Quando la malattia di mio marito mi ha indotto a lasciare il lavoro, che avevo imparato ad amare, per molti anni le nostre uscite riguardavano quasi esclusivamente visite mediche, corse al pronto soccorso, ricoveri ospedalieri, sedute di terapie varie e questo ha fatto sì che non avessi più la possibilità di coltivare le vecchie amicizie.

Quando mio marito è venuto a mancare, mi sono ritrovata completamente sola: i figli erano ormai andati fuori casa da anni, i parenti erano tutti lontani, le conoscenze e le amicizie erano state interrotte.

I primi tempi sono stati duri non solo per le tante cose da sbrigare, perché avevo dovuto imparare da tempo a fare da me, ma anche per il fatto che potevano passare giorni e giorni senza avere un pretesto per uscire e poter scambiare una parola con qualcuno: era angosciante.

Cercai perciò, appena possibile, di ricontattare le vecchie colleghe, che furono molto carine e tramite loro venni a conoscenza dell'esistenza in città di una Università della Terza Età molto apprezzata per le validissime offerte culturali e non solo. Appena fu possibile, mi iscrissi e cominciai a frequentare le lezioni.

Gli argomenti trattati erano i più vari: dalla medicina, alla storia, alla letteratura, alla psicologia, alla filosofia, alla musica, alla pittura, alla fisica, all'economia, all'ecologia, alla poesia dialettale o alla storia locale. Tutte le lezioni erano tenute da docenti qualificatissimi che spesso ci presentavano il risultato delle loro ricerche personali ad hoc. C'era anche la possibilità di iscriversi a dei corsi di inglese, di informatica, di pittura, di canto, di teatro.

La frequenza bisettimanale degli eventi dell'associazione mi dava lo stimolo per uscire di casa, così potevo incontrare nuove persone o rincontrare vecchie conoscenze. Inoltre presi l' abitudine di prendere appunti e di scrivere sul mio blog ogni volta qualche riga di sintesi delle lezioni che avevo ascoltato.

Il secondo anno di frequenza mi feci coraggio e, rispondendo a una richiesta di collaborazione da parte della segretaria, diedi la mia disponibilità a dare una mano all'occorrenza. In questo modo ho potuto conoscere il team che anima l' associazione: persone veramente in gamba, che volontariamente, senza compenso alcuno (anzi a volte rimettendoci di tasca propria), predispongono il programma durante l' estate, prendono contatto coi docenti, curano la parte amministrativa (piuttosto complessa), organizzano uscite e corsi complementari e tanto altro ancora: persone splendide, che hanno creato l' associazione venti anni fa e l' hanno fatta conoscere per l' alta qualità delle proposte culturali.

A fine anno o prima delle vacanze natalizie, è tradizione nella nostra UTE che il gruppo teatrale e il coro diano un saggio del lavoro svolto e devo dire che mi aspettavo performance dignitose, ma non entusiasmanti: cosa si può pretendere, pensavo io, da persone ormai anziane che si dedicano a livello dilettantistico in arti così impegnative? E invece sono rimasta a bocca aperta!
Il gruppo teatrale, guidato da una regista che ha calcato le scene per molto tempo, ha dato prova di grande affiatamento e di grandissima preparazione e gli spettacoli cui ho assistito mi hanno fatto divertire molto più di quanto mi sia accaduto con compagnie teatrali di professionisti anche molto conosciuti. La fama del gruppo sta crescendo e le loro esibizioni sono richieste anche nei teatri dei dintorni.

Il coro, diretto da una cantante lirica, ha raggiunto livelli di altissima qualità e ha vinto anche dei
premi in manifestazioni a livello regionale.
Il gruppo di pittura ogni anno allestisce una mostra e le opere esposte sono davvero pregevoli.

Nel frattempo io ho continuato a raccontare i miei pomeriggi all'UTE sul mio blog e per molto tempo non se n'é accorto nessuno, poi quest'anno, non so più in quale occasione, qualcuno si è imbattuto nella trascrizione dei miei appunti e ha divulgato la notizia . E' così che molti docenti e molti soci hanno apprezzato il mio "lavoro" (o passatempo?) di questi anni e alcuni si collegano al mio sito per tenersi al corrente delle attività svolte.

Ora faccio parte anche del Consiglio e posso apprezzare di più il lavoro fatto dalla segretaria e da tutto lo staff: in tempi di crisi vengono a mancare quei contributi degli enti locali su cui si poteva contare negli anni passati e anche le iscrizioni sono lievemente calate; infatti alcuni anziani devono aiutare i figli senza lavoro o devono curare i nipotini perché gli asili-nido sono troppo cari e quindi vengono a mancare sia il tempo per continuare a frequentare sia i soldi per la quota di iscrizione.
A questo punto bisogna inventarsi qualcosa ed ecco che si mettono a frutto le risorse dell'associazione, rappresentate proprio dal gruppo teatrale e dal coro e ci si inventano eventi di vario genere per riuscire a far quadrare i conti.
In questi frangenti io non sono di grande aiuto, ma cerco dal mio blog di fare conoscere il più possibile le attività di questa associazione, che rappresenta un'occasione preziosa di aggiornamento culturale e di socializzazione per tante persone come me e che pertanto deve continuare a vivere .

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