cutruDieci maestre delle scuole elementari, una giovane insegnante alle prime armi, una ragazzina molto sfortunata. Poi un giudice e un apprendista giornalista. Sono i protagonisti dell’ultimo romanzo di Maria Rosa Cutrufelli, che prende lo spunto da un fatto di cronaca, dimenticato o ignorato, che vide un gruppo di donne- le maestre- sfidare la legge italiana chiedendo l’iscrizione alle liste elettorali, allora non prevista per introdurre quel suffragio universale per cui si stavano battendo gruppi di donne pioniere in tutto il mondo. Contro ogni più ottimistica previsione sarà proprio un giudice, Lodovico Mortara il loro alleato.

Marie Olympe de GougesCome nell’altro libro di questa autrice che ho presentato “ La donna che visse per un sogno”, un fatto storico – la lotta di Olympe de Gouges per i diritti delle donne e la sua tragica fine sulla ghigliottina per la sentenza del giudice a cui non ha voluto sottrarsi- si trasforma in un romanzo, popolato di donne.
Anche in questo la storia si fa racconto di una delle tante tappe della lotta per la conquista di un diritto, in questo caso quello elettorale, per la popolazione femminile.
Siamo nell’Italia dei primi del novecento, nel 1906 esattamente, anno dell’Esposizione universale di Milano.
Maria Rosa Cutrufelli ricostruisce, con una sensibilità sociale e una mano femminile, l’ambiente di quel periodo, in un piccolo paese del marchigiano, Montemarciano a qualche decina di chilometri da Senigallia e Ancona. C’è tutta la povertà e la fatica dei contadini, dei facchini e degli operai che perdono il lavoro, c’è il duro lavoro delle lavandaie dei ricchi, ci sono i drammi dell’emigrazione con tutte le sue vedove “bianche”, c’è la grande ingiustizia sociale dell’abbandono scolastico perché “l’alfabeto viene dopo il lavoro dei campi”, ci sono le scuole fatiscenti, le tragedie degli aborti clandestini, le alluvioni e i trasporti, allora come oggi, inaffidabili.
Però ci sono tanti fermenti nuovi, c’è un mondo in movimento. C’è la protagonista di quella battaglia Luigia Marcucci, che non vuole sentirsi citare per essere moglie del sindaco, ma perché prima firmataria della richiesta d’iscrizione alle liste elettorali. C’è il sindaco socialista e repubblicano che, precursore di Don Peppone, difende la sua laicità contro la Chiesa, pur essendo in grande imbarazzo per le scelte e per la popolarità della consorte. Sullo sfondo c’è Maria Montessori che alla testa di questa battaglia delle donne italiane, introduceva i primi capisaldi di una diversa concezione dell’educazione e dei metodi educativi e della crescita dei bambini.
Ci sono le prime alleanze tra i popolari, i preti “rivoluzionari” come Don Murri e i socialisti. Ci sono i primi intellettuali che s’interrogano sui diritti delle donne, anche partendo dalle interpretazioni delle leggi, come il giudice Mortara.
Poi, trasversale ai ceti politici ed economici, alle conoscenze culturali, alle collocazioni sociali e professionali, c’è la cappa, opprimente e frustrante, sulle donne intrisa di morale ipocrita, di linguaggi umilianti “ la maestrina”, di frecciate e allusioni che poi sono all’origine di drammi e menzogne, di negazione di un diritto a diventare autonome e indipendenti, rivendicando la possibilità di lavorare.
Ognuno di questi tasselli trovano un’interprete donna e qualche corifeo uomo.
Accanto a Luigia Marcucci, portabandiera della lotta per il suffragio alle donne è però Alessandra la protagonista principale, giovane maestra al suo primo impiego come insegnante, che difende il suo diritto al lavoro, al rispetto, alla conquista di nuove conoscenze professionali, la possibilità per i figli dei contadini di istruirsi, ma anche la sua libertà di vivere la sua vita quotidiana senza sottostare alla spada di Damocle della reputazione compromessa, passeggiando con un ragazzo, muovendosi in bicicletta. Si allontana dalla famiglia borghese e “pesante” con un padre marinaio e una madre ingombrante per lavorare e poi per poter proseguire, da “signorina sola” a Roma, i suoi studi con la Montessori. Ha fatto quello che il padre autoritario, pur essendo sempre assente, riteneva impossibile. Ha trovato un lavoro senza “dover attraversare l’arcobaleno” e assumere le sembianze maschili.
Accanto a lei Teresa, una bambina che racchiude in sé il dramma della povertà. Cresce senza il padre emigrato in America, perde la voce dopo essere stata testimone della morte della madre, abbandona la scuola per non essere derisa, lavora senza sosta per aiutare il vecchio nonno stagnaro che la cresce. Il suo sostegno è Albina, anche lei con il marito emigrato, una delle lavandaie del paese, che l’ha vista nascere e la protegge e la segue da vicino.
Poi ci sono i corifei, senza distinzione sociale e politica, che nelle diverse collocazioni, guidano il coro dei conservatori, degli oppositori delle battaglie femminili, megafoni dei luoghi comuni e delle frasi fatte nonché difensori dei propri poteri: il direttore didattico, il direttore del giornale locale, il prete, il giornalista arrampicatore e opportunista. Come sempre c’è un traghettatore, che qui assume le sembianze di Adelmo, un apprendista giornalista, che dal suo amore per Alessandra riesce progressivamente a trarre qualche suggerimento per vedere ed accettare il mondo che sta cambiando.
Nel libro ci sono alcune piccole perle:
Se il clima della Parigi del terrore ove ha vissuto Olympe de Gouge, si può solo ricostruire anche dagli scritti sulla rivoluzione francese, quello di Montemarciano non richiede molti sforzi di immaginazione. Avendolo percorso, per ragioni professionali, diverse volte come mi è capitato, quasi mi riesce di collocare eventi e persone. È una fotografia a tinte più forti di molti di quegli ostacoli che ancora oggi le donne si trovano ad affrontare: dall’invito a non girare la sera da soli, al linguaggio che scredita e non riconosce il lavoro femminile, dal ripetersi della frase anche oggi sempre in circolazione “ Che cosa vogliono ancora le donne” sottintendendo che già hanno tutto alla imposizione di come devono vestirsi e comportarsi. Oggi solo con più ipocrisia.

Giudice delle donne

 


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