Libri

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Trame 2019 12 20 alle 11.48.22L’uscita del libro “Trame” chiude una prima tappa di questa esperienza formativa, di cui PLV si è occupata sin dall’avvio del percorso all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria OO.RR. San Giovanni di Dio Ruggi d'Aragona.di Salerno. Dell’evolversi del progetto, del coinvolgimento di altri operatori anche di area sociale e dei contenuti teorici e metodologici, parla qui Tiziana Tesauro, la ricercatrice, che ha promosso e coordinato il progetto, oltre che autrice del libro.
Riprendo di questo testo solo una prima parte, che ne esplicita le motivazioni iniziali e le finalità da raggiungere, perché lo ritengo un tassello importante nella costruzione di un diverso rapporto tra chi cura e chi è curato, qualunque siano i ruoli professionali, da una parte, e le ragioni per cui uno necessita di un intervento curativo.
Il libro è una descrizione,-quasi un copione anche se qui si recitava senza- del lavoro condotto, dei coinvolgimenti e delle riflessioni di vari soggetti coinvolti.

Iniziare la lettura de “Il treno dei bambini” di Viola Ardone è stato come riallacciare un filo della memoria. Si racconta qui, in veste di romanzo, di una iniziativa di solidarietà e accoglienza che prese vita nelle regioni del Nord, in particolare l’Emilia Romagna, per aiutare i bambini del Sud- Roma e Napoli in particolare- città che uscivano dalla guerra con le case distrutte, ma soprattutto con miseria e degrado sociale. Furono coinvolti decine di migliaia di bambini.
Non posso ricordarmi per ragioni anagrafiche l’arrivo dei bambini del Sud, ma di quell’avvenimento se ne parlava ancora quando già ero abbastanza grande da memorizzare.

Il futuro non invecchiaNon ci si può fermare, né tornare indietro. Se ci si ferma si torna indietro, perché significa rinunciare a estendere e perseguire quelle scoperte, civili e scientifiche, che hanno sconfitto la mortalità infantile, hanno permesso un prolungamento della vita in buone condizioni, hanno dato alle donne il diritto di scegliere se, quando e come avere figli.
Questo è l’assunto iniziale del libro “Il futuro non invecchia” di Alessandro Rosina.
Poi alcune altre considerazioni generali si sviluppano in tutto il libro, dando la possibilità, anche a chi non s’intende di statistica, di leggere i mutamenti in atto, di capirne le ragioni e di poter anche acquisire conoscenze sulle possibili soluzioni. Non abbiamo a che fare con una sequenza di dati che scorrono in tabelle, ma di informazioni per capire come e perché si sta evolvendo la popolazione nel mondo, ma soprattutto in Italia, uno dei paesi in cui il processo d’invecchiamento ha percentuali maggiori.

Riccarda e lAlzheimerNon è facilmente riassumibile il libro di Riccarda Bianco “IL NEMICO INVISIBILE ovvero IO E L’ALZHEIMER” (edizioni Nuova Gutemberg- Lanciano 2019), perché si entra, e si vorrebbe in punta di piedi, in una storia intima, in un cassetto di ricordi e tenerezze su cui l’Alzheimer sta stendendo una colata di lava. Sotto la lava però i ricordi e i gesti mantengono la loro forma.
È una raccolta di pagine del diario che Riccarda ha riempito assistendo il marito Adolfo malato di Alzheimer, per sette anni nella loro abitazione e per i successivi cinque anni in una Casa di Riposo.
Alla fine, oltre a tanti piccoli camei di vita vissuta prima e dopo la malattia, mi sono rimaste tre parole: emozioni, amore, strategie.
Se dalle prime pagine si coglie l’angoscia e la domanda continua sul perché è arrivato il nemico invisibile, questo “mostro” che disintegra le persone, in seguito Riccarda ricerca e sembra trovare una sua chiave di accesso a quell’universo sconosciuto di sensazioni, ansie e paure che abita un malato d’Alzheimer per aprire una porta, spesso solo un pertugio, per tenere accesa una fiammella o ravvivarla quando sembra scomparire.

Vecchiaia CesterPoco più di cento pagine, stampate con un bel carattere tipografico, chiaro e pulito-adatto a chi deve sempre sistemare gli occhiali, cercare la fonte di luce, non affaticarsi la vista- in cui si intrecciano le conoscenze professionali del geriatra e del “principiante della vecchiaia”, nella figura dell’autore, Alberto Cester.
Perché Alberto Cester è uno stimato geriatra e riabilitatore, operante nel Servizio Sanitario Nazionale da decenni, che nello scrivere questo libro si sdoppia: è il professionista che, da amico, (perché questo è lo stile) racconta come prepararsi alla vecchiaia, poi c’è l’uomo che si sente sulla soglia dell’invecchiamento e si guarda allo specchio, dentro e fuori, nel corpo e nella mente e si sofferma sul suo modo di entrare in questa nuova dimensione della vita.
Conosco Alberto da decenni, da quando iniziai ad occuparmi di anziani e me ne parlò un caro comune amico, prematuramente scomparso.

La vita lunga delle donneHo assistito dall’inizio al delinearsi di questa riflessione individuale e collettiva sulla vecchiaia di una generazione di donne che, dopo una vita intensa e per tanti versi rivoluzionaria in quel contesto sociale, si trova sulla soglia, nel suo più o meno lento procedere, di quel passaggio dall’essere una “giovane anziana” poi “una grande vecchia”.
Marina Piazza propone “La vita lunga delle donne” (editore Solferino- Milano 2019) sette anni dopo “L’età in più- Narrazione in fogli sparsi” (editore Ghena-Roma 2012). In mezzo decine di incontri con altre donne a Milano alla Libera Università delle donne e a Lugano, che si concludono (almeno per il momento) nel 2018 quando già questo testo stava prendendo forma.
Di questo periodo c’è testimonianza nel libro “Incontrare la vecchiaia- guadagni e perdite Incontri e confronti fra donne”, curato da Marina Piazza, con la collaborazione di Claudia Mantica.
Prima di questo diario “al femminile” personale, ma all’interno di più “voci” c’era stato “Le ragazze di cinquant’anni: amori, lavori, famiglie e nuove libertà” (Mondadori 1999)
L’autrice, studiosa e conoscitrice diretta del mondo delle donne in particolare di quella generazione, nata negli anni ’40, attiva protagonista di oltre quaranta anni di lotte su vari terreni- famiglia, lavoro, pari opportunità, diritti- ha scelto anche di essere testimone e cronista.

Filosofia per i professionisti della curaHo ripreso in mano, a distanza di qualche anno, il libro di Roberta Sala “Filosofia per i professionisti della cura”, (Editore Carocci Faber-2014) per cercare di orientarmi su alcuni interrogativi che la lettura di “Immortali” mi ha suscitato.
Con la velocità delle ricerche e delle scoperte scientifiche, con le conoscenze acquisite negli ultimi decenni anche in territori inesplorati dell’uomo e della sua vita, con l’intreccio formatosi tra dati, ricerca, finanza sembra improrogabile il confronto per una cornice etica che metta al centro sempre l’uomo e sappia valutare i risultati della ricerca, ma anche gli eventuali limiti.
I professionisti della cura non sono più solo coloro che immaginiamo con un camice bianco, magari attorno ad un letto con paziente disteso, ma in senso traslato pure tutti quegli studiosi e ricercatori- biologi e psicologi, ingegneri e fisici, chimici e informatici- impegnati nella ricerca della longevità. Per tutti questi, in maniera diretta e indiretta, in una fase iniziale, intermedia o finale si proporranno degli interrogativi sull’eticità del loro lavoro e sulle conseguenze, nonché sulle scelte da compiere.

ImmortaliHo acquistato “Immortali” di Nicola Palmarini (Egea edizioni, giugno 2019) con alcune perplessità, perché il sottotitolo “Economia per nuovi highlander” mi richiamava le campagne pubblicitarie per acquisire nuove fasce di consumatori da parte delle multinazionali di creme di bellezza o integratori alimentari o abbigliamento per crociere.
La seconda di copertina sembra anticipare questi contenuti con qualche accenno agli stereotipi.
Alla fine la curiosità ha prevalso, anche per alcuni interrogativi che mi sorgono sulle attuali politiche (o assenza di politiche) a fronte dell’andamento demografico dell’Italia.
Il libro offre diversi piani di lettura.

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