Un aggiornamento con un filo conduttore: la narrazione.
È oggetto dell’intervista a Giorgio Bert, che spiega perché, con la medicina narrativa, le differenze individuali devono entrare nel programma di cura di una malattia, unitamente alle diagnosi scientifiche, come scrive anche nel libro che presento.
Di narrazione parla anche Rosanna Vagge con un occhio e un orecchio agli ospiti di Casa Morando.
Su una narrazione particolare, per esprimere le proprie volontà, per garantirsi un futuro che non controlliamo a fine vita, interviene Maria Laura Cattinari che offre informazioni, consigli e spiegazioni per scrivere e custodire il proprio testamento biologico, dopo l’approvazione della legge in materia.

Cosa c’è di più narrativo di una favola o di un libro o di un film? Un grazie di cuore a tutte le collaboratrici di PLV: Ida Accorsi ha scritto delle favole sulle fate di Perrault nate alla corte di Re Sole, Renata Rizzo di un film “OVE (A man called) tratto dal libro omonimo e Patrizia Taccani di un libro “Le nostre anime di notte” poi diventato film. Un tratto comune lega i due libri: l’aiuto prezioso della compagnia di un’altra persona nella vecchiaia.
Infine l’attualità : la cronaca di un viaggio in Thailandia di Diana Catellani, l’esperienza dei parchi inclusivi illustrata da Rita Rambelli.
L’attualità più ravvicinata: i programmi (o i non programmi) per il welfare delle forze politiche per le prossime elezioni nella mia nota “Mille parole per l’eguaglianza”.
Buona lettura