diana catellaniIl mondo sta invecchiando, soprattutto il mondo occidentale e questo ha, a mio avviso, un duplice effetto sul mondo del cinema:
-il tempo è molto democratico e passa per tutti allo stesso modo ed ecco così che molti eccellenti attori attempati devono pur trovare modo di lavorare e gli sceneggiatori sono incentivati a inventare storie adatte a essere interpretate da questi ex-bellissimi, ma pur sempre bravissimi e di sicuro richiamo;
-c’è un sempre più vasto pubblico di anziani pronti ad ascoltare queste storie, che li rappresentano, ed è un pubblico che ha tempo libero, che può andare al cinema e pagare il biglietto.
Detto ciò, si spiega come stiamo sempre più spesso assistendo all’uscita di film con vecchie glorie del cinema come protagonisti: due pellicole presentate a Venezia, all’ultimo festival del cinema appena concluso, e uno attualmente in proiezione nelle sale italiane. Ne ho letto rapidamente le trame.

Ella & John - The Leisure seeker. Due anziani coniugi (Donald Sutherland e Helen Mirren) per sfuggire a una separazione malinconica, decidono di intraprendere un’ultima avventura a bordo del loro vecchio camper e questo consente loro di scoprire qualcosa di nuovo anche nel loro rapporto coniugale.
Our souls at night (Le nostre anime di notte). Due anziani vicini di casa, entrambi soli (Robert Redford e Jane Fonda), trovano conforto e nuova voglia di vivere nell’affetto che nasce tra loro.
Appuntamento al parco. La bravissima Diane Keaton è una matura vedova, che vive ai bordi di uno dei tanti parchi londinesi. E’ piena di debiti e un giorno incontra nel parco uno stravagante “eremita” che vive in una capanna costruita tra i cespugli del parco. Tra i due nasce un rapporto fatto di amicizia e solidarietà.
Questi brevi cenni mi inducono a pensare che cercherò di non farmeli sfuggire, anche se non so se riusciranno a superare il fascino di un film, sempre sul tema “anziani”, che ho visto qualche tempo fa: “Ladies in lavender”, di cui ora mi accingo a parlare.
Due anziane sorelle zitelle, vivono serenamente in una casetta sulla scogliera in Cornovaglia, riempiendo le loro giornate con passeggiate sulla spiaggia, con la cura del giardino e della casa, che odora del fresco profumo dei fiori di lavanda messi tra la biancheria.
Un giorno, le due donne trovano sulla spiaggia un giovane in gravi condizioni. Non si sa nulla di lui, tranne che è straniero.
Esse lo accolgono in casa propria e gli dedicano tutte le loro attenzioni, senza curarsi dei sospetti che il giovane suscita in paese: da dove viene? Sarà una spia? Come sarà arrivato sulla spiaggia?
Si è indotti a pensare che esse riversino su di lui un senso di maternità mai espresso, ma poi a poco a poco si capisce invece che la vicinanza del giovane ha suscitato, soprattutto nella sorella più giovane, Ursula, un vero amore.
Lei non ha mai conosciuto questo sentimento in gioventù e, se prima questo non le aveva mai creato problemi, ora si sente come defraudata dalla vita per non aver provato quest’ esperienza e cerca di viverla, platonicamente, quasi per colmare quel vuoto, quasi come fosse un risarcimento che la vita le deve...
Naturalmente il giovane, dotato di un talento musicale straordinario, una volta ristabilito, se ne andrà incontro al successo e Ursula, non senza sofferenza, accetterà il suo allontanamento e ritornerà alla sua tranquilla vita di sempre accanto alla sorella.
Tutto in questo film è molto bello: l’ ambientazione, la recitazione (Maggie Smith e Judi Dench sono bravissime come in tutti i film in cui le ho viste recitare), la delicatezza con cui la storia è stata trattata e la dolcezza con cui sono stati disegnati i personaggi e i loro sentimenti. Una menzione merita anche la colonna sonora, che ci stupisce coi virtuosismi del violinista che presta la sua arte al giovane straniero, protagonista della storia.
Poteva essere facile rendere grottesco l’innamoramento di una donna ormai vecchia per un giovane che può esserle nipote, ma in questo film tutto è estremamente poetico, mentre par di sentire quel delicato profumo di lavanda che riempie la casa sulla scogliera.

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