Ninfa dormienteÈ tornata Teresa Battaglia, il commissario di polizia, specializzato in profiling che lotta con il morbo di Alzheimer, con una nuova indagine “Ninfa dormiente” (editore Longanesi).
La sua creatrice Ilaria Tuti, è stata intervistata da PLV dopo il suo romanzo d’esordio “Fiori sopra l’inferno”, già tradotto in vari paesi europei, dalla Scandinavia alla penisola iberica, in Turchia e in Israele, negli Usa e in Canada, selezionato dal Times come “Crime Book of the month” nel marzo 2019
Ilaria ha già inventato il suo stratagemma per fare di Teresa un’investigatrice con un futuro. Indagherà sui “cold case”, i delitti irrisolti, per non vivere l’ansia che le defaillance della sua memoria per la patologia incombente, possano ritardare la scoperta del colpevole in un crimine “caldo”.

Sarebbe però riduttivo e ingeneroso ridurre anche questo nuovo romanzo ad un thriller. Offre tante altre letture ed esplorazioni, come ci ha regalato anche “Fiori sopra l’inferno”.
Ci sono le montagne, il Parco del Triglav, in una zona dalle frontiere incerte tra il Friuli e la Slovenia, incombenti ma anche difensive, c’è la storia delle popolazioni di confine, i resiani, (Val Resia, nella Alpi Giulie) con la loro difesa storica delle identità e dei riti, minacciati sempre da vecchi e nuovi invasori, ci sono le tradizioni ancestrali e i costumi tramandati che affondano in tempi lontanissimi, c’è un omaggio e una consacrazione delle figure femminili nel celebrare le cerimonie più arcaiche, ma sempre attuali, nel favorire le nascite e accompagnare le morti, ci sono gli animali domestici e selvatici, protagonisti in tutta la storia. Leggi il libro co la carta geografica a portata di mano, perché ti domandi se è realtà o fantasia, luoghi esistenti o invenzioni poetiche.
C’è la storia più recente, la guerra partigiana, l’invasione nazista, i furti di opere d’arte, i rancori mai sopiti, ma anche l’attualità con il richiamo alla violenza sulle donne che ci racconta Teresa, ma anche il suo ispettore Massimo Marini. E alle donne la scrittrice dedica il suo libro.
Tutto nasce con  l'attribuzione di un quadro "Ninfa dormiente" ad un pittore famoso Alessio Andrian, di cui non si sa più niente dala fine della guerra. Il quadro porta una data: 20 aprile 1945. Il quadro è stato dipinto con sangue umano, di tessuto cariaco. L'autore dopo quell'opera impazzì dopo l'esecuzione e da oltre 70 anni, vive per sua scelta come un vegetale, non cammina, non parla è una "tomba che respira".
Poi c’è Ilaria Tuti, con la passione per la pittura e per la fotografia- la storia inizia da un quadro bellissimo ma agghiacciante, le foto sbiadite dei protagonisti contribuiranno alle soluzioni- che con la sua sensibilità, e solo lei può farlo- dà spessore a Teresa Battaglia, perché non si può creare un personaggio se non si vivono alcuni sentimenti: la disponibilità umana e la compassione, ( assicurate ai suoi collaboratori oltre che ai protagonisti), l’attrazione verso i più fragili, anche se spesso celati- nel commissario- da un carattere brusco.
Teresa Battaglia, nella fisionomia e nel carattere che Ilaria le assegna, è essa stessa una figura di frontiera, tra la persona “normale” e la persona “segnata” da una demenza, il male che oggi terrorizza le persone e i vecchi in particolare perché si sentono più a rischio. Il commissario però si attrezza con quello che le può servire per non dover soccombere: biglietti, diari, disegni, che bloccano l’intuizione, acchiappano il ricordo, fissano un possibile percorso.
Tanti collaboratori e lettori di PLV hanno scritto/letto questo in articoli diversi.
Ilaria ama passeggiare in montagna e fare l’illustratrice e la descrizione dei temporali che scoppiano su quei monti, tra i boschi o su strade tortuose, ricordano le tempeste e i cieli dei quadri del Rinascimento veneto; le cerimonie hanno un sapore che mescola oriente e occidente, streghe e sciamani, il passato e il presente.
“Ninfa dormiente” non è narrabile perché l’intreccio è una navigazione tra passato e presente e non comprensibile se si salta un richiamo, ma solido e più che verosimile se si legge il libro.
Si possono descrivere le sensazioni che trasmette, l’atmosfera in cui si è avvolti, la credibilità di certe suggestioni, ma resta intatta tutta l’attrattiva del mistero che si va via via scoprendo.

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