Se direttamente o indirettamente ci si è interessati di volontariato, associazioni no profit e terzo settore, si è sicuramente letto qualche articolo o libro di Renato Frisanco.

Dai primi Forum e convegni a Lucca negli anni '80, alla nascita del movimento dei volontari, sino all'attuale dibattito sulla legge del terzo settore, Renato ne è stato sempre il fedele cronista, (preziosa la cronistoria finale), ricercatore, studioso ed interprete.

Il suo ultimo libro, "Volontariato e nuovo welfare- La cittadinanza attiva e le amministrazioni pubbliche" (Carrocci editore, 2013) è la trascrizione e la sintesi del lavoro svolto nel corso di questi anni.
Un libro che racchiude la storia e la normativa, le connotazioni e le difformità, la nascita e l'evoluzione sino ad anticipare anche il dibattito in corso sulla delega data dal Parlamento al Governo per la riorganizzazione del terzo settore. Già sul tema avevo raccolto alcuni pareri. La lettura e l'intervista mi hanno fornito informazioni e valutazioni più ampie sugli interrogativi che emergono su questo atto politico e normativo.
Il libro è compendio normativo e storico di questo fenomeno che solo in Italia ha assunto queste dimensioni.
Emergono in modo chiaro le energie, le positività e le positive esperienze di questo mondo di persone che ogni giorno si confrontano con i bisogni del paese. Proprio sulle organizzazioni di volontariato (OdV) sociali e assistenziali si sviluppano gli approfondimenti, i dati presentati, le ricerche che lo stesso Frisanco ha condotto per committenti diversi.
Le singole persone e le associazioni sono cambiate nel corso di questi decenni e, nella loro evoluzione, stanno ancora cercando traguardi e prassi consoni alla società attuale.
Tutti, politici, sociologi, economisti sono alla ricerca della ricetta di un nuovo welfare, che non potrà non confrontarsi sia con il tema del terzo settore, ma in particolare delle associazioni di volontariato, che -e qui Frisanco porta molta chiarezza- sono altro dalle imprese sociali o dalla cooperazione sociale argomento su cui si tende, non sempre in buona fede, ad equivocare.
La parte innovativa e stimolante su cui riflettere parla dei due argomenti che connettono il mondo del volontario con un nuovo welfare, con il tramite della pubblica amministrazione, i Comuni come primi interlocutori dei cittadini.
E' un confronto in corso, che si manifesta nella richiesta delle OdV di partecipare alle scelte e alla programmazione, ma, nello stesso tempo, da parte della pubblica amministrazione di definire il proprio ruolo. Questi due protagonisti devono compiere ancora un percorso comune per garantire massimi risultati e non sovrapposizioni e confusioni dannose per il cittadino.
Frisanco traccia un altro raccordo, tra i volontari e la società, perché ne sono, si può dirlo senza timore di retorica, anche una delle rappresentazioni migliori.
In questa società che cambia anche le OdV e i loro membri devono affrontare interrogativi e difficoltà che io sintetizzo in due esempi uno negativo e uno positivo. Il primo deriva dall'individualismo presente, ostacolo al valore della solidarietà, l'altro dalla consapevolezza che occorre conoscere e sapere, informarsi e formarsi, perché i buoni sentimenti non sono sufficienti a dare le risposte giuste a chi è in difficoltà e/o soffre, in un mondo della complessità.
Il libro di Frisanco può servire a chi vuole avvicinarsi e comprendere un movimento importante come quello del volontariato e a chi, conoscendolo da vicino e coinvolto in posizioni diverse, vuole confrontarsi con gli spunti di riflessione che offre.

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