rita rambelliA Bologna il 21 marzo l'edizione 2015 della Giornata della memoria e dell'impegno che coinciderà con i venti anni di esistenza dell'Associazione Libera.

Sono passati 23 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, era il 1992, ma la realtà della mafia purtroppo, in questi anni, nonostante la lotta e i numerosi martiri, è sempre più radicata nel territorio nazionale.

 

Molti sono i riti e i simboli che caratterizzano gli uomini della mafia, che i media spesso tendono a mitizzare con le rappresentazioni cinematografiche. Ma la realtà è diversa, fatta di sangue, soprusi, delitti, vendette, ricchezze ottenute sulle nuove schiavitù: la droga, il sesso, il gioco d’azzardo, la tangente……
I protagonisti della mafia e della lotta infinita contro di essa oggi sono anziani: don Luigi Ciotti, Fondatore di Libera e di Gruppo Abele, definito un “prete di strada”, ha oggi 70 anni. Don Ciotti ha segnato il passo del cambiamento nella Chiesa quando a marzo del 2014 Papa Bergoglio ha scelto di partecipare alla veglia organizzata da Libera per ricordare le vittime innocenti delle mafie.
Tra don Ciotti e don Pino Puglisi, il parroco ucciso dai boss nel 1993, per Salvatore Riina (84 anni – Corleone- Palermo) non ci sono differenze: "Questo prete è una stampa e una figura che somiglia a padre Puglisi". E deve fare la stessa fine. Il capo di Cosa nostra va su tutte le furie quando sente in tv che la Chiesa vuole rilanciare il messaggio di don Puglisi appena fatto beato, e durante l'ora d'aria esprime parole durissime al suo compagno di passeggiate, il boss pugliese Alberto Lorusso, sul prete ucciso e su quello che gli somiglia tanto …."Il quartiere lo voleva comandare iddu - dice Riina di don Puglisi, con tono di disprezzo - Ma tu fatti il parrino, pensa alle messe, lasciali stare... il territorio... il campo... la Chiesa... lo vedete cosa voleva fare? Tutte cose voleva fare iddu nel territorio... tutto voleva fare iddu, cose che non ci credete". È la chiesa impegnata nel territorio che fa infuriare Riina. Da don Puglisi a don Ciotti il passo è breve. Riina lancia subito l'idea di un altro omicidio eccellente contro un rappresentante della Chiesa: "Ciotti, Ciotti, putissimu pure ammazzarlo", dice Salvatore Riina “… è sempre un pericolo ... figlio di puttana".
La mafia è un cancro che sarebbe stato estirpato da tempo, se non avesse trovato di volta in volta gente disposta a farle da palo.

La mafia è una palla al piede dalla quale il nostro Paese si libererà solamente con la presenza di uomini onesti e volenterosi che non si lasceranno comprare, ma che sapranno rigettare “….un guadagno frutto di angherie e sapranno scuotere le mani per non accettare regali…”.

Don Ciotti è uno di questi e sente bruciargli nel cuore il grido di tante vittime innocenti e dei loro familiari.

Ma deve essere soprattutto il mondo politico a difendere, sostenere, incoraggiare con i fatti e non a parole, questi testimoni e profeti del nostro tempo, di cui abbiamo tutti estremo bisogno. Il richiamo forte alla lotta alle mafie e alla corruzione da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ( 74 anni ) palermitano, è stato accompagnato da parole importanti, che si spera facciano da pungolo al Governo e Parlamento perché approvino quanto prima le leggi indispensabili nel nostro Paese, ancora ferme alla Camera e al Senato.

Mafia e corruzione sono due facce della stessa medaglia.

Non a caso Libera ha lanciato nel 2010 la campagna "Corrotti", raccogliendo oltre un milione di firme, di cui il presidente Mattarella troverà una parte rappresentativa negli archivi storici del Quirinale. “Il paese ha bisogno di riforme chiare e nette, senza compromessi al ribasso", così in una nota l’Associazione Libera commenta positivamente il discorso d’insediamento del Presidente della Repubblica a Montecitorio.
Buon lavoro Presidente Mattarella, siamo tutti in attesa delle Sue decisioni per non rendere vano il sacrificio di chi in tutti questi anni ha provato a combattere, ma è stato sconfitto!!