Settembre è il mese in cui si parla di Alzheimer forse per non citare la parola demenza. PLV cerca di affrontare questo tema concentrandosi sulla persona cui è diagnosticata questa patologia e sull’ambiente circostante, anche per trovare risposte a esigenze, interrogativi, lacune che sempre più spesso emergono e che ho riassunto nelle “Mille parole”.

Ho intervistato Eloisa Stella antropologa, vicepresidente dell’Associazione Novilunio impegnata nell’offrire sostegno e programmi per la fase iniziale della demenza, specie se precoce, coinvolgendo direttamente le persone colpite.
Tra le ipotesi di risposte diverse nell’assistenza alle persone con demenze, riparliamo dell’esperienza della cohousing di “Ma maison”, raccogliendo le impressioni del neurologo Pietro Piersante, che segue gli anziani residenti.
Ho chiesto al regista Marco Toscani, autore di cortometraggi sull’Alzheimer quanto l’arte e il cinema possono cambiare la cultura e gli atteggiamenti degli individui verso le persone con demenza.
Ho ripreso un libro che avevo già presentato “ Non sono più uscita dalla mia notte” il racconto della scrittrice Annie Ernaux sull’ingresso in una casa di riposo della madre, di cui l’autrice ha recentemente narrato in “Una donna” la storia di vita fino a quella diagnosi di demenza.
Poi Ida Accorsi ci fa conoscere una favola nordica “Pippi Calzelunghe” di cui forse i più anziani hanno memoria, che molto ha in comune con la filosofia di Rodari e Rita Rambelli segnala come gli anziani non sono solo una “spesa" a carico della società, ma possono anche essere il traino di una “silver” economia.

Buona lettura

 


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