Nonne, favole e bambini

ida accorsiUna favola d'amore gaia e luminosa, dove parola e disegno si fondono come uomo e donna, come sole e luna, a raccontare il paradiso del perenne rinnovamento. Una favola nata nell’autunno del 1922, appena pochi mesi dopo la fine della stesura di Siddharta. Hermann Hesse stesso ne parlò come di una fantasia orientale-occidentale, una seria parafrasi del mistero della vita , ma allo stesso tempo accessibile alla lettura infantile come una gioiosa favola. Una storia scritta e illustrata dallo stesso autore che per molto tempo non è stata edita, ma della quale lui stesso realizzava copie manoscritte che vendeva a bibliofili e amici in un momento in cui la situazione economica non era delle più floride e che continuò in seguito a riprodurre per aiutare gli scrittori in difficoltà. Questa versione del manoscritto è quella che concordemente viene considerata la più riuscita. La copia fu regalata a Ruth Wenger – all’epoca un’amica e poi futura moglie di Hesse – per la Pasqua del 1923. L’amore perciò non è solo nel titolo, ma anche in tutta l’opera.
"Tra la mia pittura e la mia poesia non c’è discrepanza, cerco sempre la verità poetica, non quella naturalista.”

ida accorsiNon tutti lo sanno, ma Andrea Camilleri, uno dei più celebri scrittori italiani contemporanei, regista teatrale, autore di testi radiofonici e sceneggiature televisive, è anche scrittore di opere per i più piccoli: Topiopì, Il naso, I tacchini non ringraziano. Prima ancora di essere uno scrittore fu un giovane precoce lettore: iniziò, a leggere molto presto, prima grazie alla nonna Elvira e poi alla sua curiosità che lo portò a prendere e sfogliare i libri della biblioteca del papà.
In un’intervista rilasciata a  La Repubblica ci racconta:
" Mia nonna Elvira era saggia ed autorevole ed è stata la figura che ha aperto la mia fantasia.
Parlava agli oggetti e agli animali come se fossero creature umane, e cambiava voce a seconda dell’oggetto, dicendomi:
“Ma secondo te posso parlare al pianoforte come parlo alla saliera?”
Aveva l’abitudine di inventarsi parole, e quando ancora non ero in grado di leggere mi raccontò tutt’intero - Alice nel paese delle meraviglie.- Fu il mio primo libro.”
MAGARIA, è il primo racconto per bambini scritto da Andrea Camilleri ( nonno di sei nipoti) è una celebrazione della fantasia e della sua colorata terra, la Sicilia.

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ida accorsi(Le Petit Prince) è un racconto di Antoine de Saint-Exupéry, il più conosciuto della sua produzione letteraria nonché uno tra i libri più letti e conosciuti del mondo. Fu pubblicato il 6 aprile 1943 a New York da Reynal & Hitchcock nella traduzione inglese (The Little Prince, tradotto dal francese da Katherine Woods) e qualche giorno dopo sempre da Reynal & Hitchcock nell'originale francese. Solo nel 1945, dopo la scomparsa dell'autore, fu pubblicato in Francia a Parigi da Gallimard.
Il racconto è dedicato al bambino che fu Léon Werth, amico dell'autore. L'autore lo scrisse negli Stati Uniti, mentre abitava nella "Bevin House" di Asharoken, Long Island, NY.
L'opera, sia nella sua lingua originale che nelle varie traduzioni, è illustrata da una decina di acquerelli dello stesso Saint-Exupéry, disegni semplici e un po' naïf, che sono celebri quanto il racconto. Gli stessi disegni sono stati utilizzati per creare le copertine del libro.
Narra di un pilota di aerei, precipitato nel deserto del Sahara, che incontra un bambino che gli chiede "Mi disegni una pecora?". Stupito, il pilota gli disegna una scatola, dicendogli che dentro c'era la pecora che desiderava. Poco per volta fanno amicizia ed il bambino dice di essere il principe di un lontano asteroide, sul quale abita solo lui, tre vulcani di cui uno inattivo e una piccola rosa, molto vanitosa, che lui cura e ama.

ida accorsi“Il giornalino di Gian Burrasca” un classico della letteratura per ragazzi, una bella e divertente lettura che narra le avventure di un piccolo eroe scapestrato!
Tra il 1907 e il 1908 Gian Burrasca irrompe con le sue monellerie sul Giornalino della domenica, il giornale per bambini rimasto famoso per la bellezza delle illustrazioni. La serie delle puntate fu poi raccolta dall'autore, Luigi Bertelli, che firmò col nome di Vamba uno dei più divertenti libri per ragazzi.
Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca, annota in un diario gli avvenimenti della sua vita e della vita della sua famiglia. Naturalmente, poiché è stato educato a non mentire mai, dice sempre la verità, anche quella che non dovrebbe o potrebbe dire, o che le sorelle e i loro fidanzati, poi mariti, non vorrebbero si sapesse, e combina un sacco di guai per merito dei quali viene chiuso nel collegio Pierpaoli dove non solo non si educa, bensì diviene l’anima di una ribellione contro la falsa e tirannica disciplina che vi è imposta da una ridicola ma prepotente coppia di proprietari-direttori. Il diario diviene così la protesta e la rivolta di un ragazzo contro il mondo conformista e soffocante dei “grandi".
Giannino Stoppani vive infatti in una società d’altri tempi in cui i grandi fanno da padroni: a casa il babbo con le punizioni, le sorelle a dargli del disgraziato, a scuola il professore di latino mentre urla “Tutti fermi! Tutti zitti!” e al collegio i perfidi Stanislao e Geltrude somministrano una brodaglia preparata con gli scarti della settimana. Però Giannino non si sottomette e osa comportarsi come ciò che realmente è: un bambino.

ida accorsiMomo, un libro per ragazzi di genere fantastico, pubblicato nel 1973 è l'opera più famosa di Michael Ende (1) dopo La storia infinita e mette in evidenza alcuni degli aspetti della società attuale, come la mancanza di tempo. Il libro narra cosa accade a Momo, una bambina che non ha i genitori, non ha nemmeno una casa, ma vive in una piccola stanzetta scavata tra le mura di un antico anfiteatro alla periferia di una grande città.
Momo, il personaggio principale, ha circa otto/dieci anni, non ha doti soprannaturali, non è di una bellezza straordinaria né ha la grazia di una fata. Lei è speciale, semplicemente, per il suo modo di ascoltare la gente, molto profondo e attento, come nessuno al mondo.

ida accorsiIn questo racconto la fantasia di Gianni Rodari fa deragliare una storia di ordinaria fantascienza in una sarabanda di gioiose invenzioni, in un mondo dove tutto è davvero possibile, persino. che le armi atomiche si trasformino in gustose torte al cioccolato.
Questo è uno dei romanzi brevi di Gianni Rodari, nato nella scuola elementare Collodi della borgata del Trullo a Roma tra gli scolari della insegnante Maria Luisa Bigiaretti, un'opera meno conosciuta ma molto divertente e che, come in tutte le sue opere, non manca mai un significato importante per i bambini ma soprattutto per gli adulti.
Qui Rodari con questa torta gigante ridicolizza tutti problemi derivanti dalla politica del terrore, e presenta questa torta come soluzione risolutiva per sistemare la fame nel mondo. Una delle tematiche più care a Rodari, insieme al tema dell’educazione e della libertà, è soprattutto quella della pace. Nelle sue opere il pacifismo incontra quello che è il punto di vista dei bambini che da sempre sono i pacifisti per eccellenza: un messaggio di pace lanciato attraverso i bambini che con la loro ingenuità e spensieratezza mostrano al mondo come sia possibile vivere senza guerra.
Le torte al posto delle bombe! una critica ai grandi politici internazionali che non pensano ai problemi economici e sociali, ma al potere... un libro ancora oggi attualissimo.

ida accorsi“Non giudicare una persona dalla faccia”
«Ognuno dovrebbe ricevere una standing ovation almeno una volta nella vita, perché tutti "vinciamo il mondo".Auggie»
(R. J. Palacio,Wonder, Appendice)

Wonder è il romanzo d'esordio di Raquel Jaramillo, pubblicato nel 2012 (Giunti editore) sotto lo pseudonimo di R. J. Palacio (1) e uscito in Italia nel 2013. È risultato finalista al Premio Andersen 2014.
Il romanzo è ambientato a North River Heights, nel quartiere di Manhattan dove ci sono la casa e la scuola frequentata da August, Il protagonista soprannominato Auggie dove vive con la sua famiglia e la cagnolina Daisy.
È un bambino intelligente, sensibile, divertente e coraggioso, nato con una tremenda deformazione facciale, la sindrome di Treacher-Collins, si trova ad affrontare con coraggio il mondo della scuola, dopo anni di protezione da parte della sua famiglia.

ida accorsi“C'era una volta...
- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.
Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome Mastr’Antonio, se non che, tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura

ida accorsiC’era una volta e una volta non c’era: così inizia la storia di Vassilissa, e già da questa prima affermazione possiamo capire che le fiabe russe parlano di un “altro” mondo, che somiglia alla realtà e tuttavia non lo è. Prima, però, mettiamo in chiaro una cosa: nelle fiabe russe non esistono le fate, niente esserini celesti che trasformano zucche in carrozze o topi in cavalli.
Infatti in russo le fiabe sono chiamate skazka che significa “ciò che si dice”, quindi “storia”; niente a che vedere con l’inglese “fairy tales” o il francese “contes de fées”. Ciò non toglie che vi siano personaggi bizzarri, grandi cavalieri, ragazze straordinarie, principesse rane, uccelli di fuoco e… Perché favole e fiabe sono una cosa seria.
La Baba Jaga(1) è l'archetipo della donna selvaggia: la signora oscura dei boschi, è un personaggio della mitologia slava, in particolare di quella russa, e la figura immaginaria di un personaggio fiabesco.
Mostruosa vecchietta che possiede oggetti incantati ed è dotata di poteri magici In una serie di fiabe viene paragonata ad una strega, una incantatrice. Spesso è un personaggio negativo, ma a volte agisce in qualità di aiutante del protagonista. Oltre che nelle fiabe russe, si trova anche in quelle polacche, slovacche e ceche. Inoltre, si tratta di un personaggio dei rituali magici nelle vecchie terre slave della Carinzia in Austria, di un personaggio carnevalesco in Montenegro e di uno spirito della notte in Serbia, Croazia e Bulgaria

ida accorsiDopo decenni di principesse che aspettano il principe azzurro e il suo bacio salvifico, sembra che qualcosa stia cambiando. Persino da Disney se ne sono accorti e qualche anno fa hanno prodotto Frozen, storia animata in cui il personaggio principale, Elsa, è sì una principessa, ma deve imparare a salvarsi da sola e a gestire il proprio potere magico. Ad aiutarla non c’è nessun principe, ma la sorella Anna Frozen.
Un cambiamento abbastanza importante, anche perché era dai tempi di Mulan, la guerriera cinese che si travestiva da uomo per entrare nell’esercito, che un personaggio femminile così “forte” non faceva breccia nei cuori delle piccole spettatrici. Di mezzo c’era stata la principessa Merida di The Brave – Ribelle, il cui successo tuttavia non è paragonabile a quello di Elsa.
Anche nei libri per ragazzi e bambini si sta dando sempre più spazio a storie di personaggi femminili che si salvano da soli. E spesso si riscrivono le storie di figure storiche: regine, principesse, ma anche pittrici, atlete…
Negli Stati Uniti è stato pubblicato l’abbecedario Rad American Women: a ogni lettera corrisponde una donna americana che è entrata nella storia per le proprie gesta.
Si passa dalla musica allo sport, fino ai diritti civili.

ida accorsiPer la prima volta Rodari affronta il meraviglioso mondo della mitologia greca e racconta, con la sua consueta maestria, la storia di un personaggio femminile, l’eroina per eccellenza della produzione Rodariana, ovvero, la sua più completa rappresentante di un nuovo modello femminile, capace di lasciare il segno anche nell'immaginario dei lettori di oggi.
È un altro piccolo capolavoro dell'irrefrenabile fantasia di Gianni Rodari. (Atalanta . Atalanta Ed. Einaudi ragazzi (Storie e rime), 2009

ida accorsiNel precedente articolo avevo, solo brevemente, nominato Pippi Calzelunghe, la bambina protagonista dell’omonimo romanzo, dotata di una forza prodigiosa, che, per quarant’anni è stata l’unica eroina femminile, (oltre ad Atalanta di Gianni Rodari) non stereotipata della letteratura per ragazzi.
Conosciamola meglio, questa favolosa Pippi . Tutto iniziò settanta anni fa.
[…] “Ma che storia vuoi che ti racconti?” chiese Astrid Lindgren alla figlia Karin, che le rispose: “Raccontami la storia di Pippi Calzelunghe”.[…]

ida accorsiMarzia Camarda* nel suo libro " Una savia bambina. Gianni Rodari e i modelli femminili" ( edizione settenove-2018) analizza con grande rigore e precisione i ruoli di genere nell'opera rodariana nei più diversi ambiti: la rappresentazione del corpo (che passa attraverso aspetto fisico, sport, abbigliamento, controllo della donna), il lavoro, domestico e non, il matrimonio, i suoi fondamenti e la divisione dei compiti, la famiglia (il modello che offre, esaminando i ruoli corretti e sbagliati), i giocattoli e i modelli educativi.
Attraverso uno studio sistematico dei testi di Rodari è emerso un modello assolutamente dirompente rispetto a quello tradizionale (le bambine decorative “per bene”). Le donne e le bambine rappresentate nei suoi scritti sono intelligenti, curiose, fiere, coraggiose, sportive, emancipate e di tutte le età. Rodari è uno degli autori per l’infanzia più amati e conosciuti del mondo, eppure alcuni aspetti dei suoi lavori risultano ancora inesplorati. Uno di questi è senz’altro l’attenzione all’equilibrio di genere presente in tutta la sua produzione letteraria, ma anche una profonda sensibilità che si ispira a un ideale di uguaglianza sociale, mai conservatore rispetto al ruolo della donna nella società e nella famiglia.

ida accorsiTerminato il ciclo delle scuole elementari mia nipote Ilaria, con i compagni della fantastica 5B come saggio conclusivo hanno presentato nel teatro locale il Musical " Peter Pan e l'isola che non c è “.
Ammirevole è stato l’impegno, i ragazzi ce l'hanno messa tutta! Hanno provato e riprovato le parti, e così, alla soglia della scuola media, tra sogno e realtà, tra la spinta all'andare e la nostalgia del restare, cominceranno un nuovo cammino.

Proprio pensando a questa loro ed esaltante esperienza, questa volta, vi racconto la storia di come è nata la favola di Peter Pan, l’affascinante ed eterno bambino e il sogno dell’infanzia che non vuole finire!
“Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino”, rispose Peter. “Che indirizzo bizzarro!”. Peter era mortificato. Per la prima volta si rese conto che, forse, il suo era proprio un indirizzo bizzarro". (1)

ida accorsiCi sono due modi di vivere il tempo; due modi che difficilmente si parlano. Un tempo lento in cui però ogni istante acquista il suo significato e il suo senso e un tempo veloce in cui si è sempre in attesa di quello che avverrà dopo e tutto sfugge ai nostri occhi, in cui ci perdiamo il bello che scorre davanti a noi, siamo disattenti a ciò che ci capita intorno, alle persone, alle relazioni.
Alla lentezza come forme di ribellione è dedicata questa nota, perché:
"Ci vuole il tempo che ci vuole".

ida accorsiVedo un bambino. E' piccolo.
Ce l'avrà almeno un pensiero?
Sorpresa! Guardate voi stessi:
sta pensando il mondo intero.
("Filastrocche per tutto l'anno")
« Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: - Buon viaggio! »
(Il giovane gambero, "Favole al telefono")

ida accorsi« Non importa che sia nato in un recinto d'anatre: l'importante è essere uscito da un uovo di cigno. »
(disse Il brutto anatroccolo)
Hans Christian Andersen fu uno dei grandi autori di fiabe dell'Ottocento, un periodo di intensa ripresa, in tutta Europa, di pubblicazioni, di raccolte e di rielaborazioni di fiabe tradizionali, anche da parte di narratori colti. Andersen riutilizzò in modo originale il grande patrimonio delle fiabe nordiche, infondendo in esso un caratteristico spirito ottimista.
Hans Christian Andersen nasce il 2 aprile nel 1805 in una cittadina del regno di Danimarca, Odense. Lui stesso ha descritto la propria infanzia povera e fantasiosa in un'autobiografia dal titolo “La fiaba della mia vita”. Conobbe l'agiatezza e la fama: fu ricevuto nelle corti di tutta Europa e vide persino erigere un monumento in cui lo si rappresentava nell'atto di raccontare fiabe ai bambini. La sua città natale, gli tributò, sempre, grandi onori.

ida accorsiIl Giro del Cielo di Daniel Pennac, Una favola per parole e immagini, un racconto dolce, tenero, intenso, commovente.
Un padre racconta a una figlia, partendo dal ricordo di un'operazione d'appendicite subita dalla bambina, una storia che incanta e commuove grandi e piccoli per la sua straordinaria dolcezza. Una lettura che è un piccolo gioiello nel quale parole e immagini si fondono dando vita a un insieme assolutamente strepitoso!

ida accorsiE’ interessante capire perché Perrault, uomo di notevole e vasta cultura, si sia dedicato con tanta attenzione alle fiabe. Si era in pieno Seicento; in Francia regnava il re Luigi XIV, il famoso Re Sole, la corte di Versailles era all’apice del suo splendore con feste, eleganza raffinata, ricerca di una cultura al passo con i tempi, e proprio a corte cominciò a diffondersi la moda letteraria dei racconti di fate.
Così dame e gentiluomini di corte, letterati e studiosi, si misero a scrivere e a trascrivere fiabe.
L’opera di Perrault, uomo sensibile e colto, nasce e si sviluppa in questo clima.

ida accorsi"Un postino di Civitavecchia riesce a sollevare carichi pesantissimi, Un solitario Cowboy usa il pianoforte come arma, un mistero avvolge I promessi sposi di Manzoni... personaggi bizzarri, situazioni imprevedibili, finali a sorpresa: con grande bravura Rodari costruisce un percorso fra vizi e virtù del nostro vivere quotidiano, non intende dare lezioni né trasmettere nozioni, ma i mille fuochi d'artificio del suo linguaggio e l'ironia sui modi di dire convenzionali sono un costante motivo di divertimento e di riflessione per piccoli e vi assicuro, anche per grandi lettori"
"Novelle fatte a macchina" venne pubblicato nel 1973 per la casa editrice Giulio Einaudi. Il libro si presenta come una raccolta di novelle che, come lo stesso autore afferma, vennero pubblicate sul giornale “Paese Sera” di Roma.

ida accorsiSi può viaggiare negli spazi interstellari a bordo di un cavallo a dondolo? Si può capitare su un pianeta dove ogni giorno è Natale, le vetrine non hanno vetri, gli orologi sono commestibili ed hanno un sapore di cioccolata? Queste e molte altre sono le domande, le avventure bizzarre e divertenti raccontate qui nel pianeta degli alberi di Natale!
Il Pianeta degli alberi di Natale è un racconto natalizio scritto da Gianni Rodari. Edito in volume per la prima volta nel 1962  dopo essere stato pubblicato il 24-25 dicembre del 1959 sul quotidiano “ Paese sera”.
Questo racconto “lungo” è una meravigliosa favola fantastica, solo all’apparenza semplice, ma ricca di significati preziosi e nascosti, che si adatta perfettamente all’atmosfera dell’attesa natalizia.

ida accorsi“Ogni uomo è stato un bambino”... Dal “Sigaro di fuoco” al “Vaporetto”

"Bambini che pensano negli occhi
hanno l’inverno, il lungo inverno. Soli
s’appoggiano ai ginocchi per vedere
dentro lo sguardo illuminarsi il sole.
Di là da sé, nel cielo, le bambine
ai fili luminosi della pioggia
si toccano i capelli, vanno sole
ridendo con le labbra screpolate”...
Versi di Alfonso Gatto in “Inverno a Roma” (da “Osteria flegrea”).

ida accorsiQuesto racconto è rimasto inedito in Italia fino al 2012 quando è stato pubblicato, insieme ad altri, nel libro Racconti dal focolare.
Gli inediti di Charles Dickens. L'adattamento e la traduzione che leggerete sono di ©ViDi.
"C'era una volta, molto tempo fa, un viaggiatore che decise di partire per un viaggio. Era un viaggio magico, che all'inizio dovette sembrargli molto lungo e poi molto breve quando arrivò alla metà del cammino.
Viaggiò per qualche tempo, lungo sentieri bui e solitari, fino a quando incontrò un bel bambino. Il viaggiatore gli chiese: "Cosa fai qui, tutto il giorno?". E il bambino rispose: "Gioco, gioco e gioco. Vieni a giocare con me!". Così, giocarono insieme, per tutto il giorno e si divertirono un mondo. Il cielo era così azzurro, il sole così brillante, l'acqua così splendente, le foglie così verdi, i fiori così delicati, il canto degli uccelli così melodioso e le farfalle così belle che tutto fu fantastico.

ida accorsiRitenuto il primo scrittore di favole, anche se nel mondo greco, il genere della favola si presenta inizialmente nella forma dell'«aínos», nella similitudine, come mostra l'esempio offerto, nell'VIII secolo a.C., dall'Usignolo e lo sparviero narrato nelle Opere e i giorni di Esiodo - non a caso definito il primo favolista da Quintiliano, nel quale un usignolo, catturato dal rapace, cerca di impartirgli una lezione sul significato della giustizia.
Secondo i grammatici antichi, fu Archiloco, poeta di Paros, attivo nel VII secolo, il creatore della favola del tipo che sarà poi sviluppata da Esopo, ma restano scarsi frammenti, come frammenti di favola sono in Solone e in Simonide, del VI secolo.

ida accorsi[...] Ricordo la forza magnetica per me di una favola, il registro della voce che cambia in chi legge, e rammento come sentir raccontare anche di un cane mi portasse a un altro livello, non realistico, ma nemmeno confuso, sconnesso. Perché ai bambini piace attivare l'organo metafisico dell'immaginazione e superare ogni frontiera mentre il padre o la madre li portano con la parola da qualche altra parte: insieme si prende a volare, ma al tempo stesso si è protetti. Ed è importante perché la loro mente è ancora caotica, non sa bene la differenza tra sogno e realtà: con la fiaba si entra nei sogni e li si accompagna, allargando l'esperienza della vita. E poi una storia legittima quasi sempre un humour che non sempre è usato dagli adulti, un'altra dimensione in cui entrare e sorridere.
Crescere oggi è più dura, servono più favole” [...]”.David Grossman ( intervistato da Susanna Nirenstein per “La Repubblica” (18 novembre 2016).
Grossman è uno scrittore e saggista israeliano. È autore di romanzi, saggi e letteratura per bambini, ragazzi e adulti, i suoi libri sono stati tradotti in numerose lingue.

ida accorsiLa differenza tra favola e fiaba. Entrambi sono dei generi dedicati ai fanciulli: la fiaba riesce a catturare l'attenzione dei bambini, fornendogli anche un messaggio morale, mentre la favola ha anche un compito sociale importante.
Nel mondo della fantasia, e in particolare nel settore dedicato ai fanciulli, la fiaba riveste un ruolo importante capace come è di catturare l’attenzione dei bambini, divertendoli ma lasciando filtrare messaggi e insegnamenti. Ci ricordiamo tutti le fiabe famose che i genitori ci hanno raccontato da piccoli: Cappuccetto Rosso, Pollicino, Cenerentola, Il gatto con gli Stivali ...
Tuttavia, dedicato ai giovani (e meno giovani), esiste un altro importante genere fantastico che, pur distinguendosi dalla fiaba, rappresentano sempre narrazioni piacevoli o comunque frutto dell’immaginazione, con un compito sociale importante che poi vedremo. Si tratta della FAVOLA.

ida accorsiChi segue il pifferaio?
In noi c’è qualcosa che sa vedere l’incanto, che vuole andare avanti ridendo e cantando, mano nella mano con gli altri.
È la parte di noi, è il bambino interiore che corre entusiasta dietro a chi sa farlo sognare.
E nell’immagine dei bambini di Hamelin che danzano persi dietro al pifferaio, c’è il nostro inseguire chimere?
Il Pifferaio Magico di Hamelin

ida accorsiMolto è stato detto e scritto su Gianni Rodari (Omegna, 1920 – Roma, 1979), autore di libri per bambini, di testi teatrali e di programmi televisivi, pedagogo, maestro elementare, giornalista dell’«Unità» e di «Paese sera», direttore di riviste.

La lingua di Gianni Rodari 
Tra la fine degli anni quaranta e gli inizi degli anni cinquanta la lingua italiana non è ancora patrimonio diffuso in tutta la penisola, si registrano dati di analfabetismo quasi del 14% e appena il 18% della popolazione in età scolastica risulta iscritto alla scuola post-elementare, soltanto il 18,5% di italiani pari a 7.850.000 individui, usa normalmente la lingua nazionale e ha abbandonato completamente il dialetto, mentre il 63,5% usa il dialetto in ogni circostanza.

ida accorsiLa fiaba siciliana “La Vecchia nell’orto” inizia così: “C’era una volta un orto di cavoli. Era un anno di carestia e due donne andarono in cerca di qualcosa da mangiare: "Comare, disse la prima, andiamo in quest’orto a cogliere cavoli”. E la seconda: “ ma ci sarà qualcuno!” La prima andò a vedere e….” Aveva ragione la seconda comare: l’orto non è un luogo banale, non è il parente povero del giardino, è un luogo vivo, popolato di creature, è un luogo che ha a che fare con il nascere e con il crescere. In un orto c’è sempre qualcuno!

ida accorsiTanto, tanto tempo fa non si conoscevano le favole come le intendiamo noi, molti nonni non sapevano nemmeno leggere e le storie le inventavano basandosi su fatti lontani, e sui ricordi della loro giovinezza....
Poi le fiabe italiane della tradizione popolare durante gli ultimi cento anni sono state trascritte in lingua dai vari dialetti da Italo Calvino. Sono 200 fiabe provenienti da tutte le regioni d'Italia che Calvino raccoglie e trascrive in lingua italiana.
Nell'Introduzione all'edizione del 1956, l'autore illustra il significato delle fiabe e le particolari caratteristiche di quelle italiane, i motivi che l'hanno spinto intraprendere questo lungo lavoro e i criteri che, sulle orme dei fratelli Grimm, ha utilizzato per scegliere e trascrivere i testi.

ida accorsiLe storie sono un balsamo, generano la gioia, la tristezza, gli struggimenti, le domande, aiutano a riconoscere i sentimenti, aguzzano la fantasia, conducono alla compassione….
Le storie e le favole sono disseminate di istruzioni e simboli che ritroviamo valide guide nella complessità della vita.
L’arte del racconto, tipica dei nonni, ormai si è quasi persa: la lunga catena di storie orali che passavano di generazione in generazione si è interrotta… se molte storie sono state raccolte e scritte, moltissime altre sono andate perdute…
Le storie un tempo non incantavano soltanto i bambini ma anche gli adulti, che chiamavano nelle stalle, nelle veglie, i “folari”, personaggi girovaghi che “raccontavano” !!!

 

ida accorsiUna scuola materna dentro ad un centro anziani? Si è possibile, è già successo.
Il programma Intergenerational Learning Center ha permesso a una scuola materna di trasferirsi nella casa di riposo dando la possibilità a più di 400 anziani di interagire con i bambini, con l'intento di annullare la differenza tra la nuova e vecchia generazione e colmare quel senso di solitudine e d’isolamento che vivono gli anziani.
Quest'iniziativa si propone da una parte di restituire agli anziani un ruolo sociale attivo, usufruendo della loro esperienza e della loro collaborazione per l'educazione e la crescita dei bimbi; dall'altra, è finalizzata a regalare ai bambini la possibilità di crescere insieme ai 'nonni' (anche se non biologici) diversi da loro e a volte con difficoltà fisiche.
E' la scuola materna di Providence Mount St. Vincent, a Seattle, che si trova all’interno di una casa di riposo per anziani.

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