Città e Società

Sta funzionando a pieno ritmo il laboratorio de “Tortellante”, nella nuova sede inaugurata a Modena l’11 novembre scorso. Non sono stati necessari momenti di ambientazione e inserimento.
I ragazzi- ritrovati gli amici, gli operatori, i famigliari, gli strumenti di lavoro- hanno ripreso a chiudere tortellini, allinearli nell’apposito tagliere sino a riempimento, ricominciare da capo su uno vuoto, con una serenità e tranquillità che chiunque, specie se si conoscono le difficoltà comportamentali dei ragazzi autistici, ne rimaneva stupefatto.
L’avevano fatto anche il giorno dell’inaugurazione nella confusione generale di famigliari, invitati, autorità pubbliche (Comune, Regione, Questura, Guardia di Finanza, Associazioni economiche, sindacali, di volontariato), giornalisti e fotografi. Con loro i ragazzi addetti ale funzioni di camerieri.
La presidente Erika Coppelli nella sua presentazione, aveva sottolineato il ruolo svolto dalle nonne/nonni, che andava oltre la funzione di baby sitter. Allora ho deciso di incontrarle, convinta sempre di più che una “nonna” è qualcosa di più di una relazione anagrafica.
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È questa solo la prima tappa di un viaggio all’interno di un’esperienza di un centro aggregativo per anziani “ I saggi “ di San Cesario sul Panaro, un piccolo Comune della pianura modenese, attivo dal 2013.
Ne parlammo al suo avvio nel 2013 con l’allora assessora del Comune, ora coordinatrice del Centro Maria Borsari. Andremo in tappe successive ad approfondire alcuni aspetti di questa esperienza che mi sono apparsi significativi , (come richiamato nelle “Mille Parole”) non solo per l’esperienza in sé, ma per lo spunto che possono dare per discutere di comunità, di reti, di integrazione tra le diverse fasce di cittadini, in particolare quelli più a rischio di emarginazione.
Gli anziani, ormai si ripete in tutte le occasioni, tra pochi decenni saranno il 25% della popolazione. Non si possono ignorare le implicazioni, in tutti i cari campi della società.
Per non perdere la prima informazione questo mese si annuncia il programma che partirà a settembre.

Progetto 2018
Diritti in Movimento” - PAOLO CENDON *

GENERALITÀ

Prende il via quest’estate 2018, come preannunciato nei mesi scorsi, un "Movimento" che mira a occuparsi organicamente dei diritti delle persone fragili. E’ un progetto (apartitico) volto a rimettere il "diritto civile" al centro degli interessi, della discussione politica, del metodo di lavoro: se è vero che sempre più la vulnerabilità - da cui tanti momenti della nostra vita sono contrassegnati - richiede parole di prossimità, confidenza, interscambio

teresa gallelliMolto spesso, siamo portati a pensare che i concetti che incontriamo quotidianamente sul nostro lavoro di progettazione e sviluppo di nuovi strumenti per i cittadini, siano conosciuti da chi li dovrebbe utilizzare. Succede però, che quando si parla con persone che non sono del settore, parenti ed amici, notiamo che anche se si sforzano di capire, cosa significano termini tipo cloud, devices, big data, banda ultra larga, Internet of Things, progetti europei, partner di altri Paesi, non è immediato fare intuire l’importanza della ricerca e le potenzialità di crescita e di innovazione. Bello e interessante, rispondono, ma dopo qualche giorno quasi non ricordano più quei termini. Allora è evidente che diffondere questi concetti e fare in modo che le tecnologie siano usate da tutti o perlomeno da chi ne può trarre beneficio, fa parte delle attività di un progetto a supporto della vita sana e attiva e incide sull’effettiva adozione dei prodotti e dei servizi che sono sviluppati.

teresa bonifacio

La violenza contro gli anziani è un’odiosa piaga sociale riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un problema in costante crescita, sottostimato, universalmente diffuso e pochissimo riconosciuto ed indagato. Difatti è stato a lungo ritenuto una questione “privata”, più che pubblica, come del resto altre forme di violenza domestica, rispetto alle quali ha però riscosso attenzione molto più tardivamente. Forse perché le voci di chi ne è vittima sono spesso persino più flebili e inascoltate di quelle di donne e bambini. Forse perché gli studiosi non sono ancora riusciti a pervenire a una definizione univoca di “violenza sugli anziani” né a dire il vero nemmeno a una definizione univoca di “anziano”, e molti degli studi condotti hanno portato a risultati che è difficile raggruppare in un database unico.

walther orsiStiamo vivendo in un'epoca di grande trasformazione a livello sociale, culturale ed economico che può essere considerata una vera e propria rivoluzione centrata sulla globalizzazione e l'utilizzo crescente di nuove tecnologie (1). Nella web society, o società liquida (come la definisce il sociologo Bauman (2), i mutamenti dei sistemi produttivi, delle relazioni sociali sono molto spesso più veloci delle nostre capacità di comprensione e rappresentazione. L'allungamento della speranza di vita, il miglioramento delle condizioni socio-economiche, culturali, ambientali ed i progressi del sistema di welfare hanno contribuito ulteriormente a rivoluzionare sia le fasi esistenziali delle persone, sia le forme delle famiglie.

lorena gavillucciRimanere nella propria casa, fra le pareti conosciute dove ogni passo è carico di vita vissuta, fra i ricordi e gli affetti di una vita, è sempre la prima scelta. Può affievolire il disagio di un'autonomia che scema lentamente, sicuramente aiuta a vivificare la memoria con angoli e oggetti significativi per la persona.
Sul piano organizzativo è tutto fattibile, ma si tratta sempre di decisioni personali e familiari alle quali occorre affiancarsi, mai imporsi. Ogni storia è a sé, che si sia assistito, familiare od operatore poco cambia, sono mille le sfaccettature del nostro esistere, complesso il piano psicologico, necessario per tutti far coesistere il più serenamente possibile momenti di vita e di lavoro.

maristella milaniBologna vanta una importante e lunga tradizione di solidarietà e senso civico, che nel tempo è cresciuta, si è rafforzata ed ha anche assunto elementi innovativi.
Proprio qui è esploso, ad esempio, il fenomeno delle cosiddette social street, un modo di utilizzare gli strumenti dell'informatica per avvicinare le persone, e ricreare comunità unite e collaboranti a partire dai propri vicini di casa. Il fenomeno si è rapidamente diffuso, nella stessa Bologna e in altre città.
Interessarsi alla vita quotidiana del territorio attraverso la sua cura migliora la qualità della nostra stessa vita e dei luoghi in cui viviamo, sia con piccoli gesti o con iniziative più ampie, allo scopo di influenzare positivamente la vivibilità di una zona, soprattutto con il contributo della comunità che lo abita o lo frequenta.

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