diana-catellaniAvevo appena cominciato a tenere un blog e avevo aderito a un gruppo in cui si discuteva di politica.
Non sapevo come funzionasse la cosa e io scrivevo tutto quello che mi andava , senza tenere conto del fatto che i miei post, appena pubblicati sul mio blog, comparivano automaticamente sul forum.

Così tra serissimi e a volte seriosi articoli che parlavano di riforme del lavoro, di riforme costituzionali, di strategie di partito, ogni tanto comparivano i miei post in cui parlavo dei miei nipotini o delle mie passeggiate o dei lavori nell' orto!!!
In effetti mi era venuto qualche dubbio sull' opportunità di queste mie intrusioni, ma non sapevo come ovviare all' inconveniente, se non limitando la mia libertà di espressione, cosa che non mi garbava molto .
La cosa a lungo andare indispettì alcuni dei più rigorosi frequentatori del forum e mi sentii accusare di essere un "troll"e di aver assunto un' identità fittizia: certamente non dovevo essere la nonna che dicevo di essere, ma un astuto hacker capace di infiltrarsi nei vari siti sotto mentite spoglie .
Non avevo idea di cosa ciò volesse significare e mi misi a cercare una spiegazione....Finalmente capii: i miei post fuori tema venivano intesi come azione provocatoria , di disturbo delle discussioni, ero quindi un troll, cioè un folletto maligno.
A quel punto aprii un altro blog per parlare delle cose più personali e sul primo continuai a discutere solo di temi di cronaca o politica....ma nel frattempo il forum aveva chiuso i battenti....!
Morale della storia: anche in rete ci sono alcune regole da tenere presenti per non urtare la suscettibilità dei "colleghi internauti", proprio come si deve fare nelle situazioni reali.
Farò qui alcuni esempi di regole di "savoir faire". Nei social o nelle community:
1. Evitare al massimo gli OT (Out Topic), cioè i fuori tema, quelli che facevo io coi miei post da "vispa Teresa".
2. Se è proprio necessario fare un commento che esula dall'argomento che viene trattato, è meglio scusarsene.
3. Non è bene abusare di punti esclamativi e di caratteri maiuscoli, perché ciò potrebbe dare l'impressione che si voglia ad ogni costo attirare l' attenzione su di sé, come se nella realtà ci si mettesse a urlare...
4. Se frequentate i social-network e vi arrivano quei diffusissimi giochi noti come "catene di S. Antonio", vi prego, non inoltratele: sono una scocciatura incredibile!
5. Cosa assolutamente da evitare sempre è quella di fingere di essere persone diverse da quelle che si è in realtà (in certi casi può essere un abuso penalmente perseguibile).
6. Nei social-network c'è sempre chi si sente autorizzato ad importunare il prossimo con proposte fuori luogo o con linguaggio inappropriato (per non dire sconcio o offensivo), facendosi forte del fatto che nessuno lo vede in faccia, ma questo è un comportamento da segnalare a chi gestisce il social che state utilizzando.
7. Se state partecipando a una discussione e i toni via via si fanno più animati, non dimenticate mai le buone maniere e non dimenticate che la tolleranza è sempre l'atteggiamento migliore. Se non riuscite a sopportare le opinioni che vengono espresse, basta abbandonare la discussione e navigare verso altri siti.
8. Evitate di attribuire intenzioni maligne ai vostri interlocutori, senza aver prima chiesto chiarimenti se non avete capito qualcosa.
9. Infine è bene evitare ogni forma di comunicazione che possa creare equivoci o infastidire gli altri frequentatori della rete.
Nella corrispondenza elettronica:
10. E' sempre bene esser concisi e il più possibile chiari.
11. Se il messaggio è diretto a uffici o luoghi di lavoro, è sempre bene indicare l'oggetto del messaggio stesso.
12. E' bene anche utilizzare il correttore ortografico, per evitare brutte figure: si rischia di passare per ignoranti , quando invece è solo questione di distrazione o di errore di battitura...
Sono solo pochi consigli, che ricalcano in definitiva le comuni regole di buona educazione che siamo soliti seguire nella vita di tutti i giorni, ma a volte, sulla rete, il fatto di non vedere in faccia l' interlocutore potrebbe indurre qualche "birichino" a dimenticarsene.
Tenendo presenti alcune semplici regole di civile convivenza, anche in rete si possono trovare occasioni di amicizia, di solidarietà, di confronto.
In rete scrivi, commenti, vai da un sito all'altro discutendo delle cose più varie: politica, ricordi, cronaca, bambini e ti riesce difficile immaginare chi ci sia dietro quelle pagine virtuali, ma basta una parola sfuggita, tra le tante che scorrono, e intravedi un' umanità imprevista: un amore finito e dolente, un lavoro precario che rende precaria anche l' esistenza, una donna
che trepida nell'attesa di una nuova vita, una malattia angosciante che rende incerto il futuro, l' amarezza di troppe delusioni che tolgono la speranza, vicende dolorose, che lacerano l' anima. Tante tensioni prendono forma e si delineano
lentamente degli occhi, dei visi, delle mani, che tremano, sperano o pregano .... tutta un' umanità che riesce a superare la barriera fredda dello schermo di un computer.

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