rita rambelli“Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”Costituzione, art. 118, ultimo comma

Oggi, per uscire dalla crisi nelle nostre città abbiamo bisogno di amministratori comunali capaci di amministrare non soltanto “per conto dei” cittadini, ma anche “insieme con” loro, riconoscendofinalmente ai cittadini di essere portatori di competenze e capacità preziose per migliorare la qualità della vita dell’intera comunità.

Molti amministratori locali, fra cui il Sindaco e l’amministrazione comunale di Bologna, hanno capito che i cittadini possono essere alleati preziosi per la soluzione dei problemi e il progetto “Le città come beni comuni “ www.cittabenicomuni.it, vuole fare dell’amministrazione condivisa il tratto distintivo del Comune di Bologna, mostrando con i fatti che l’alleanza tra cittadini e istituzioni è non solo auspicabile, ma anche possibile, per risolvere meglio i problemi delle comunità.

Le centinaia di casi già raccolti nella sezione di Labsus (www.labsus.org) intitolata L’Italia dei beni comuni, dimostrano che l’amministrazione condivisa può essere un modello complementare (non sostitutivo!) rispetto al modello di amministrazione tradizionale. Ma affinché ciò accada è necessaria la collaborazione attiva fra cittadini e amministrazioni. Il Comune di Bologna è partito da 2 anni di lavoro sul campo, e dopo questo periodo di esperienze positive è passato alla stesura del nuovo Regolamento così come previsto dall’art.118 della Costituzione.
Infine, sulla base delle indicazioni emerse dai tre quartieri-laboratorio, Navile, San Donato e Santo Stefano, è stato redatto il Regolamento comunale che disciplinerà la collaborazione fra cittadini e amministrazione, che è stato sottoposto anche all’esame di giuristi di varie università e approvato il 22 febbraio 2014. Questo Regolamento è stato messo a disposizione degli amministratori locali di tutta Italia attraverso il sito di Labsus e altri siti. Tra i Comuni che ne hanno tratto ispirazione c’è anche il Comune di Ravenna che sta per approvare il suo nuovo Regolamento e ci sono già alcuni progetti che aspettano di poterne usufruire, tra i quali citiamo il progetto “ L’amata Brancaleone” i sul recupero della Rocca Brancaleone, come parco pubblico e luigo di eventi e spettacoli, i cui partecipanti, in attesa di sottoscrivere il Patto con il Comune di Ravenna, hanno costituito un Gruppo pubblico su Facebook per la condivisione del progetto, utilizzando le potenzialità della rete e dei social network per informare in tempo reale tutti gli interessati sugli sviluppi del loro lavoro in favore della comunità ravennate.
Il valore della sussidiarietà orizzontale trova nella Costituzione la sua formulazione: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà” (art. 118, ultimo comma). La norma, riconoscendo che i cittadini sono in grado di attivarsi autonomamente nell’interesse generale e disponendo che le istituzioni debbano sostenerne gli sforzi in tal senso, conferma appunto sia che le persone hanno delle capacità, sia che possono essere disposte ad utilizzare queste capacità per risolvere non solo i propri problemi individuali, ma anche quelli che riguardano la collettività.
E’ un modo di essere cittadini del tutto nuovo e finora irrealizzabile, perché l’ordinamento non consentiva ai cittadini comuni di occuparsi della cosa pubblica pur continuando ad essere semplici cittadini. Anzi, era considerata assurda la sola idea che un cittadino, senza iscriversi ad associazioni di volontariato o similari, potesse in quanto tale avere la voglia e le capacità per prendersi cura dei beni comuni insieme con altri cittadini e con l’amministrazione.
Oggi questa “ strana” idea sta nella Costituzione e sarebbe auspicabile che un numero sempre maggiore di cittadini si mobilitasse, sulla base di una idea di “sussidiarietà responsabile”, per contribuire alla rinascita reale del nostro Paese.
A Bologna, tra i vari progetti che stanno già utilizzando il Nuovo Regolamento citiamo “Piazza Verdi a Bologna: imparare lavorando” Il progetto dedicato alla storica piazza universitaria dove il degrado stava prendendo il sopravvento e quindi, per prevenire e limitare i problemi i cittadini residenti, le fasce sociali deboli e alcune Associazioni condividono insieme un progetto che si basa sul “ permettere una riorganizzazione dell’esistenza attraverso il lavoro” . Il comitato “Piazza Verdi” ricorda che vivere da cittadini è un’opportunità concreta e si esprime nel contribuire alla cura e tutela dei beni comuni, all'interesse dello sviluppo della persona e alla coesione sociale
Il comitato “Piazza Verdi” basa le proprie attività su iniziative di rigenerazione urbana, operando per garantire manutenzione e cura per superare l’individualismo. I soggetti che vivono la zona sono studenti, residenti, lavoratori, ma anche giovani senza tetto, extracomunitari in condizioni di disagio e dipendenti da alcool o droghe. L’obiettivo che il Comitato si è posto e porta avanti è orientato alla riqualificazione urbana attraverso la formazione-lavoro, per persone rientranti nella categoria fasce-deboli e per chiunque voglia parteciparvi. Compito del Comitato è infatti quello di progettare e realizzare iniziative volte a migliorare le relazioni fra le persone, sostenere percorsi lavorativi e formativi per chi è privo di lavoro, promuovere la produzione di cultura da parte dei soggetti presenti nella zona universitaria e combattere fenomeni di criminalità, migliorando il senso di sicurezza dei cittadini. Piazza Verdi non è più dunque solo zona universitaria, ma anche un luogo simbolo della città, in grado di accogliere tutti in modo attivo e partecipato.
Per maggiori informazioni consultate il sito www.labsus.org e guardate l’interessante video su youtube “ UN TESORO NASCOSTO” e su Facebook la pagina “L’ Amata Brancaleone”

Rocca Brancaleone