ALTER HABILITASLa lettura dell’ebook “Alter-Habilitas” (1) che l’Ente di ricerca accreditato “Alteritas- Interazione tra i popoli” ha pubblicato offre due opportunità: una di aggiornamento culturale, l’altra di riflessione sul nostro rapporto con la disabilità e con le persone che ne sono portatrici.
Si apprende una marea di informazioni, eventi, linguaggi, approfondimenti, concetti filosofici ed etici sull’evoluzione dei concetti di abilità/disabilità, abile/ disabile nei secoli e nelle diverse culture e sul rapporto tra società e persona con disabilità.
Si conferma quanto anche in questa nostra epoca sia necessario ripensare il rapporto con questa condizione di vita.
Cito tra tutte le patologie cognitive e relazionali che colpiscono ragazzi adulti e anziani, dall’autismo alle demenze non più soltanto senili. Il sentimento anche di vergogna che coglie i famigliari, il ritrarsi delle persone a fronte di comportamenti “strani” ha ancora in sé molte delle paure anche inconscie delle epoche precedenti.
Il volume è organizzato in tre sezioni che parlano di disabilità da tre diverse prospettive:
1)il linguaggio che individua la disabilità e il disabile,
2)l’evoluzione storica del rapporto tra disabilità e società coeva, la rappresentazione che ne viene data nelle elaborazioni teoriche, nella cultura, e soprattutto nella percezione che la comunità ha e aveva dei disabili e la loro inclusione/esclusione nella struttura sociale,
3)la collocazione di singole disabilità nel proprio contesto, anche in tempi diversi e le reazioni, positive e negative, che suscitano o hanno suscitato.

L’introduzione di Silvia Carraro, responsabile scientifica del progetto, fornisce una Linea Guida e una chiave di lettura, indispensabile per chi, anche estraneo ai contesti di disabilità specifiche, si voglia inoltrare nel testo, aggiungendo ulteriori riflessioni e informazioni.
Il progetto Alter –Habilitas, afferma, ha come “fine principale quello di confrontare la percezione della disabilità nei popoli e nella loro storia attraverso una metodologia di analisi centrata su un’indagine, multisciplinare, diacronica e aperta agli influssi dei recenti studi”.
Nelle sue note Silvia Carraro sottolinea che la discriminazione nella disabilità ha un ulteriore gradino di esclusione quando investe le donne, come richiamato anche in alcuni dei saggi del volume.
Le contraddizioni sociali si riversano nel rapporto tra comunità e disabilità, perché - dice ancora Silvia Carraro-lo studio dei problemi relativi alle persone con disabilità sono “paradigma per studiare le costruzioni mentali che sottendono al genere umano nel suo complesso”.
Del progetto Alter- Habiltas si era già parlato su Perlungavita.it quando Rosanna Vagge fu autorizzata ad anticipare i contenuti del suo progetto TIED mirato all’adozione di una diversa valutazione dell’anziano istituzionalizzato centrata sull’intelligenza emotiva e non solo sul decadimento cognitivo.
Delle evoluzioni del linguaggio sulla e per la disabilità, avvenute nel corso dei tempi, il quadro più ampio lo fornisce il saggio di D.Peers, L.Eales, N. Spencer- Cavaliere. Le parole della lingua inglese sono riprese nel vocabolario italiano, trattando di attività sportive, da F. Vitali e D. Donati in “Benefici delle Attività motorie e sportive per la salute di persone con disabilità”.
Il saggio di Peers e colleghi traccia questo percorso.
Da un’iniziale definizione del disabile con un linguaggio volutamente offensivo e insultante ( maniaco, storpio, ritardato, idiota, cretino) che legittimava l’istituzionalizzazione, la segregazione, la sterilizzazione e l’omicidio ( ad esempio con il nazismo) si passa ad altre come “ confinato in una sedia rotelle” “sofferenti di distrofia muscolare” che pure differenziano le persone con un utilizzo di parole medicalizzate che richiamano solo la disabilità, la mancanza di una qualche capacità per sottolineare l’esigenza di intervenire dall’esterno. Tutto questo dibattito ricompare anche nei primi confronti degli enti internazionali (OMS, ONU etc)che si apprestavano a stendere i documenti per i diritti delle persone con disabilità.
Dall’opposizione alle terminologie mediche ( che pure erano utili per aumentare la possibilità di accesso alle cure) si passa poi ad una fase in cui la persona si definiva consumatore e quindi titolato a scegliere e definire la propria cura e non rientrare in un piano terapeutico, in un’attività assistenziale definita e gestita da altri.
Un altro indirizzo, nato dalla lotta negli USA delle minoranze, appare in questo dibattito e si concentra sul tema dei diritti delle persone. In questo contesto compaiono i movimenti promossi dalle persone con sordità o con malattia mentale.
Sotto il titolo “ termini che normalizzano e destigmatizzano nascono parole e locuzioni come “diversamente abili” bisogni speciali, che ancora ritroviamo in tanti documenti e progetti anche in italiano.
Gli autori terminano il loro saggio affermando che la terminologia utilizzata nel tempo e in gruppi specifici, da culture diverse anche dove esistono contraddizioni e sovrapposizioni, testimonia che furono utilizzati per scopi politici, intendendosi come una spinta per influire su opportunità di vita, una sottolineatura di bisogni per ottenere l’inclusione in una società o per modificarla e cambiarla. Un’attenzione specifica al linguaggio nei documenti ufficiali degli enti pubblici è presente nel saggio di G.Bregain su due paesi di lingua spagnola Spagna e Argentina.
Della seconda sezione del libro “ La rappresentazione della disabilità” richiamo due saggi: “ Deo iudicio percusset, étude sur l’idée de contamination d’aprèe le suppliques e le lettres papales” di Ninon Dubourg e “ Non accettare figliole difettose o mal sane. Forme di assistenza femminile nei conservatori italiani di età moderna” di M.Garbellotti.
Nel primo saggio l’autore indaga sulle dispense concesse dalla Chiesa, tramite lettere Papali ai chierici che chiedevano attenuazioni totali o parziali, nell’alimentazione, negli esercizi spirituali e nelle pratiche di lavoro delle regole drastiche dei vari ordini monastici, in momenti di debolezza fisica, malattia o anche per l’età avanzata.
L’archivio a cui accede l’autore è presso la cancelleria pontifica e raccoglie le lettere papali, ma non la supplica dei richiedenti. Oggetto specifico della ricerca è la progressiva medicalizzazione della malattia, che pur mantenendo un richiamo al divino, all’anima e al volere di Dio assume nel tempo una connotazione più naturalistica, legata anche ai rischi di contagio.
Dall’anima, pur mantenendo un richiamo alle punizioni divine per peccati commessi si passa a considerare il corpo, la costituzione fisica del richiedente e quindi la possibile causa di malattia.
Il secondo saggio di Marina Garbellotti racconta della discriminazione di genere sottesa agli interventi caritatevoli verso le donne. Si aprirono conservatori per “conservare” l’integrità fisica di fanciulle di età compresa tra i 7 e i 12 anni; di case per le cosiddette malmaritate, un termine che rinvia a figure contraddittorie e talvolta dai contorni imprecisi, come mogli maltrattate o irriverenti, adultere e amanti; di istituti dalla varia denominazione (delle Forzate, delle Pentite, delle Convertite), creati per soccorrere le donne intenzionate a recuperare l’onore perso (vittime di stupro, giovani non più integre fisicamente, ex prostitute)”.
Nella considerazione delle effettive disabilità fisiche e intellettuali per l’accoglienza negli ospizi c’era costantemente una valutazione di una debolezza del genere femminile.
Ma nei conservatori prevalgono altri valori. I parametri per l’accoglienza cambiano perché le fanciulle accolte oltre che integre moralmente e con un’aureola d’onore indiscusso anche nelle origini famigliari, dovevano essere prive di difetti fisici per essere date in sposa o assegnate a servizio presso famiglie benestanti.
Infine nella terza sezione, tra gli altri, il saggio di Rosanna Vagge sulla valorizzazione, nella valutazione, dell’intelligenza emotiva degli anziani istituzionalizzati. Ma di questo abbiamo la sintesi dell’autrice, in un articolo pubblicato su PLV qui.

(1) Alter-Habilitas disponibile qui

 

Biografia
Lista articoli

Utilizziamo i cookie per garantire le funzionalità del sito e per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Continuando ne accetti l'utilizzo.
leggi la Nota Informativa Ok