Cinque domande a...

Cinque domande a...

renato-frisancoRenato Frisanco- ricercatore sociale, studioso di volontariato e terzo settore

Come studioso, ma anche partecipe alla storia del volontariato, meglio di chiunque altro può dirci chi è oggi il volontario, come si è trasformato il suo profilo in questi anni, cosa lo distingue dalle altre componenti ricomprese nel termine di "terzo settore"ed infine quanti sono?

anna-muzzioliAnna Muzzioli                                                           

daniela-marzoliDaniela Marzoli

 

Quando avete iniziato a lavorare a questo progetto ognuna di voi da quali considerazioni è partita, quali erano le cose importanti che vi siete appuntate?


loreta-gigante

Loreta Gigante-direttrice generale ASP area Nord

Approfitto di questa intervista per chiederle in primo luogo di illustrarci le strutture e gli anziani che vi risiedono, interessati alla sperimentazione di nuove tecnologie; ma, nello stesso tempo di farci il punto post terremoto dei vostri servizi, situati proprio nel cratere del sisma del 2012. PLV ha sempre dato spazio all'appello per la raccolta di fondi e credo che nostri lettori abbiano contribuito.

 Dagli AppuntiFederica Taddia, responsabile animazione Villa Ranuzzi e Villa Serena 

Iniziamo con due informazioni di base: in primo luogo, cosa sono Villa Serena e Villa Ranuzzi e chi sono gli anziani residenti (quanti sono, quale la loro fotografia sociosanitaria ed altro) e chi quelli coinvolti nella ricerca; in secondo luogo può descrivere le tecnologie e gli strumenti digitali che avete adottato e come si usano?

 

Villa Serena e Villa Ranuzzi sono strutture socio-assistenziali residenziali che accolgono anziani non autosufficienti con bisogni assistenziali di diversa entità (disturbi comportamentali, bisogni sanitari correlati ad elevati bisogni assistenziali, disabilità severe e moderate), persone anziane non autosufficienti non assistibili a domicilio e richiedenti trattamenti continui, affetti da patologie cronico-degenerative a tendenza invalidante.

marialuisa-raineriMaria Luisa Raineri- Ricercatrice di Sociologia e formatrice


Nella sua attività di ricerca e di docenza lei si occupa del servizio sociale e della formazione delle assistenti sociali. Vorrei iniziare parlando del servizio sociale, finora uno dei pilastri della struttura del welfare. Cosa sta cambiando, con la trasformazione in atto , in particolare le esternalizzazioni, in questo servizio e nel ruolo sinora svolto?

Marco Bertoluzzo-giurista e criminologo

Come possono essere descritti- anche quantitativamente- e inquadrati i reati quali truffe e raggiri contro gli anziani?

Faremmo un errore se approcciassimo il tema della diffusione del fenomeno riferendoci solo ai dati ufficiali. Se scorriamo infatti le statistiche giudiziarie siamo senza dubbio colpiti dall'esiguità delle denunce. Ma se prestiamo attenzione ai racconti degli anziani stessi o di persone a loro vicine, il dato numerico diventa di tutt'altra portata. In altre parole ci accorgiamo facilmente che i delitti effettivamente commessi sono di gran lunga superiori a quelli denunciati.

Vincenzo Tancredi-Sovraintendente di Polizia, Torino

Ci vuole presentare qual è il suo lavoro e in quale ambito dell'intervento della Polizia Statale?
Sono Sovrintendente della Polizia di Stato. Per molti anni ho prestato servizio nella Squadra Volanti settore Pronto Intervento. Attualmente mi occupo della sezione "Fasce Deboli" all'interno dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Torino. Tale attività la svolgo dal 2008.

Lei racconta nel libro alcuni episodi selezionati tra quelli di cui è stato protagonista? Ci può tracciare quali sono i tratti comuni?
Sono stato protagonista di molte denunce. Ne ho poi selezionate 25, quelle che ritenevo più importanti e utili da raccontare. Nei racconti da me descritti, i personaggi sono anziani, persone fiduciose del prossimo e delle istituzioni. Molte volte sono persone che vivono da sole.

federico-bastianiFederico Bastiani- giornalista freelance

Unanimemente riconosciuto come l’ideatore della social street di Via Fondazza a Bologna le chiediamo di spiegarci come le è nata questa idea e come ha iniziato? Come tradurrebbe social street?

L’idea del social street mi è venuta l’estate del 2013. Passeggiavo sotto i portici di Via Fondazza con mio figlio di 20 mesi e pensavo che giocava sempre da solo, non sapevo se nella strada vivessero altri bambini con cui farlo giocare. Abitavo in via Fondazza da oltre tre anni eppure vedevo le stesse facce ogni giorno ma non conoscevo i miei vicini! Come risolvere questo problema? Come socializzare con i miei vicini di casa non avendo tempo a disposizione? Ho aperto cosi un gruppo chiuso “residenti in Via Fondazza – Bologna Social street” ed ho stampato dei volantini e distribuiti in strada per pubblicizzarlo. Pensavo che la gente fosse troppo diffidente e non avevo grosse aspettative invece mi sbagliavo, nel giro di due settimana erano già 93 gli iscritti.

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