Nelle mie ricerche on line su pubblicazioni e ricerche che suggeriscono idee diverse su come vivere la vecchiaia, cronicità e non autosufficienza ho trovato questo libro “Anziani all’aria aperta- per migliorare la qualità della vita” a cura di Jane Gilliard e Mary Marshall (edizioni Erickson, 2013).

Esce in una collana “Assistere gli anziani” curata da Maria Luisa  Raineri.

Perché lo propongo? Per due  ragioni: primo perché si parla di una normalità di vita, anche per chi già una malattia, l’Alzheimer in particolare. La seconda ragione è “ sistemica”. Il libro racconta esperienze internazionali, curate dalle due assistenti sociali che firmano il libro, ma gli autori sono  i più diversi, da psicologi ad architetti, dai familiari ad ingegneri, da geriatri a neurologi, da associazioni di volontari a rappresentanti di comunità di immigrati. Anche persone con malattia di Alzheimer raccontano la loro esperienza e le loro strategie per combattere  le difficoltà insorte. Un contributo  che esprime, e non mi fa sentire un’aliena, un concetto che vorrei tanto vedere adottato: demedicalizzare la vecchiaia e ritornare alla natura. Vorrei estenderlo nel parlare di questo libro: sempre prima la persona, poi la malattia.

L’aria aperta trascina con se un'altra variabile: la luce. Le persone “ normali” godono della luce, del sole, del variare delle stagioni. Quando un “contenitore” per quanto possa essere corrispondente a norme edilizie, non garantisce questa fruizione è inidoneo a garantire la qualità di vita. Il contributo degli architetti e dell’ingegnere sono illuminati, tanto per essere in tema.

La multiprofessionalità e interdisciplinarietà degli autori suggerisce un’altra considerazione: l’uomo è un’entita complessa, ingigantita dalla presenza di una malattia. Le risposte per la normalità e per il bisogno non possono che essere complesse e sistemiche: dalla predisposizione di un Piano assistenziale alla costruzione di un edificio, quando ce n’è bisogno, che sia casa o residenza assistenziale. Tanti devono essere interpellati ed ascoltati e la soluzione non può che essere collettiva.

Infine qualche titolo delle diverse esperienze narrate: La luce del sole, La demenza e il ciclo delle stagioni, Attività con gli animali, Una montagna terapeutica: il Centro Alzheimer di Ur (Murcia-Spagna). Le altre v’invito a scoprirle.

Per acquistare il libro presso la casa editrice cliccare sulla copertina

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