abitare linvecchiamentoLa scelta dei libri da leggere, attinenti al lavoro, può essere mirata o casuale. “Abitare l’invecchiamento”, come già in altre occasioni, l’ho trovato esposto sullo scaffale della biblioteca comunale. Preso in prestito ho avuto un momento di esitazione nello scorrere le pagine: mi è sembrato un dizionario, un manuale, forme editoriali abbastanza consuete nell’editoria sociale.
Il formato un po’ anomalo, la presenza di box esplicativi sui termini più ricorrenti, sulle biografie di noti studiosi, dati statistici demografici, figure e immagini suggerivano questa finalità didattica.
Poi nella lettura, tra un box ed un riquadro scorreva un testo non didascalico, che nel richiamo alla letteratura sul tema, svolgeva un pensiero in cui appariva, nel procedere, un argomentare ben chiaro, costruito su un progetto e un interesse di ricerca, con un pregio ulteriore di conoscenza della realtà descritta.

 

Il libro, pensato anche come manuale, ha una struttura di cinque capitoli, al termine di ognuno i riferimenti bibliografici. Nella seconda parte del libro sono proposte le letture di approfondimento suddivise per i titoli dei capitoli.
Il punto di partenza, forse anche operativo, è la scelta dell’UE di proclamare il 2012 anno dedicato all’invecchiamento attivo e alla solidarietà intergenerazionale.
Proprio per questo suo intento anche illustrativo il libro è molto denso di contenuti.

Ne riprendo alcuni che mi sembrano più innovativi, anche perché figli di un approccio al tema dell’invecchiamento “pedagogico” in cui la dimensione sociale s’intreccia sia con la formazione e la crescita continua nell’apprendimento del soggetto/anziano, sia nell'assegnazione alla comunità e all’ambiente (città, servizi, istituzioni, organizzazione, infrastrutture, cultura) un ruolo attivo in una rete integrata.
L’esplodere negli anni ’80 dell’invecchiamento della popolazione aveva trovato abbastanza impreparate le scienze umane sino a quel momento impegnate sullo studio di un paese che cresceva, in ricchezza e anche in figli. Questo ritardo si notava quando nei servizi, si iniziarono a proporre attività di animazione più mutuate dalle scuole che da contesti adulti.
Interessante nel libro le diverse declinazioni dei concetti di età e di sviluppo della persona, che non corrispondo automaticamente ad una età anagrafica, nell’interpretazioni di autori di matrice diversa. Questo è il primo nodo affrontatato.
Secondo argomento: l’apprendimento nelle sue diverse denominazioni e scopi.
Apprendere significa saper riflettere sulle proprie esperienze e da queste rileggere o reinterpretare passato, presente e futuro.
Terzo tema è la cura, in cui però i concetti dell’aver cura e del prendersi cura non sono analizzati solo dalla parte dell’altro, ma s’intrecciano con la personalità, i bisogni e le domande dell’anziano, proprio perché in un approccio pedagogico, mi è sembrato di capire, presenta un suo continuo sviluppo ed un'evoluzione, positiva o negativa che sia.
Quarto tema ( questa mia suddivisione non corrisponde formalmente ai capitoli) sono i servizi.
L’autrice si sofferma in particolare, dimostrando una conoscenza della loro organizzazione sulle strutture residenziali auspicando, pur come soluzione estrema, che sappiano introdurre il concetto di domiciliarità anche tra le mura di un presidio assistenziale.
Sull’abitare sono svolte diverse considerazioni e presentate le diverse tipologie che possono rispondere a bisogni differenti.
L’ultimo argomento sono le comunità accoglienti, che intrecciano più facilmente le relazioni tra i diversi soggetti e lo stesso stare assieme è favorito da un ambiente che, richiamando temi prima affrontati, si misura con le smart city, con l’innovazione tecnologica, con le città amiche, con una progettazione inclusiva.
In quest’ultima parte del libro Rosita Deluigi sostiene un coinvolgimento attivo degli anziani nella costruzione di questa nuova realtà, sia per rafforzare una pratica di democrazia e di cittadinanza attiva, ma anche per chiamarli ad un impegno diretto con le loro associazioni per spiegare ed argomentare ciò che serve e che nessuno meglio di loro può illustrare.
Purtroppo aggiungo io, in questo ruolo di soggetti attivi e proponenti per costruire una città amica, l’impegno delle grandi associazioni di rappresentanza degli anziani si è più concentrato sul tempo libero, sugli aspetti pensionistici e d’aiuto e meno nella progettualità e creatività.
Una considerazione finale. Il libro è stato pensato per studenti di facoltà di scienze umane.
Io lo consiglierei anche a tutti quelli che, per una qualche ragione, si avvicinano al tema anziani, senza averlo prima frequentato: dirigenti, amministratori, responsabili di associazioni e organizzazioni. Per alcuni potrà anche essere un ripasso, per altri una sistematizzazione di concetti e programmi già sentiti, per la maggior parte, anche per chi si occupa di questi temi da decenni, compresa la sottoscritta, presenta con chiarezza la linea di sviluppo dell’azione e delle politiche sociali negli ultimi anni, errori compresi e dà spunti per riprogettare un nuovo welfare, perché di questo si tratta.

abitare linvecchiamento

 

 

 

 

 

 

 

 

Se vuoi acquistare direttamente clicca sulla copertina

 

 

 


Utilizziamo i cookie per garantire le funzionalità del sito e per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Continuando ne accetti l'utilizzo.
leggi la Nota Informativa Ok