diana catellaniNell'ambito del progetto "Invecchiare in Erba", di cui ho già parlato in altri post, sono stati organizzati dei corsi di alfabetizzazione informatica presso un’azienda locale, che ha messo a disposizione locali e computer.

Il costo a carico dei partecipanti è, direi, simbolico se si tiene conto di quanto verrebbe a costare normalmente un corso di questo genere.

In teoria dovevano esserci un corso-base per chi non conosce il computer e un corso "avanzato" per coloro che già conoscono questo marchingegno, ma intendono migliorare le loro abilità.
Il primo corso si è tenuto a inizio anno; io ho partecipato al secondo che si è tenuto nel mese di febbraio: due lezioni a settimana di due ore ciascuna.
Eravamo in dodici (tanti erano i computer a disposizione); alcuni di noi, avendo figli lontani, avevano già una buona confidenza col computer, confidenza acquisita con la pratica, anche se non supportata da una preparazione informatica di base, altri invece (forse per la mancanza di adesioni) erano proprio alle primissime armi.
L’età dei partecipanti variava dai sessanta anni agli ottanta e oltre e credo che sia da ammirare incondizionatamente chi, arrivato a un’età tanto ragguardevole, conserva ancora la voglia di mettersi in gioco e la curiosità di imparare per adeguarsi ai tempi che cambiano.
In particolare mi ha colpito una signora: ha la schiena piegata dal peso degli anni e dell’artrosi, ma arrivava sempre con i capelli perfettamente in ordine e un leggero trucco, si sedeva alla sua postazione e, dopo aver ascoltato le spiegazioni del docente (bravissimo e pazientissimo), immancabilmente richiamava la sua attenzione perché il computer non aveva funzionato, a suo dire. Il docente accorreva, le faceva notare dove aveva sbagliato, ma al passaggio successivo, imperturbabile, lei lamentava di nuovo che qualcosa non funzionava.
C’era anche un militare in pensione, che era ormai di casa in quell’aula, tanti sono i corsi che ha già fatto, sempre con lo stesso docente (docente universitario con tanta esperienza e tanta competenza): si può dire che tra loro c'era ormai una certa familiarità, ma ugualmente questo "allievo" si trovava spesso in difficoltà. Io ne ho ammirato molto la costanza, la testardaggine e l’ottimismo!
I partecipanti erano in genere persone con una certa istruzione di base, tranne una che, pur avendo fatto solo la quinta elementare, era tra quelli più "alfabetizzati" in fatto di computer: il fatto di avere una figlia che lavora in America come ricercatrice, l’ha indotta a fare di necessità virtù ... E' lei che mi ha insegnato a gestire le foto sul computer e frequenta insieme con me anche un corso d’inglese con ottimo profitto.
Il livello di preparazione dei partecipanti al corso, ha naturalmente condizionato anche il livello delle lezioni, tanto che qualcuno ha detto che di avanzato nel nostro corso c’era solo l’età degli iscritti!
Vista la situazione, il nostro docente non poteva certo permettersi di parlare solo per la metà (o meno) dei suoi allievi e quindi si è dovuto limitare a illustrare le cose fondamentali: terminologia, navigazione in internet, gestione della posta, gestione di file e cartelle. Quest’ultimo argomento è quello che mi è stato più utile, perché sul mio computer tutto è accatastato alla rinfusa e ora, rivedendo i miei appunti, potrò fare un po' di ordine, o almeno lo spero...
Chi, tra coloro che, pur avendo chiesto di partecipare ai corsi non ha potuto trovare posto, in questi giorni sta andando all’Istituto "C. Porta" (una volta si chiamava istituto magistrale, ma ora ha un’altra denominazione) e avrà un allievo o un’allieva di quella scuola come istruttore personale. Un ottimo esempio di collaborazione tra generazioni!
Ho già detto che, nel nostro corso, eravamo in dodici, ebbene solo due erano gli uomini... e questo penso confermi il fatto che noi donne siamo più aperte alle novità, più desiderose di impegnarci e di aggiornarci. Gli uomini pensionati sono in genere molto pigri e preferiscono guardare la TV o frequentare i bar dove si gioca a carte tra un caffè e una birra; sono poco attirati dalle attività culturali, ma sono poco presenti anche nei corsi di ginnastica o di educazione al movimento.
Alla fine perciò, ancora e sempre: W le donne!

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