diana catellaniDa allora sono passati molti anni e sono andata parecchie altre volte a Londra a fare la nonna.L’aereo non mi emoziona più, ma se c’è bel tempo mi commuove sempre la vista delle Alpi innevate o delle navi che solcano il Canale della Manica;

mi organizzo al meglio per affrontare le lunghe attese negli aeroporti e non mi viene più la nausea a vedere il traffico che gira alla rovescia, ma mi fa sempre un certo effetto acquistare le patate o le zucchine in confezioni da due.

Fatico ancora a capire quali prodotti usare per le pulizie, mi trovo ancora in difficoltà con la tesserina con cui si accede ai mezzi di trasporto, perché spesso sbaglio a fare il “top-up”, cioè a toccare la macchinetta che registra l ingresso e l’uscita e detrae il costo delle corse effettuate.

Non sopporto il modo tutto nordico di concepire le finestre: senza persiane o tapparelle e con vetri impossibili da pulire , perché non si aprono normalmente…..ma gli Inglesi che tengono i loro parchi come i nostri salotti buoni, tengono invece i loro salotti e le loro case con molta meno cura e non importa se i vetri sono sporchi….
Apprezzo sempre le innumerevoli iniziative culturali e di divertimento che la metropoli inglese offre; anche solo passeggiando, in certe zone, t’imbatti in una varietà incredibile di artisti di strada che intrattengono i passanti e innumerevoli sono i musei, i teatri o le gallerie d’ arte. Tantissime sono anche le opportunità d’intrattenimento per i bambini. Sempre all’altezza della loro fama, i parchi cittadini accolgono tanta gente, che vi si riversa nelle belle giornate: anche in inverno, si vede chi al primo squarcio d’azzurro si stende a prendere il sole o si mette a correre in calzoncini e canottiera….e fa un certo effetto se tu invece sei imbottito con cappotto e maglioni pesanti.
Mi fa inoltre sempre molto effetto vedere la moltitudine di pendolari che affolla le stazioni della metropolitana nelle ore di punta: vedi uomini e donne di tutti i colori salire sui treni e scenderne velocemente, tutti immersi nella lettura del giornale o nell’ascolto di musica attraverso le cuffie o impegnati a battere il record del pollice più veloce nel mandare messaggi coi loro cellulari……solo pochi hanno il tempo di sorridere o di scambiare qualche parola coi vicini (e di solito poi ti accorgi che sono Italiani, che trovi ovunque). Poi sciamano fuori dalle stazioni sotterranee come formiche che escono dal loro formicaio e si sparpagliano di corsa per le strade per farsi inghiottire dai grattacieli. Mi chiedo sempre quanto tempo resta a questa gente (qui come in tante altre parti del mondo), da dedicare alla propria vita, ai propri affetti…Credo che da questo dipenda una grande precarietà dei rapporti di coppia e dei rapporti sociali ….soprattutto qui dove la gente trasloca alla velocità della luce ….

Già i traslochi qui sono abbastanza semplici: quando si compra casa, si compra anche tutto quello che c’ è dentro; comprare o vendere un appartamento è cosa che richiede pochissimo tempo: il mercato è molto vivace e le case si apprezzano molto velocemente, per questo si investe acquistando ciò che poi puoi rivendere dopo un anno realizzando un bel guadagno.
Londra è senz’altro una città di grande fascino, ma io non riesco a trovarmici a mio agio: da qualche anno mi sono messa a studiare l’inglese per trovarmi meno in difficoltà durante i miei soggiorni e soprattutto per farmi capire dal nipotino (che però nel frattempo ha imparato benissimo l’ italiano) e sono riuscita con molta difficoltà (da vecchi si impara lentamente) a comprendere abbastanza la lingua scritta, ma mi è ancora difficilissimo comprendere la gente quando parla: contraggono tutte le sillabe e parlano sempre troppo in fretta…Per questo non riesco a stare troppo a lungo in quella città: mi sento sempre sotto tutela, perché per fare quasi ogni cosa ho bisogno dell’ aiuto di mia figlia o addirittura del nipotino…..e questo non mi piace per nulla, abituata come sono a cavarmela da sola.

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