Le tecnologie mobile e touchscreen (computer touch, tablet, smartphone) sono in crescente diffusione come strumenti personali per la comunicazione e la partecipazione alla vita sociale, come facilitatori per l’apprendimento e l’insegnamento e come strumenti per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro.

Negli ultimi anni sta crescendo l’interesse per il possibile uso di questi strumenti nell’ambito dell’integrazione sociale e del miglioramento della qualità della vita di persone anziane non autosufficienti e di adulti con disabilità associate a traumi e incidenti.

altAsphi ha avviato, da qualche tempo, progetti di sperimentazione in contesti di vita e di cura, come centri di riabilitazione, centri diurni, centri residenziali, laboratori protetti e domicili, riscontrando un crescente interesse da parte di operatori, di adulti in riabilitazione e di persone anziane. I primi risultati dimostrano che, per esempio, l’introduzione di strumenti touchscreen associati a tecnologie assistive (tastiere facilitate, sistemi di ingrandimento e amplificazione, soluzioni di accesso ergonomico al PC) possono offrire anche a persone anziane con scarsa o nulla alfabetizzazione informatica nuove opportunità, in parte inesplorate, non solo di stimolazione cognitiva, ma anche di partecipazione sociale e di conquista di autonomie nelle attività quotidiane

L’impegno di Asphi è quello di investire sulla strada dell’informazione e della formazione di operatori e caregiver, nell’ottica di abbattere le difficoltà di apprendimento tecnologico e le resistenze culturali.

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La modalità operativa privilegiata è costituita dai progetti, cioè attività finalizzate a risolvere problemi ben identificati, circoscritti, con impegni precisi in termini di obiettivi da raggiungere, risorse impiegate, tempi di realizzazione. A questo fine ASPHI si avvale delle competenze proprie e di quelle di partner qualificati provenienti dal mondo del non profit, della ricerca, dell’industria, degli enti pubblici e dell’università. Il progetto è nato con l’obiettivo di proporre agli operatori e agli ospiti di due case di cura e di assistenza per persone anziane non autosufficienti un percorso di sperimentazione di tecnologie multimediali per la partecipazione sociale. In contrapposizione a una visione limitata dell’invecchiamento come stato degenerativo da contenere e limitare, si lavora sulla possibilità che gli ospiti delle struttura possano essere guidati verso nuovi apprendimenti. Grazie alla disponibilità della direzione di alcune strutture del territorio emiliano sono stati coinvolti degli ospiti con diversi livelli di efficienza intellettiva (con ampia variabilità rispetto alla scala di valutazione delle abilità cognitive Mini Mental) con l’obiettivo di analizzare le opportunità di evoluzione, scoperta e apprendimento offerte dalle ICT anche per persone anziane con scarsa o nulla alfabetizzazione informatica.

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Si è partiti da un livello basilare di affiancamento e sostegno delle tradizionali attività di stimolazione cognitiva fatte su carta, riflettendo insieme agli operatori su quali strumenti digitali e tecnologie assistive potessero rappresentare un’opportunità e facilitare l’approccio alla tecnologia da parte degli ospiti. Inizialmente sono stati proposti giochi e esercizi di riconoscimento di suoni, parole e immagini, che hanno permesso agli ospiti di familiarizzare con l’interfaccia touchscreen. In un secondo momento sono stati introdotti alcuni ausili più specifici rispetto alle disabilità sensoriali e comunicative delle persone anziane.Per avvicinare la tecnologia agli ospiti, sono stati proposti un computer touchscreen resistivo di grandi dimensioni (21 pollici). Dopo un inizio timoroso, gli ospiti coinvolti si sono messi in gioco dimenticando di non aver mai utilizzato il computer. La proposta di software semplici per l’abbinamento tra parole e immagini, puzzle e memory, è piaciuta in quanto giocosa e accattivante per gli aspetti multimediali. Con alcuni ospiti che dicevano “se non c’è la tastiera non è un vero computer“, è stato possibile inserire l’uso della tastiera facilitata, con meno tasti e caratteri ingranditi: in questo modo si è aperta la possibilità della scrittura. Altri con difficoltà di comunicazione legate all’impossibilità totale o parziale di usare il linguaggio verbale, hanno accolto con grande interesse la sperimentazione di alcuni software text-to-speech in grado di trasformare il testo scritto (da loro) in parlato.

altGli anziani più curiosi e con maggiori potenzialità cognitive si sono cimentati con soddisfazione nella ricerca web di immagini, video e mappe satellitari utilizzando con facilità il tablet: la navigazione in piccoli gruppi ha dato vita a momenti di socializzazione e a percorsi di reminiscenza.

Con gli operatori si è anche riflettuto sulla possibile introduzione di strumenti di ingrandimento e di amplificazione acustica.

Per approfondire ed esplorare le problematiche dell’età anziana, ASPHI ha avviato una collaborazione con il Prof. Rabih ChattatDocente dell’Università di Bologna Facoltà di Psicologia, che è  così intervenuto nell’attività di formazione rivolta agli operatori:

“Con l'avanzare dell'età diventiamo tutti più distraibili, perdiamo cioè l'abilità di focalizzare l'attenzione e di inibire gli stimoli distraenti. Allo stesso modo, perdiamo l'integrità di alcuni canali sensoriali.  In questo senso, la tecnologia informatica permette un uso appropriato degli stimoli a seconda delle capacità della persona, di trovare il giusto equilibrio tra complessità, apprendimento e facilitazione. Inoltre la tecnologia informatica non permette solo di compensare, amplificare e integrare gli stimoli e le abilità delle persone anziane ma anche di comprenderne il funzionamento, di scoprire e quantificare, attraverso la possibilità di registrazione della prestazione,  l'efficacia della stimolazione cognitiva o di una pratica riabilitativa.”

La responsabile del progetto, Cristina Manfredini di ASPHI afferma: “Queste tecnologie se presentate gradualmente non spaventano, molti hanno iniziato a utilizzarle facilmente per eseguire attività di stimolazione come brain games, memory, costruzioni di puzzle, abbinamento di immagini e parole, spesso con ricadute positive sull’umore ualcuno degli ospiti si è anche spinto più in là e ha chiesto tastiere (normali o facilitate con i tasti a contrasto e ingranditi) per poter scrivere diari, oppure software con sintesi vocale per leggere e comunicare. I più disinvolti sono arrivati a navigare su internet, inviare e-mail, cercare immagini, esplorare con Google Earth e guardare video su Youtube.

“Grazie alla stimolazione multimediale  si sono avviati percorsi di reminiscenza e di elaborazione che sono sfociati in momenti di forte socializzazione, con anziani in genere solitari e taciturni che commentavano e condividevano i loro ricordi” conclude Cristina Manfredini “È stato un processo inaspettato anche per gli stessi operatori”.

Fondazione ASPHI onlus è un’organizzazione non profit che opera dal 1980 per promuovere l’inclusione delle persone con disabilità nella scuola, nel lavoro e nella vita sociale, attraverso l’uso dell’ICT (Information and Communication Technology).

Le attività sono rivolte a persone con deficit sensoriali, fisici, mentali/cognitivi, ma anche a chi con loro vive e opera: famigliari, insegnanti, datori di lavoro e colleghi, operatori sociali e caregiver. 

Nelle foto dall'alto verso il basso

1) Un'anziana familiarizza con l'interfaccia

2) Due ospiti scorrono mappe satellitari

3) Anziano e operatrice, strumenti per l'udito

4) Anziana e touchscreen

Biografia
Author: Rossella Romeo
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