Cuore definitivoRICORDO 2- Sono alla mia scrivania, un venerdì pomeriggio come tanti, ….squilla il telefono…Una voce mi chiede se sono io, poi si presenta come coordinatore del Centro Trapianti…” C’è una donazione utile per Lei, si deve recare presso di noi, entro un’ora e mezzo,. Si ricorda tutta la procedura?” Certo che me la ricordo, l’avrò letta venti volte…..Oggi 30 settembre 2011, alle ore 17, tocca a me…….intorno a me scrivanie, monitor, archivi, gente, …i ragazzi mi guardano seri. “ Credo domani di non esserci. Fate voi. E’ ora di andare.”…..è giunta l’ora, dopo un anno e mezzo di lista di attesa e 11 anni di ambulatorio scompensi…

 

RICORDO 31 - ……Don Giovanni….quando allarga le braccia per pronunciare la frase ha un effetto scenico notevole: “ In alto i nostro cuori”.
M’immagino a sollevare il mio piccolo vecchio cuore, con corallo di calcio ancora al suo interno, ora dimorato nel reparto di istologia, e sentire nello stesso tempo la forza del dono immenso che mi è stato offerto. Posso camminare per ore, ad appena un mese dall’intervento, senza andare in affanno. Sento i polmoni riempirsi sempre di più , tutto il fisico rispondere a questo motore nuovo che sta alimentandomi. E nel sollevare quel piccolo cuore che mi ha accompagnato per 43 anni, ringraziare in silenzio , oggi e per il tempo a venire, la persona, mi dicono un ragazzo giovane, che nella disgrazia ha salvato la mia vita.
Nella miriade di motivi, con molti pro e pochi contro, che si possono inventare parlando delle donazioni, uno solo mi aiuta a rendere il reale valore di questo gesto.
Salvare una vita,a volte più vite . L’immensità del tuo gesto a favore dell’umanità, senza riserve.
Grazie ragazzo.
“ IN ALTO IL TUO CUORE REGALATO PER LA MIA VITA”
Tratto da “ Venti Metri Piani” di Gianluca Garutti ed: L’Autore Libri – FIRENZE- 2013
Trapiantato di cuore nel 2011 vive a Castello d’Argile, BOLOGNA

La donazione degli organi è un atto non solo di grande umanità, ma anche di grande civiltà, perché il trapianto è l’unica cura in grado di guarire da gravi malattie e salvare la vita a tante persone. Ognuno di noi, esprimendo l’assenso a donare gli organi, può dare una nuova vita a chi non ha speranze. Dal punto di vista legislativo, in Italia, per essere riconosciuto donatore bisogna dichiarare espressa volontà alla donazione, in quanto non esiste il silenzio-assenso per questa materia.
Donare è soprattutto quindi “ una scelta consapevole”, come ci ripete costantemente la campagna di informazione regionale dell’Emilia-romagna. Per decidere in modo consapevole è necessario conoscere, sapere e capire che il sistema italiano è tra i più garantisti al mondo, a partire proprio dall'accertamento di morte, fatto con criteri neurologici, che attestano uno stato irreversibile e definitivo, da non confondere con il coma. Possiamo avere la certezza che la nostra decisione sulla donazione di organi e tessuti, qualunque essa sia, sarà sempre rispettata dai medici e solamente se non abbiamo dichiarato in vita la volontà sulla donazione, sarà interpellata la famiglia.
In Italia i cittadini maggiorenni possono dichiarare la propria volontà (consenso o diniego) in materia di donazione di organi e tessuti dopo la morte, attraverso diverse modalità previste dalle leggi:
• la registrazione della propria volontà presso la propria Asl di riferimento o il medico di famiglia, attraverso un apposito modulo. Queste dichiarazioni sono registrate direttamente nel Sistema Informativo Trapianti (SIT), il data-base del Centro Nazionale Trapianti, che è consultabile dai medici del coordinamento in modo sicuro 24 ore su 24;
• la compilazione del c.d. "Tesserino" prodotto dal Ministero della Salute, da alcune Regioni o da una delle Associazioni dei donatori e dei trapiantati, che deve essere conservato insieme ai documenti personali;
• qualunque dichiarazione scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), data e firma, (considerata valida ai fini della dichiarazione dal Decreto ministeriale 8 aprile 2000), anch'essa da conservare tra i documenti personali;
• l’atto olografo di adesione all’Associazione Italiana Donatori di Organi (AIDO), che grazie ad una convenzione del 2008 tra il Centro Nazionale Trapianti e l’AIDO, confluiscono direttamente nel SIT.
Con la legge del 2010 cosiddetta “Milleproroghe”, si è aggiunta una nuova importante possibilità di dichiarare la propria volontà in occasione del primo rilascio o rinnovo della carta di identità presso le Anagrafi comunali. Questo progetto è stato recepito anche dal Consiglio regionale della Regione Emilia-romagna e viene realizzato dal Centro Regionale Trapianti, in collaborazione con l’Assessorato regionale politiche per la salute, con ANCI Emilia-romagna e con tutte le Associazioni del dono e dei trapiantati.
Il momento del rilascio o rinnovo della carta d'identità è uno dei momenti di maggiore contatto tra l’Amministrazione comunale e la cittadinanza, luogo ideale per informare e recepire la volontà su un tema così importante. A oggi, nella nostra regione, hanno aderito al progetto 14 Comuni, tra i quali Cesena, Bologna e Modena, e moltissimi altri stanno avviando le procedure e la formazione del personale, in collaborazione con il Centro Riferimento Trapianti di Bologna, per fare di questa regione un esempio di efficienza e solidarietà per tutto il resto d’Italia. Il Comune di Bologna, che ha aderito a dicembre 2014, rilascia circa 80.000 carte d'identità l'anno e potrà informare i cittadini, all'insegna dello slogan adottato a livello nazionale: informati, decidi e firma. Tutte le dichiarazioni di volontà vengono registrate nel Sistema Informativo trapianti (SIT), che è un organo creato dal Ministero della Salute che raccoglie tutte le volontà espresse attraverso il sistema ed è fruibile dagli addetti ai lavori dei Centri Trapianti, 24 ore su 24, per gestire al meglio le urgenze di chi è in lista di attesa per un trapianto.
Decidere di donare gli organi non è solo una scelta a favore della vita, ma è anche un’ espressione di fiducia nelle istituzioni e nel futuro, consapevoli che il nostro gesto e quello di tanti altri, potrebbe salvare la vita a qualcuno dei nostri cari. E’ una scelta consapevole perchè non è dettata solo dal cuore, ma deve venire soprattutto dalla ragione: è un ultimo, grande, atto di solidarietà.
Per salvare una, o tante vite, non occorre quindi fare gesti eroici, basta una firma: la nostra.

Manifesto 2015