Etta e ottoUna favola e come tutte le favole non sopporta e non risponde alle domande razionali. Come una favola va letta e apprezzata.
E’ un libro “Etta e Otto e Russell e James” editore Bompiani, uscito nel 2015. Nel catalogo della biblioteca è nella categoria narrativa, nella sezione “sentimenti”, ma poteva stare anche in “ natura” oppure in “storia”, ma anche in “salute”.
L’ho scelto perché in quarta di copertina c’è scritto: “ Otto, io parto. Non ho mai visto l’acqua, e ci vado. Ma tu non ti preoccupare. Ti ho lasciato il furgone. Vado a piedi. Cercherò di ricordarmi di tornare. Tua (sempre) Etta.”
Etta ha ottantatre anni e tende a dimenticare le cose, ma non sempre, però lo sa e si attrezza per rimediare. Otto suo marito ricorda tutto, ama ancora Etta come cinquanta anni prima e sceglie di non seguirla, perché sa quanto lei volesse vedere il mare.
Russell è il vicino coetaneo e amico sin dall’infanzia. Pure lui ama Etta da sempre e non accetta che sia in giro da sola, con i suoi vuoti di memoria.
Poi c’è James un coyote, l’animale delle praterie, che accompagna Etta. Si sostengono a vicenda.

Dietro c’è l’autrice Emma Hooper, una musicista che ha girato il mondo con un suo spettacolo progetto “ The waitress of the Bees” (con cui ha ottenuto un premio importante), in cui canta suona e parla di dinosauri.
Dice l’autrice che questo libro è un omaggio alla sua terra, il Canada, e i protagonisti Otto e Etta ricordano i suoi nonni. Otto doveva essere il protagonista, poi è spuntata Etta.
Il racconto della lunga attraversata da Saskatchewan, nel Canada occidentale, attraversando le province di Manitoba, Ontario e Nuova Scozia sino ad Halifax sull’Oceano atlantico, per 2000 miglia.
Se questa è la cornice nel quadro ci sono tanti tasselli. C’è la storia con la grande depressione degli anni ’30, la siccità e la miseria dei contadini nelle immense pianure di quel paese, c’è la seconda guerra mondiale con i tanti giovani che abbandonarono le loro case e furono spediti in Europa, c’è la tristezza e l’ansa di vecchi e bambini rimasti nelle fattorie, che non davano da vivere e le donne che s’erano occupate nelle fabbriche di munizioni.
Poi ci sono i ragazzi che crescono, la scuola pluriclasse, più o meno affollata in cadenza con i lavori nei campi, gli insegnanti. Etta è una di loro, come lo era la nonna di Emma Hooper.
Ci sono le pianure e le foreste, i grandi laghi e lo scorrere di centinaia di fiumi, gli animali delle fattorie e delle pianure, ma anche quelli dei boschi.
Poi ci sono loro i protagonisti, con la loro storia che s’intreccia con i grandi eventi mondiali, le loro esperienze di vita, sino a giungere alla prima pagina del libro, ma ritornando poi in continui flash back. Ci sono le numerose lettere che i protagonisti si scrivono da giovani, ma anche durante la lunga traversata di Etta fino al mare.
Perché Otto scrive ma non spedisce, lei scrive e ogni tanto imbuca.
C’è Etta che parte per vedere il mare, con sé “ In borsa, in tasca, in mano aveva: Quattro paia di mutande, Una maglia pesante, dei soldi, dei fogli, per la maggior parte bianchi, e uno con degli indirizzi e uno con dei nomi, una penna e una matita, Quattro paia di calzettoni, Dei francobolli, Dei biscotti, Una pagnotta piccola, Sei mele, Dieci carote, Della cioccolata, Dell’acqua, Una piantina in un sacchetto di plastica, Il fucile di Otto, con le cartucce, Il piccolo teschio di un pesce.
A Otto, sotto la sua lettera lascia una pila di ricette, scritte con l’inchiostro blu, dei cibi che lui ama mangiare.
È un libro esile, leggero, scorrevole ma per questo ha il fascino degli elementi naturali, vento, pioggia, fiumi che sembrano seguire una musica loro. Perché anche le parole hanno una loro musica, che forse è nella testa dell’autrice, ma che si coglie anche nell’impaginazione, con tanti stacchi musicali. La gioia di vedere pagine pulite, che respirano, senza parole accatastate una sotto l’altra dà un ritmo al libro e fa sì che si voglia arrivare alla fine. Poi la fine è lì, non si è sicuri di aver capito quale sia, forse la dobbiamo immaginare noi. Perché tutto il libro chiede di immaginare qualcosa: un percorso sino al mare, un animale, un massacro in guerra, un coyote che parla. Ma chi è James il coyote?