Cinque domande a...

Cinque domande a...

altRabih Chattat-Psicogeriatra

Un anno fa su questo sito parlammo[i] dei nuovi orientamenti nella cura della persona con demenza d’Alzheimer, che sintetizziamo in tre temi: adottare interventi psicosociali per migliorare la qualità di vita di anziani e caregiver, valorizzare le competenze residue del malato e della famiglia, la formazione del personale. Con Lei vorremmo andare oltre. Ad un anno di distanza cosa c’è di nuovo?

L’area della ricerca nell’ambito degli interventi psicosociali è molto ricca e vivace anche in considerazione dei limiti significativi se non l’assenza di terapie per il problema. Diventa quindi centrale un approccio che supporta e promuove il benessere, la qualità di vita e la salute emotiva delle persone con demenza. Questi sono anche gli obiettivi principali degli interventi psicosociali.

altEnrico Giovannini. Dal Rapporto Annuale Istat 2011 a quello attuale, sono state adottate dal suo Istituto con altri soggetti pubblici (INPS, CNEL ed altri) misure per aumentare la conoscenza del progresso reale di un paese oltre alla lettura offerta dal PIL: dal Data Warehouse (magazzino informatico di dati) sulla coesione sociale, ai risultati del primo questionario sulle dimensioni del BES (Benessere equo e sostenibile) alla banca dati per le politiche di sviluppo. Quanto e in che modo questi percorsi rientrano nel Rapporto 2012?

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Marina Piazza Sociologa, ricercatrice e formatrice

Perché ha scritto questo libro?

Libri, saggi, articoli dei giornali affinano le lenti delle analisi sugli anziani e noi in Italia siamo in prima linea poiché siamo con il Giappone il paese più vecchio del mondo.

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Roberto G Marino, Capodipartimento Politiche per la famiglia

Al suo dipartimento è stato assegnato l’incarico di coordinamento delle iniziative nazionali dedicate al 2012-“Anno Europeo per l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni. Ci può fare un breve quadro degli eventi già programmati?

altAlberto Cottica, Wikicrazia. E’ il titolo del suo libro. Potremmo dire che la democrazia, l’innovazione, la partecipazione passa anche per la rete?

Negli ultimi dieci anni Internet è diventata un’infrastruttura generale, che possiamo dare per scontata: un po’ come le strade, le ferrovie, la rete elettrica e quella telefonica. Come tutte queste infrastrutture, viene usata per fare tutto... e quindi anche la democrazia, l’innovazione, la partecipazione. E anche il loro contrario.

 

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Gavino Maciocco, -Docente di Politica sanitaria presso il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Firenze, è promotore e coordinatore del sito web Saluteinternazionale.info

Potremmo tradurre, in una sintesi mediatica, la sua vita professionale in tre principi: agire per prevenire, difendere una salute “internazionale”, fare di una sanità pubblica il motore del progresso civile e umano. Ci si riconosce e se sì, perché?
La ringrazio per questa sintesi che rispecchia abbastanza fedelmente il mio percorso professionale e culturale. 

andrea fabboAndrea Fabbo, Responsabile Programma Demenze A.USL Modena; Referente Consultori Demenze e Fragilità, Area Innovazione Sociale, ASSR Emilia-Romagna

Vent’anni fa le persone dovettero drammaticamente confrontarsi con una patologia, allora non così diffusa o riconosciuta come tale: il morbo d’Alzheimer. Come descriverebbe l’evolversi del pensiero scientifico e dell’approccio e della proposta terapeutica da allora ad oggi?
In questi anni sono stati fatti enormi progressi nella ricerca scientifica; questi progressi hanno però riguardato soprattutto la conoscenza dei complessi meccanismi patogenetici alla base della demenza, i fattori di rischio, l’accuratezza della diagnosi anche in una fase molto precoce.

Ci rivolgiamo ad  assessori alle politiche sociali neonominati, di metropoli e città medie, del nord e del sud, anche con maggioranze che si sono alternate. La prima domanda: questo vostro nuovo incarico  cade in uno dei momenti di maggior crisi di risorse. Con quali priorità vi muoverete?

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