Voci dalla rete

lisa orlando

Ida
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Diana
Catellani

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Rambelli

Rosanna
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Lisa
Orlando

Voci dalla rete

Perlungavita.it diventa grande, si fa nuovi amici, li accoglie in casa propria, li ringrazia per aver accettato l’ invito a costruire una preziosa rete di persone che guardano alla vecchiaia in modo positivo. Tutte le persone che fanno parte di queste “Voci” hanno già scritto per PLV dalla loro finestra aperta.

  • Ivano Baldini, presidente dell’Associazione AlzheimER Emilia Romagna, ha già raccontato, oltre alla sua vita, cosa è, cosa fa questa organizzazione. Su PLV ci farà conoscere esperienze nuove promosse dai familiari.
  • Diana Catellani ha accettato di aprire un altro suo blog, oltre a quello personale “nonnaonline” per raccontare il suo percorso con gli strumenti digitali, tra ostacoli e soddisfazioni.
  • Rita Rambelli è stata l’apripista, per testimoniare che gli anni sono una convenzione anagrafica, ma che si può andare “ Oltre l’età” per continuare ad essere curiosi del mondo.
  • Rosanna Vagge, anche lei già collaboratrice, medico e amante della scrittura , racconta le sue esperienze e la sua vita accanto ai vecchi delle residenze protette, ma non solo. In questa piacevole compagnia continuo le mie riflessioni sulla qualità della cura nei servizi, parlando di assistenza domiciliare.
  • Lisa Orlando, architetto, con una tesi sulla casa  idonea per gli anziani con l'Alzheimer, amante della lettura della montagna, ma anche della gioia dello scrivere: poesie, articoli, libri.Nel frattempo ha ottenuto un master in Comunicazione.
  • Ida Accorsi, insegnante di asilo nido in pensione, appassionata di Gianni Rodari e di confronti intergenerazionali coltiva i suoi interessi con l'aiuto del web.

rita rambelliNoi non abbiamo vissuto una guerra, ma sicuramente ricorderemo tutti lo sconvolgimento sociale determinato dall’epidemia del virus COVID -19 che è scoppiata in Italia nel mese di febbraio. Oggi è il 19 marzo e come ci sta dicendo incessantemente la televisione dobbiamo “restare a casa” e uscire solamente per necessità improrogabili.
Se guardo fuori dalla finestra, vedo il parco della Rocca Brancaleone, normalmente pieno di famiglie con bambini che adesso è deserto non si sente nessun rumore, uno spettacolo irreale che ricorda certi film di fantascienza sulle grandi catastrofi o guerre che potrebbero distruggere l’umanità…!!
Mi rendo conto di essere una persona fortunata, non sono sola, c’è mio marito con il quale ho un ottimo rapporto da quasi 50 anni, ho una figlia che mi telefona ogni giorno, una nipote di 10 anni che ho visto crescere da quando è nata e con la quale in video chiamata facciamo conversazione e verifichiamo i compiti che la sua scuola elementare pubblica ogni giorno sul suo sito web.

rosanna vaggeL’epidemia di infezioni da Coronavirus, capace di monopolizzare pagine di giornali e social, mi ha aiutato a capire come sia difficile, per la pressoché totalità degli esseri umani dotati di intelletto, navigare nell’incertezza.
Quante volte, nel corso della mia vita professionale e non solo, i pazienti o i loro familiari, ma anche gli amici, i miei stessi parenti mi hanno rivolto domande del tipo: “Ce la farà a superare la malattia?- In quanto tempo?- Potrà fare quello che faceva prima? – Oppure rimarrà invalido per sempre? – Nel caso sarà capace di adattarsi al cambiamento?” e così via, tante e tante altre ancora.

ida accorsiida accorsiDel suo autore (Janusz Korcak) ne avevo già parlato precedentemente, è senza dubbio una figura dalle mille sfaccettature. Medico, scrittore, militante sociale, intellettuale e soprattutto pedagogo, nato nel 1878 a Varsavia, suo nonno era medico, suo padre avvocato, lui scelse la strada del nonno e intraprese gli studi di medicina. Ben nota è la sua figura tra i pedagogisti grazie alla sua costante attenzione all’infanzia: dal 1912, assieme a Stefania Wilczyńska diresse la Casa degli Orfani, l’orfanotrofio ebraico di Varsavia; dal 1919 iniziò a collaborare con Maria Falska, con la quale organizzò l’orfanotrofio - La Nostra Casa - destinato all’accoglienza dei bambini polacchi. In entrambe le strutture i bambini erano attivamente coinvolti nell’organizzazione della loro vita (gestendo anche un giornale e un vero e proprio tribunale). La mattina del 5 agosto 1942 Korczak fu deportato nel campo di sterminio di Treblinka insieme a tutti gli ospiti della Casa degli Orfani; riconosciuto dagli ufficiali nemici venne trattenuto (era una personalità nota), ma si rifiutò di abbandonare i suoi bambini. 

diana catellaniEravamo circa a metà febbraio quando ci commuovevamo per le immagini che venivano da Wuhan: dai balconi dei palazzi la gente in quarantena si affacciava per gridare:- Forza Wuhan!!- mentre le loro voci rimbombavano nel silenzio irreale delle strade deserte.
Allora pensavamo ancora che il problema fosse lontano da noi, che non ci avrebbe mai riguardato, ma la settimana successiva ecco la scoperta di un paziente affetto dal virus nel Lodigiano, cui sono seguiti i primi servizi giornalistici allarmati: si cominciava a capire che presto anche da noi sarebbero stati presi provvedimenti drastici.
Il mio primo pensiero è stato: E se dovessi anche io restare in casa per molti giorni? Se dovessi ammalarmi? Così la mattina presto di sabato 22 febbraio sono andata al supermercato e ho comprato ciò che poteva rifornire il freezer che era quasi vuoto e altri generi a lunga conservazione: in caso fossi stata contagiata avrei potuto affrontare anche un lungo periodo di isolamento, avrei potuto resistere senza aver bisogno di chiedere aiuto. Subito dopo sono state annunciate le restrizioni col conseguente assalto ai supermercati, ma io ero già a posto e potevo pensare solo a come trascorrere queste giornate in solitudine.

rosanna vaggeEra il 19 maggio 2017 quando l’alluvione interruppe bruscamente al km 9 la faticosa corsa della maratona “Arco della vita” ed ora, finalmente, dopo una serie infinita di discussioni sul da farsi, è arrivata la notizia che si può riprendere a correre e che il percorso raggiunto sarà considerato valido.
Quasi 3 anni di stallo non è poco, gli anni passano e la forza viene meno, come è naturale che sia, ma l’esperienza ci induce a non cedere e la passione di perseguire l’obiettivo ci spinge ad andare avanti, non importa se a piccoli passi.
Sono successe tante cose in questi anni, il maltempo ha causato frane, smottamenti di terreni, esondazioni e le mareggiate hanno distrutto parte del litorale causando danni per milioni di euro. Come se non bastasse la corruzione e la disonestà dell’animo umano ha permesso che crollassero ponti e si sgretolassero le pareti delle gallerie provocando morti inaccettabili in un’epoca in cui la parola rischio è sempre sottolineata in grassetto per qualsiasi azione quotidiana si abbia da compiere.

diana catellaniUna lezione tenuta tempo fa all’Università della Terza Età sui benefici della ginnastica in acqua mi aveva incuriosito e mi aveva fatto venire la voglia di interessarmi sugli eventuali corsi organizzati in città.
Qualche giorno fa, una mia cara amica mi ha chiesto se fossi interessata al corso che stava cominciando nelle piscine comunali e subito ho deciso che dovevo approfittare di questa opportunità.
Mi sono attrezzata con tutto quello che poteva essere utile, compreso il certificato medico attestante il mio buono stato di salute, ed eccomi pronta per il lunedì mattina.

ida accorsi "Erano le sette di sera, di una serata molto calda fra le colline di Seeonee, quando papà Lupo si svegliò dal suo riposo diurno. Si grattò, sbadigliò e stirò le zampe una dopo l’altra per scuoterne dall’estremità il torpore del sonno."
Iniziano così i racconti de "Il libro della giungla", uno dei lavori più conosciuti di Rudyard Kipling.
Pubblicate per la prima volta tra il 1893 e il 1894 su alcune riviste, le storie narrate sono ambientate in India, terra cara allo scrittore, e incentrate sulle avventure di Mowgli e di alcuni animali della giungla.
Descritti in maniera allegorica, i personaggi e le vicende di questi racconti rappresentano una delle fonti più affascinanti per comprendere i rapporti tra l’Occidente e l’India alla fine del XIX secolo, all’interno del fenomeno del Colonialismo.
Se, in seguito alle diverse trasposizioni cinematografiche, associamo l’opera di Kipling unicamente alla figura del giovane Mowgli, a conti fatti il “cucciolo d’uomo” compare solo nei primi tre racconti del volume.

diana catellaniChi trova un amico trova un tesoro, dice il proverbio. Ma il modo di intendere l’amicizia cambia man mano che si invecchia, almeno per me è stato così.
Da piccola, erano miei amici tutti i compagni e le compagne di gioco senza distinzione; nel tempo libero dai compiti e dalle lezioni, uscivo di casa e chiunque fosse nei paraggi con una palla, una corda, una bambola, un barattolo con le bolle di sapone era l’amico giusto per passare qualche ora spensierata. Certo però non riuscivo a considerare amici quelli che si mostravano prepotenti o maleducati.

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