rosanna vaggeSi chiamano Rina e Fortuna i pulcini di Casa Morando, ma si tratta di nomi provvisori perché non sappiamo cosa diventeranno da adulti, se galli o galline. Ebbene sì, Gilda l’ha combinata bella e, eludendo la sorveglianza della badante, si è nascosta tra le foglie, dietro un albero del giardino, e ha covato, imperterrita, per giorni e giorni. L’abbiamo cercata in ogni angolo, almeno così credevamo, persino lungo gli argini del Rupinaro che costeggia la casa di riposo, abbiamo sparso la voce tra gli abitanti della zona, ma niente, di Gilda, una gallina nera di piccola taglia, nemmeno l’ombra.

 La rassegnazione stava prendendo il sopravvento: forse si era ferita e qualche gabbiano ( ce ne sono certi di enormi dimensioni e piuttosto aggressivi ) se l’era portata via. Ci rimanevano Osvaldo e Teresa, la bionda, che continuavano a razzolare nel cortile, incuranti della nostra preoccupazione.

E ne avevano ragione, perché, poco più di una settimana fa, Gilda, più bella che mai, è ricomparsa con al seguito due minuscoli pigolanti pulcini, uno, tutto nero, l’altro nero, con il petto bianco.
Non sono molto esperta di volatili, ma che siano il risultato dell’unione tra Gilda e Osvaldo mi sembra fuori dubbio. Non è dello stesso parere Clara, una delle nostre ospiti più partecipe, che sentenzia che i pulcini sono gialli e che questi, essendo neri, non sono pulcini. E a nulla sono valsi i nostri sforzi per convincerla che non esistono alternative a questa deduzione.
Così, è aumentata famiglia.
Eccoli!

Bianco nero

GildaIMG 2098osvaldo






 

 

 

Immagine1Il mio pensiero va a Rina e mi sento di dirle un grazie per tutte le cose che è stata capace di insegnare.

Rina per la società era demente, il suo linguaggio era incomprensibile, ma il suo amore per gli animali e per tutta la natura trapelava dal suo sguardo in maniera inequivocabile.

Come avremmo potuto non accogliere insieme a lei il vecchio gallo con il quale conviveva da anni ? L’amministratore di sostegno era stato sollecito nella risposta e Ugo, un gallo spennacchiato dai colori chiari e dalla voce roca, era stato alloggiato nel pollaio, in disuso da tempo. Ben presto, a fargli compagnia, arrivò Teresa, la gallina bionda.

Rina li accudiva con l’amore che solo lei sapeva dare, ma, di lì a poco, la natura impietosa non fece eccezioni alle sue leggi e Ugo morì. Teresa era rimasta sola e pensammo di fare cosa gradita affiancandole una compagna, ma non fu così, per lo meno all’inizio e Gilda doveva spesso rifugiarsi in grembo a Rina per evitare le scene di gelosia della rivale.
Le foto, più che le parole dimostrano quale fosse la loro relazione.

 

 

IMG 2126ugo e teresa 


Un pollaio senza un un gallo non è un pollaio che si rispetti e fu la volta di Osvaldo, dai colori sgargianti e dall’aspetto baldanzoso che, in men che non si dica, dettò le sue intransigenti regole: alzata all’alba al ritmo dei suoi acuti, capaci di trapanarti i timpani e via, a scorazzare per il cortile nel tentativo di conquistare la veranda e pure l’atrio della residenza.All’inizio non fu facile convincere i vicini che il suo chicchirichì faceva parte dei suoni della vita. Ricevemmo persino telefonate anonime minacciose ma Osvaldo, incurante delle lamentele, non si fece intimorire e tenne alto l’orgoglio di essere il sovrano indiscusso del pollaio, dispotico e geloso come piace a madre natura. I due pulcini ne sono la testimonianza.Sembra impossibile che due essere così piccoli possano portare tanta gioia, eppure nessuno tra gli ospiti, anche quelli più solitari e introversi, è rimasto indifferente al lieto evento. C’è chi attende che escano dal pollaio, di primo mattino, per seguirne le mosse e ascoltare il loro pigolio; chi, nel corso della giornata, controlla che non siano molestati dai visitatori o allontana i gabbiani che tentano di avvicinarsi; chi osserva, al calar del sole, che la madre, attenta e premurosa, li riporti al riparo e li nasconda sotto le sue ali. Massimo rispetto per tutti e da parte di tutti.Persino i tre gatti, esperti cacciatori, li osservano indifferenti a debita distanza. I felini hanno caratteri molto diversi: Vittoria, la rossa, è piuttosto casalinga e apprezza coccole e carezze; Antonio, il nero, è indipendente e ama girovagare nel circondario; Eugenio, dai grandi occhi azzurri, ereditati dal siamese, è una via di mezzo tra i due.
Quante cose abbiamo potuto imparare osservando i loro comportamenti !
Gli animali non deludono e non abbandonano. Vittoria, la rossa, è stata raggomitolata ai piedi del letto di Silvia fino alla sua morte, tenendo compagnia al fratello Canzio, più giovane di quasi trent’anni.
Il tutto senza il minimo addestramento e senza certificazione alcuna .
Come è possibile? Mi chiedo.

Vittoria

 

 



giubbino rosso
ginasilvialambertoForse, la risposta è semplice. Gli animali ci insegnano ad amare la vita per quella che è e sono capaci di farci sorridere anche nei momenti più malinconici e tristi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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