"La fantastica storia dell'ottantunenne investito dal camioncino del latte" di J.B.Morrison (edizione Corbaccio) è da pochi mesi in vendita. Dopo le prime pagine mi ero ricordata una nota marca di acqua effervescente, gassata, che un tempo veniva preparata con le bustine, perché l'acqua minerale era sinonimo di cure alle terme. Se la lasciavi aperta un'ora non frizzava più.

Tutta apparenza come poteva essere il libro sull'onda del successo dei vecchi come protagonisti.

Il libro sembrava non decollare, dopo l'incidente del camioncino del latte che investiva Frank nel giorno del suo ottantunesimo compleanno. Si disperdeva in qualche battutina, il ritmo un po' legnoso, descrizioni un po' banali.
Poi lentamente ha cominciato a scorrere. Frank attira simpatia e complicità, il suo carattere, alquanto bizzarro, è una delle tante versioni della solitudine di un uomo vecchio rimasto solo dopo la morte della moglie e il trasferimento della figlia in America.
Anche per Frank l'incidente con il camioncino- espediente narrativo- è uno spartiacque tra l'autonomia e la dipendenza. Il suo mondo così gelosamente custodito dalle insidie esterne- vicini, venditori porta a porta, promotori di assicurazioni e adesioni religiose, manutentori di case, di giardini e di tetti- è messo in pericolo.
Non può rifiutare, ingessato ad un braccio e con un piede rotto, l'aiuto di un'assistente domiciliare, che la figlia gli propone sostenendo anche le spese, per il periodo di convalescenza.
Frank si adatta malvolentieri, ma è anche costretto a prendere atto della condizione della sua casa, del suo corpo e del suo stile di vita, che- ne ha consapevolezza- poco ha in comune con l'igiene, la salute, il senso comune del decoro civile.
Si prepara quindi ad accogliere il nuovo aiuto cercando di rimediare alle condizioni più gravi.
Frank vive con un gatto Bibì, al quale non fa mancare niente, anche in termini di cibo, con un'attenzione maggiore di quella che dedica a se stesso.
Perché Frank è povero, vive con una misera pensione, in una casa di proprietà fatiscente e pericolante, sempre più in contrasto con le villette di quel quartiere con pretese di signorilità, anche nel partecipare ad un concorso di "borgo in fiore".
Ha molte passioni, che si divorano i pochi soldi: i film, James Stewart, i DVD, la musica rock, i ninnoli e soprammobili inutili e polverosi.
A questo punto il ritmo del libro cambia, perché sono i pensieri gli stati d'animo, le paure ma anche gli slanci e i sentimenti di Frank che diventano protagonisti.
Mi è sovvenuto il confronto con quel meraviglioso testo formativo in questo campo che è stato per me, ma ho scoperto anche per molti altri, " Il diario di Jane Somers" di Doris Lessing.
Morrison non mostra la capacità di introspezione e di lungimiranza nello stesso tempo della Lessing, né nel suo racconto vuole far riflettere sui limiti di una società che nel diario ha da una parte Janna e dall'altra Maude all'interno delle rigidità e logiche perverse del sistema sanitario inglese, ma s'immedesima nella narrazione nell'animo e nelle emozioni di un vecchio.
E' uno scrittore che racconta, ma molto probabilmente- la dedica lo fa supporre- una persona che ha vissuto direttamente la vicinanza con un vecchio o una vecchia, che vede diminuire ogni giorno la sua autonomia.
Poi- qui subentra una deformazione professionale- il libro racconta anche un'altra storia: chi sono e cosa devono fare le assistenti domiciliari chiamate a prestare aiuto ad un anziano momentaneamente non autosufficiente?
Kelly, l'infermiera è tutto ciò che dovrebbe essere un operatore d'assistenza. Non trascura le azioni d'aiuto, ma si ferma anche a fare il tè o porta Frank a fare una passeggiata sulla spiaggia. Non lo rimprovera e non lo tratta da imbecille, anche quando deve rimediare a situazioni deplorevoli del frigo o del bagno, del letto o degli abiti.
L'appuntamento con la visita di Kelly diventa la ragion d'essere di Frank, la sua occasione per ridere, scambiare parole, fare passeggiate.
C'è solo un problema: Kelly è allergica ai gatti e quando si assenta perché sopraffatta dall'asma, la sua sostituta non fa che esaltare le sue virtù. Perché Eunice corre di fretta per pulire, sgrida continuamente Frank, è ossessionata del fare tutto secondo le regole e il protocollo.
Frank per potere riavere Kelly arriva a portare Bibì al gattile, sentendosi in colpa ma non potendo fare a meno della presenza della ragazza.
Poi il periodo d'assistenza previsto scade, la figlia non può più permettersi di pagare altre ore e Frank deve inventarsi il modo per procurarsi i soldi per pagare lui altre ore di presenza di Kelly.
A questo punto però interrompo la storia per non svelare il finale e perché nel seguito sono troppi gli episodi da raccontare non riassumibili.
Proprio in questo suo sviluppo il romanzo pare proprio una storia di vita vissuta, anche gli hobby di Frank si rifanno alla vita di Morrison, che prima di diventare scrittore è stato compositore e musicista in una banda pop-punk inglese di un certo successo negli anni '90.

Per questo è soprattutto un libro affettuoso e buffo, "vissuto" come la dedica iniziale dell'autore "Per mia mamma....anche se fossero le uniche tre parole che leggerà".

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la fantastica storia dellottantunenne investito dal camioncino del latte