in un mondo chiuso e spesso autoreferenziale, come si dice “ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli..!!
L’elemento forse più insidioso però di questa situazione è che il restare prigionieri di situazioni sociali e informative chiuse ed autoreferenziali, diventa terreno fertile per l’informazione di parte e la proliferazione delle fake news e con l’esplosione nell’uso dei social. Il dilagare della fruizione di contenuti “on demand”, l’assenza di un confronto sociale ampio, sono elementi che coinvolgono e coinvolgeranno una parte sempre più ampia della popolazione.
Tutto si svolge tra le mura domestiche piuttosto che altrove, ci si nutre in casa e si va meno al ristorante (il 41% degli intervistati prevede di ridurre la spesa prevista nel prossimo anno alla voce ristoranti), ci si diverte e si incontrano amici e familiari o a casa propria o a casa loro, ritornando ad antiche abitudini che appartengono ai ricordi di chi di noi ha spento più candeline anche perché adesso abbiamo ricominciato a festeggiare i compleanni in casa e non più al ristorante, accontentandoci di condividere le foto della torta e gli auguri con gli amici di Facebook o di Twitter.
Nel caso poi dovessero mancare affetti familiari ci si adopera per riempire il vuoto: dai sondaggi risulta che 3,5 milioni di italiani durante il lockdown o subito dopo, hanno acquistato un animale da compagnia e 4.3 milioni pensano di farlo prossimamente. Magari anche perché portare a spasso il cane era una delle poche attività consentite..!
La casa come salvagente a cui tenersi stretti fa il paio con un’altra costante che distingue ancora nel postcovid gli italiani dagli altri cugini europei: l’amore per il cibo, forse l’unica cosa a cui, anche nell’emergenza e in una evidente contrazione generalizzata degli acquisti, gli italiani non rinunciano.
La preparazione domestica dei cibi è probabilmente anche la nuova strategia di molti per non rinunciare alla qualità e contemporaneamente alleggerire il proprio budget familiare. Le trasmissioni di cucina sulle Tv e sul web, sono sempre più seguite e molti di noi hanno rispolverato le vecchie ricette delle nonne, compreso il pane, i biscotti o la pizza, tanto che c’è stato un periodo in cui non si trovava più il lievito di birra nei supermercati. Chi l’avrebbe detto sei mesi fa che avremmo dimenticato di fare colazione con il Mulino Bianco….!!

 

 La situazione generata dal covid-19 ci costringe a un profondo ripensamento anche sul gioco e sulla sicurezza sanitaria per i bambini e per chi, come i nonni, sostituisce spesso i genitori nel periodo estivo in cui le scuole sono normalmente chiuse.
Il progetto di comunità “Oasi 31” del Comune di Ravenna, intende sostenere il percorso di riapertura dei servizi e dei contesti ludico-ricreativi estivi per bambini/e e ragazzi/e dai 3 a 13 anni su tutto il territorio del Comune di Ravenna.
Nella consapevolezza del valore intrinseco di questo impegno, particolarmente in questo fragile momento storico, economico e sociale, tali servizi sono considerati come misure volte alla conciliazione dei tempi di cura e di lavoro per le famiglie, ma anche e soprattutto come occasione per ribadire i diritti che tutti i bambini/e e i ragazzi/e hanno di giocare, sperimentarsi, muoversi e vivere esperienze di comunicazione e di socialità in spazi adeguatamente pensati.
L’articolo 31 della Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza riconosce e promuove tali diritti; questo progetto, che richiama l’Oasi come ambiente resiliente che si oppone alle intemperie e alle condizioni sfavorevoli di ciò che lo circonda, vuole rimettere questi diritti al centro degli impegni dell’intera comunità educante.
In quest’ambito molte organizzazioni del territorio ravennate si sono attivate per realizzare iniziative di gioco e di spettacolo dedicate ai bambini fino ai 10-12 anni
Utilizzando al meglio gli spazi verdi della città.
Tra questi c’è l’Associazione di promozione sociale Amata Brancaleone, di cui sono al momento la Presidente, che ha organizzato nel parco pubblico della Rocca Brancaleone un calendario di giochi ed eventi che si svolgeranno tutti i venerdì pomeriggio da metà luglio a metà settembre. (vedi calendario allegato )
Per garantire il distanziamento tra i bambini durante gli spettacoli, saranno utilizzati come segnaposto sul prato degli Hula Hoop e in caso di tempo umido saranno distribuiti anche dei teli plastificati usa e getta per evitare il contatto con il terreno.
Per le iniziative di gioco saranno utilizzati tavoli sanificati con un numero limitato di bambini, da 2 a 4 a seconda del tipo di attività e della dimensione del tavolo, opportunamente distanziati e con le mascherine per i più grandi.
Tra le iniziative di gioco si svolgeranno anche dei Tornei con il Gioco di Sir Brancaleone, che per rispettare le regole legate alla sicurezza sanitaria, avranno un Regolamento particolare:
1) Il gioco di SIR BRANCALEONE si rifà al classico gioco dell'Oca formato da un percorso da completare affidandosi unicamente alla propria fortuna per raggiungere la casella di Arrivo.
2) Il tabellone su cui è stampato il gioco che misura cm 70x50, sarà sempre nuovo di stampa, e per garantire il distanziamento potranno giocare solamente due bambini alla volta per ogni tabellone.
3) Al posto dei classici dadi, il numero per avanzare sul percorso, sarà la somma delle dita di 1 mano dei 2 giocatori.
4) Ogni giocatore deve utilizzare come propria pedina un piccolo oggetto trovato direttamente nel parco: un fiore, una foglia, un sassolino, ecc.
5) Inizia il gioco il giocatore più giovane di età.

Le caselle del Gioco, realizzato ad hoc per garantire la produzione in esclusiva, sono rappresentate da immagini tratte dalla Festa Medievale che si organizza ogni anno alla Rocca Brancaleone e da scorci della Rocca Brancaleone stessa.
Il gioco, realizzato su cartoncino, sarà regalato ai singoli giocatori che potranno giocare a casa anche con altri amici. (si allega immagine del Gioco di Sir Brancaleone)
20200713 Gioco di Sir Brancaleone WEB

 

 

 

 

Amata Brancaleone Aps DIRITTO AL GIOCO web Rocca Brancakeone 2020

Long-Term Care è il primo studio europeo che mette a confronto i vari Stati sulle politiche dei governi nel sostenere i diritti delle persone anziane con bisogni di assistenza e sostegno. I risultati di questa ricerca sono illustrati nel rapporto “From disability rights towards a rights-based approach to Long-term care in Europe, Building an index of rights-based policies for older people”.
Dai principali risultati emersi si evidenziano e si confermano le criticità dell’Italia in questo settore. L’unico ambito in cui otteniamo il punteggio massimo è la “libertà di decisione e di movimento” ma sinceramente non condivido fino in fondo questa valutazione perché ritengo che le difficoltà economiche di molte famiglie in Italia condizionino molto la libertà di scelta sulla qualità della vita delle persone anziane.


L’Indice dei diritti delle persone anziane (ROPI)

L’Indice dei diritti delle persone anziane (ROPI) è una misura composita multidimensionale organizzata in domini (box 1) che esaminano il quadro giuridico e politico dei vari paesi nonché i meccanismi di attuazione volti a garantire il rispetto dei diritti delle persone anziane.
Rita i diritti

Nei risultati complessivi per il ROPI – espressi in categorie numerate da 1 a 3, dove a numero più alto corrispondono standard migliori (tabella 2) – la Svezia raggiunge il punteggio indice più alto (2.2). La Finlandia si posiziona al secondo posto, leggermente in vantaggio rispetto a Slovenia, Irlanda e Austria. La Polonia ha il punteggio più basso (1.8). In particolare, nessuno dei paesi appartiene alla fascia di punteggio più alta (2.6-3.0) o più bassa (1.5-1.0) e anche la variazione tra i punteggi dei paesi è contenuta (tra 2,2 e 1,8 nell’indice complessivo). È interessante notare che non vi è alcun raggruppamento geografico evidente nei risultati della classifica generale.
Risultati ROPI

Tabella 2 – Risultati complessivi per il ROPI per i 12 paesi partecipanti

Dai risultati del ROPI si evidenziano margini di miglioramento nella maggior parte dei paesi. Le possibilità di miglioramento sembrano essere maggiori, in media tra i paesi, per i domini IV (Vita, libertà, libertà di movimento), V (Privacy e vita familiare), IX (Standard di vita adeguato), e X (Reclami e risarcimenti).

La posizione di arretratezza dell’Italia nel ROPI
Nei risultati complessivi per il ROPI (Indice dei diritti delle persone anziane) l’Italia mostra un punteggio medio di 1.8, collocandosi all’11° posto su 12 dei paesi indagati. Lo studio evidenzia le debolezze e le criticità dell’Italia nella maggior parte delle aree esaminate dallo strumento, strettamente connesse ai diritti all’assistenza da parte delle persone anziane non autosufficienti.

Più precisamente, l’Italia evidenzia le peggiori performance al ROPI nei domini inerenti la libertà di scelta (specificatamente alla possibilità di scelta dei gestori di assistenza e a tutto il tema delle Disposizioni Anticipate di Trattamento), il mantenimento dei legami familiari, soprattutto in riferimento a leggi che favoriscano il mantenimento dei legami familiari anche durante l’assistenza e le politiche di informazioni sui diritti delle persone anziane e sulla tutela degli stessi. Non solo, anche le aree inerenti la tutela da abusi e maltrattamenti, la libertà di pensiero e di espressione, il livello di salute garantito, con preciso riferimento alle politiche di Long-Term Care e la garanzia di un adeguato standard di vita, soprattutto in relazione al supporto abitativo protetto, risultano per l’Italia tutte aree deboli al ROPI.
Il tema della partecipazione e dell’inclusione sociale così come l’area relativa alla parità di accesso ai servizi di assistenza, siano essi domiciliari, semiresidenziali o residenziali risultano essere sufficientemente garantite ma, da osservare e monitorare. L’Italia mostra invece un ottimo risultato nella regolazione all’utilizzo delle contenzioni, fisiche o chimiche.

Il Quadro Di Valutazione Degli Indicatori Di Risultato: il quadro di sintesi
Il Quadro di valutazione degli indicatori di risultato misura le prestazioni del paese in termini di risultati effettivi, vale a dire i risultati raggiunti nell’adempimento dei diritti fornendo, quindi, una visione d’insieme del rispetto dei diritti nella realtà.
Svezia e Finlandia (quest’ultima nonostante i valori mancanti) ottengono i risultati migliori tra i paesi inclusi nel quadro di valutazione, in quanto presentano il numero più elevato di indicatori con valori “buoni ma da monitorare”. Il Quadro di Valutazione degli indicatori di risultato mostra, per quasi tutti i paesi, risultati più positivi rispetto al ROPI. Nonostante, ad esempio, gli scarsi risultati in termini di accesso alle cure a lungo termine per molti paesi, l’opinione degli anziani sulla qualità dei servizi di assistenza nel loro paese è comunque positiva. ( Tabella 13)

Rita I domini
Tabella 13- I domini e gli indicatori del quadro di valutazione sull’indicatore di risultato

In conclusione, il gruppo di ricerca evidenzia la necessità di disporre di maggiori dati sugli indicatori chiave per sopperire alle attuali lacune, allo scopo di migliorare le conoscenze sull’effettivo rispetto dei diritti delle persone anziane ed adottare politiche di Long-Term Care adeguate per garantirne la tutela.

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento vi allego il link per leggere l’intera relazione ma vi anticipo la sintesi dei risultati.

https://www.luoghicura.it/dati-e-tendenze/2020/06/long-term-care-e-diritti-degli-anziani-in-europa-italia-debole/

rita rambelliL’obbligo di restare in casa ha destrutturato la nostra routine e soprattutto quando si vive da soli gli effetti dell’ansia e della preoccupazione si fanno sentire in modo crescente, perché le occasioni per confrontarsi e sfogarsi con qualcun altro sono inferiori a quelle di chi magari vive in una famiglia. Questa pandemia ci ha spiazzati modificando le nostre abitudini personali e professionali obbligandoci a lavorare con nuove metodologie e in molti casi obbligandoci ad imparare l’uso di sistemi che pur sapendo che esistevano no avevamo sentito il bisogno di usarli (Skype, zoom, WhatsApp, ecc.) perché potevamo incontrare le persone. In molti casi aumenta il livello di ansia di fronte all’incertezza e alla paura, oltre che della malattia, anche delle conseguenze sociali ed economiche che inevitabilmente sappiamo che arriveranno.

rita rambelliNoi non abbiamo vissuto una guerra, ma sicuramente ricorderemo tutti lo sconvolgimento sociale determinato dall’epidemia del virus COVID -19 che è scoppiata in Italia nel mese di febbraio. Oggi è il 19 marzo e come ci sta dicendo incessantemente la televisione dobbiamo “restare a casa” e uscire solamente per necessità improrogabili.
Se guardo fuori dalla finestra, vedo il parco della Rocca Brancaleone, normalmente pieno di famiglie con bambini che adesso è deserto non si sente nessun rumore, uno spettacolo irreale che ricorda certi film di fantascienza sulle grandi catastrofi o guerre che potrebbero distruggere l’umanità…!!
Mi rendo conto di essere una persona fortunata, non sono sola, c’è mio marito con il quale ho un ottimo rapporto da quasi 50 anni, ho una figlia che mi telefona ogni giorno, una nipote di 10 anni che ho visto crescere da quando è nata e con la quale in video chiamata facciamo conversazione e verifichiamo i compiti che la sua scuola elementare pubblica ogni giorno sul suo sito web.

rita rambelliA causa dell'aumento dell’aspettativa di vita e della diminuzione dei tassi di natalità, la popolazione mondiale sta invecchiando e tutto l’insieme dei cambiamenti legati all’ Ageing (o invecchiamento), è una sfida ma anche un’opportunità di sviluppo, investimenti e crescita economica in continua evoluzione.
Il segmento demografico over-60 continua ad espandersi, mentre la popolazione sotto i 14 anni si contrae; dalla prossima metà del secolo gli “anziani" supereranno ufficialmente i "giovani".
Secondo le stime della ONU, il 10 % della popolazione mondiale nel 2000 era rappresentato dai 60+, questo segmento demografico rappresenterà complessiva-mente il 15% della popolazione entro il 2025 e il 21,8% entro il 2050, raggiungendo un valore lordo totale di oltre due miliardi di persone.

rita rambelliPer me il Natale è sempre un momento in cui dopo aver fatto l’albero di Natale e il Presepe, vado alla ricerca anche delle nostre radici, delle tradizioni contadine, dei piatti tipici e dei ricordi di una infanzia passata in campagna con i miei nonni.
Un libro che vado spesso a risfogliare è il Calendario e Folclore di Romagna, un libro stampato nel 1989, che per qualche momento mi riporta indietro nel tempo della mia infanzia e alle nostre tradizioni della campagna ravennate.
In questo libro di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi, frutto di un accurato lavoro di ricerca condotto nel territorio romagnolo, sono raccolti e disposti in ordine calendariale i proverbi, gli indovinelli, le filastrocche, le favolette e i canti popolari inerenti il ciclo dell’anno. L’avvicendarsi delle stagioni e gli eventi climatico-stagionali influenzavano, ieri più di oggi, l’attività umana, in gran parte incentrata sul lavoro agricolo e sull’allevamento, e determinavano gli aspetti della qualità della vita, del tempo libero, della socialità, della festa.

rita rambelliIn Emilia-Romagna, causa invecchiamento della popolazione, le famiglie con anziani sono oltre una su tre, per l’esattezza il 38%, mentre il 26% dei nuclei familiari è composta solo da anziani, con valori superiori alla media nazionale.
Tra le soluzioni esistenti sul mercato per l’assistenza agli anziani c’è la possibilità per le famiglie di inserirli in una Casa Famiglia. Secondo la definizione data dalle linee di indirizzo regionali, la Casa Famiglia è una piccola struttura/comunità di tipo familiare (che può accogliere fino a sei ospiti), con funzioni di accoglienza e bassa intensità assistenziale, bassa e media complessità organizzativa, destinata ad accogliere utenza priva del necessario supporto familiare, o per la quale la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente impossibile o contrastante con il progetto individuale.

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