Cinque domande a...

alessandro rosinaAlessandro Rosina- Docente universitario e saggista. Studia le trasformazioni demografiche, i mutamenti  sociali, la diffusione di comportamenti innovativi.

Iniziamo dal titolo di un suo libro: “Il futuro non invecchia”  per una riflessione sulla società italiana, proiettata in un futuro con un’alta percentuale di “anziani”, dai giovani anziani ai grandi anziani.
Riprendo, sperando di avere ben inteso, alcuni concetti o valutazioni riportati nel suo saggio: a) non è possibile fermarsi nell’evoluzione del mondo e tornare indietro perché comporterebbe rinnegare le conquiste che hanno sconfitto la mortalità infantile e prolungato la vita; b) le persone invecchiano, ma vivono anche più a lungo (in buona salute), la popolazione evolve continuamente ma, in un’analisi statistica, può anche ringiovanire; c) ad un certo punto la popolazione si riequilibrerà e trionferà la longevità. Cosa significa questo e cosa succederà poi?

giuseppe fioraniGiuseppe Fiorani- Membro del C.A.P.P. (Centro Analisi Politiche Pubbliche) dell’Università di Modena e Reggio Emilia; già professore a contratto di Economia Industriale; ricercatore economico free-lance sui temi di economia del territorio e dei distretti industriali, del mercato del lavoro; direttore di valutazione di programmi e progetti europei a livello nazionale e internazionale 

L’esperienza di “Ca’ nostra”, cohousing per anziani con demenza inaugurata tre anni fa a Modena a ridosso del Centro storico, è stata raccontata da perlungavita.it sin dalla presentazione del progetto nel 2013, al momento dell’apertura e ad un anno dall’inaugurazione ( e rinviamo a quegli articoli qui e qui).
Nel 2018 però Ca’ Nostra è stata oggetto di una ricerca, commissionata dal Centro Servizi Volontariato, al Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche dell’Università di Modena e Reggio Emilia sui vantaggi economici e sociali di questa ipotesi d’intervento per gli anziani con demenza, i cui risultati hanno indotto i soggetti interessati a proporre un’altra cohousing in un altro quartiere.
Della ricerca e del Rapporto conclusivo lei è stato responsabile ed estensore, avvalendosi del contributo dei diversi attori coinvolti in rappresentanza di enti, associazioni e famigliari.

marina piazzaMarina Piazza- Sociologa, ha svolto attività di ricerca e formazione sui mutamenti nelle soggettività femminili e le trasformazioni in ambiti lavorativi e famigliari. È  stata Presidente della commissione nazionale Pari opportunità e successivamente impegnata per la nascita di Comitati pari opportunità nel settore pubblico e privato.

Sin dall’inizio della lettura di “La vita lunga delle donne” si ha immediatamente la percezione che due piani continuamente s’intrecciano e si incontrano: le esperienze, le conquiste e anche gli insuccessi delle donne in questi 50 anni e, nello stesso spazio, la vita, le gioie e le perdite di Marina, la narratrice. Il libro/saggio si arresta davanti alla narrazione personale, anche se non autobiografica. Una scelta letteraria o un percorso obbligato?
Sì, i due piani continuamente si intrecciano attorno ai temi che mi sono apparsi più rilevanti e che danno il titolo ai vari capitoli. Perché il libro è stato un procedere per tappe, prima una serie di letture e riflessioni per orientarmi in questo territorio mai abitato e pensato come inabitabile, poi la decisione di scrivere un libro (L’età in più) sulla mia esperienza, partendo dall’ipotesi delle diversità delle possibili vecchiaie, riconoscendo l’impossibilità di un modello standard, e quindi io parlavo della mia. Poi, durante le varie presentazioni, ho cominciato a capire che poteva essere interessante e utile mettere a fuoco sia le diversità sia il filo che lega le diverse esperienze.

silvana quadrino Silvana Quadrino- Psicologa, pedagogista, psicoterapeuta. Formatrice ad orientamento sistemico. 

Cominciamo da dove ci eravamo lasciate con il suo libro “Ascolti, dottore” (qui) con il quale- spiegava- voleva dare risposta ad una domanda: il paziente ha la possibilità che il tempo del medico...venga usato bene e in modo utile per lui?
In questo suo nuovo libro “Il dialogo e la cura-Le parole tra medico e paziente” (qui) a quale domanda vuole rispondere o meglio quale scopo si prefigge?
L’incontro fra medico e paziente continua ad essere difficile, ed è paradossale, perché l’ obiettivo a cui tendono entrambi è lo stesso: la migliore salute del paziente, o meglio la ricerca del maggior benessere possibile per lui. Nel libro “Ascolti dottore” invitavo i pazienti a diventare più attivi e più consapevoli nella relazione con il loro medico, a partire da una maggiore competenza di comunicazione. Ma è evidente che il medico deve a sua volta avere delle competenze di comunicazione: deve sapere ascoltare, deve sapere far emergere quello che il paziente “sa” della sua malattia e dei suoi sintomi ma non sa di saperlo; a volte, ad esempio, il paziente non sa cosa è più utile dire e raccontare al medico, e rischia di parlare troppo senza aggiungere elementi veramente significativi.

lidia raveraLidia Ravera-  scrittrice, sceneggiatrice, autrice di opere, commedie musicali,  canzoni e racconti, drammi radiofonic. Dal suo libro "Piangi pure " è stato tratto uno spettacolo teatrale" Nuda propietà"  con Lella Costa e Paolo Calabresi, regia di Emanuela Giordano. Dirige "Terzo tempo" per l'editore Giunti, una collana di romanzi d'amore per le ultrasessantenni.

Dalla pubblicazione nel 2013, dopo decine di volumi di contenuto vario, di un suo primo libro “ Piangi pure” con protagonisti persone “in età”, ultrasessantenni (a cui sono seguiti “Gli scaduti”, “Terzo tempo” e recentemente “ L’amore che dura”), oggi cura una collana per la casa editrice Giunti che prende il titolo dal suo libro “Terzo tempo”, con già due titoli sugli scaffali.

antonio bonaldiAntonio Bonaldi- Medico, esperto di sanità pubblica. Per molti anni è stato direttore sanitario di importanti Aziende Ospedaliere-Universitarie. Dal 2010 sono presidente di Slow Medicine. Coautore di numerosi libri. Pubblica un articolo al mese sulla rivista Wall Street International Magazine

Lei è Presidente di Slow Medicine. Può presentarci questo movimento, come nasce e con quali obiettivi?
Slow medicine nasce a Torino, nel 2010, da un gruppo di amici che da tempo sentivano crescere il disagio per una medicina troppo prona alle leggi del mercato, troppo incline a pensare che fare di più sia sempre meglio e che nella tecnologia vi sia la risposta a tutti i nostri bisogni di salute. Una medicina impegnata in una corsa insensata verso la medicalizzazione di ogni aspetto della vita: dalla nascita, alla crescita, fino alla vecchiaia e alla morte.

ferdinando schiavoFerdinando Schiavo- Medico, specializzazione in Neurologia.Autore del libro "Malati per forza" . Consigliere dell'ONLUS Demaison

A quasi cinque anni dall’intervista concessa a PLV  e dopo numerosi articoli pubblicati vorrei riflettere con lei, dalla sua esperienza, sull’oggi.
Allora, tra gli altri, sottolineò tre argomenti:
- la variabile fondamentale del genere- maschio o femmina- in tutte le azioni di cura
- gli effetti diretti e indiretti dei farmaci e l’interazione degli stessi con la quotidianità
- l’urgenza di affrontare le demenze e tutte le patologie dell’area cognitiva, uscendo dalla generica etichetta di “morbo d’Alzheimer” o, peggio, di “demenza senile”.

stefano ivisStefano Ivis- Presidente nazionale Associazione Italiana Medicina e Salute Sistemica- Medico di Medicina Generale e di RSA Az. ULSS 17 Este (Regione Veneto) Docente team tutoriale Polo didattico PD, Scuola medicina generale, Regione del Veneto-Componente del comitato scientifico della Scuola di formazione specifica di Medicina generale della Regione Veneto

Come in ogni consesso che si rispetti, cominciamo con le presentazioni. Chiediamo al Presidente Stefano Ivis cosa è l’ASSIMSS ( Associazione italiana di Medicina e Sanità Sistemica), come si colloca tra le numerose associazioni che parlano di salute, a chi si rivolge e con quali obiettivi si è costituita?
Assimss nasce nel 2014 a Roma con l’intento di aderire al filone internazionale della System medicine e di promuoverne i principi.
Il nome stesso, Associazione Italiana di Medicina e Sanità Sistemica mette in evidenza questa vocazione e l’intenzione di promuovere a livello nazionale una medicina che utilizzi l’approccio di sistema.
Molte altre associazioni parlano di sanità, ma la nostra intende declinare questo tema secondo i principi della medicina di precisione la cosiddetta medicina delle 4P: Personalizzata, Predittiva, Preventiva e Partecipativa.

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