La musicoterapia si inserisce all’interno degli interventi non farmacologici e costituisce una pratica piacevole sia prima che dopo l’insorgere della malattia, influendo positivamente sull’umore.

È stato recentemente suggerito che gli interventi musicali potrebbero avere effetti benefici su ansia, dolore, umore e qualità della vita nelle persone affette da cancro. Inoltre, la musica potrebbe avere effetti sulla frequenza cardiaca, respiratoria, e sulla pressione sanguigna. (The Cochrane Collaboration).

 

Il Progetto

Il progetto di musicoterapia per pazienti oncologiche, organizzato dall’Associazione Amici per la Vitain collaborazione con la Direzione del Nuovo Ospedale Civile di Sassuolo, è iniziato il 18 gennaio 2010 e si è concluso il 26 ottobre 2011.

Il progetto è stato preceduto da cinque incontri di prova per stabilire se effettivamente un’attività di musicoterapia potesse essere utile in questo ambito; erano presenti la dott.ssa Sarah Scandone (Psicologa dell'Associazione Amici per la Vita) e la dott.ssa Valentina Zanolli (Psicologa del Day Hospital Oncologico del Nuovo Ospedale Civile di Sassuolo).

Agli incontri pilota erano presenti cinque signore di età compresa tra i trenta e i sessanta anni, inviate al trattamento di musicoterapia dalla psicologa dell'Ospedale di Sassuolo, dott.ssa Valentina Zanolli.

Sede degli incontri è stata la sala del DH Riabilitativo dell'Ospedale di Sassuolo. Prima di ogni incontro preparavo la sala, spostando i tavolini e le sedie destinate alla riabilitazione, predisponendo la parte dello spazio destinata all'incontro a semicerchio, con la mia sedia al centro.

Ogni incontro è durato circa un’ora e trenta minuti.

 

Strumenti musicali utilizzati (forniti dalla musicoterapista): registratore/lettore CD, tastiera elettronica, strumentario Orff [legnetti,  maracas, tamburelli, strumenti cioè facilmente maneggevoli].

Dopo i primi cinque incontri di prova ho predisposto una relazione di verifica che ho consegnato alle dott.sse psicologhe. Da subito si è riscontrato nelle pazienti, testimoniato dalle dott.sse psicologhe presenti agli incontri:

·      un miglioramento dell'espressione,

·      un’elevata comunicazione delle emozioni attraverso la musica,

·      la riduzione dei livelli di ansia e di stress.

Visto l’elevato grado di partecipazione e la soddisfazione delle partecipanti che hanno manifestato il desiderio di continuare l’attività regolarmentel’Associazione Amici per la Vitaha permesso di rendere sistematico un progetto di questo tipo, dove gli invii vengono effettuati dalle psicologhe. Pertanto, dopo il ciclo sperimentale di cinque incontri svolti a gennaio e febbraio 2010, l’attività di musicoterapia è ripresa il 17 marzo 2010.

Delle cinque persone che avevano partecipato nei primi cinque incontri, ne sono rimaste quattro, mentre nel corso del tempo si sono aggiunte tre signore. Tutte hanno partecipato con regolarità ogni settimana. Si è ritenuto che il contesto migliore sia quello del gruppo aperto, capace di accogliere i nuovi ingressi.

 

L’attivita’

Come per il primo ciclo di incontri, l’attività si è svolta all'interno della sala mensa a disposizione del DH Riabilitativo al primo piano della palazzina dell'Ospedale di Sassuolo, il mercoledì pomeriggio alle 17,30 con incontri a cadenza settimanale della durata di un’ora e trenta ciascuno.

Gli incontri iniziavano con un gioco ritmico che aveva lo scopo di conoscere i nomi delle persone, di “rompere il ghiaccio” e di aprire l’attività. Il gioco consisteva in questo: ogni persona si presentava dicendo il proprio nome e contemporaneamente schioccava le dita della mano destra; nei giri successivi ognuna diceva prima il proprio nome schioccando le dita della mano destra poi il nome di chi le sedeva alla destra schioccando però le dita della mano sinistra. Poi sempre in questo modo ci si chiamava tra componenti del gruppo.

L’attività terminava con un ascolto, un canto o una danza finale; questo serve a dare prevedibilità e sicurezza agli incontri.

Durante il primo incontro ho consegnato ad ogni persona un foglio chiedendo di scrivere la propria esperienza musicale. Si tratta di un percorso nella propria memoria musicale, suddividendo le seguenti fasi: primissima infanzia, scuole elementari, medie inferiori e superiori, oggi. L’attività è stata svolta sull’ascolto di un brano di musica classica, il concerto per pianoforte e orchestra di Mozart, n. 21 K467 (questo brano è particolarmente evocativo e favorisce l’introspezione).

Cessata la musica, abbiamo fatto un giro nel gruppo e ogni membro diceva cosa aveva scritto e ricordato. Avevo portato tantissimi cd e quindi mi è stato facile far ascoltare i brani che man mano le persone ricordavano. Questo le ha rassicurate e gratificate.

Conseguenza di questa attività è stata la scelta, effettuata dal gruppo, di eleggere la canzone “La cura”di Battiato-Sgalambro quale “sigla” degli incontri e dell’esperienza di musicoterapia; tale canzone è stata così sempre ascoltata all’inizio e alla fine di ogni incontro. È capitato che durante gli incontri le signore portassero delle canzoni a loro particolarmente gradite, che hanno fatto ascoltare a tutto il gruppo.

Diverse volte ho proposto di accompagnare la musica ascoltata con gli strumenti ritmici (maracas, legnetti). Questo tipo di attività può essere proposta con ogni genere musicale; suonare sulla musicapermette un ascolto attivo, una partecipazione di tipo orchestrale da parte del gruppo, favorendo la socializzazione e il miglioramento del tono dell’umore.

Le proposte fatte durante gli incontri sono state varie:

  1.       ascolto di diverse musiche e sequenze musicali,
  2. produzione sonoro-strumentale da parte del gruppo con strumenti scelti,
  3. produzione ritmica da parte del gruppo con strumenti e con le mani sul brano  Clapping Musicdi S. Reich,
  4. dialogo sonoro con piccoli strumenti musicali,
  5. attività con gesti-suono,
  6. coreografie di semplici danze,
  7. improvvisazioni vocali (per es. una persona improvvisava su una base ritmica stabilita in modo non verbale dal gruppo),
  8. canto.

 

In base alle preferenze delle persone, abbiamo cantato anche diverse canzoni popolari mentre io accompagnavo il gruppo suonando la tastiera.

Il repertorio canoro (quando il gruppo cantava accompagnato da me alla tastiera) era costituito da una decina di canti scelti dal gruppo, a seguito dell’attività incentrata sulla memoria musicale delle partecipanti. Alcuni erano:

·      Agnese di Ivan Graziani

·      Sapore di Sale di Gino Paoli

·      Il cielo in una stanza di Gino Paoli

·      Tu nell’universo di Mia Martini

Lisa dagli occhi blu di Mario Tessuto

·      Montagne Verdi di Marcella Bella

 

Il repertorio generale, costituito dai canti che ascoltavamo leggendo il testo era molto più vasto e comprendeva anche canzoni di Battisti, Antonacci, Max Spezzali, Baglioni, Pynk Floid, Bublè, Ramazzotti, Ranieri, Mina, ecc..

È capitato più volte che ciascuna signora del gruppo portasse cd con canzoni da far ascoltare alle altre, oppure mi chiedesse di cercare questa o quella canzone da ascoltare tutte insieme nell’incontro successivo.

 

Risultati

I risultati emersi dall’attività di musicoterapia hanno confermato quelli raggiunti nel ciclo dei primi cinque incontri e cioè:

  1.  un elevato grado di partecipazione (agli incontri le signore non sono mai mancate, se non quando stavano male dopo aver fatto  la chemioterapia) e di soddisfazione da parte delle partecipanti (a tal punto che ho avuto difficoltà a rispettare il tempo stabilito per ogni incontro perché le persone chiedevano di prolungare l’incontro e di rimanere ancora);
  2. un miglioramento della socializzazione e del tono dell’umore (le signore hanno detto di stare meglio sia con me che negli incontri periodici con la dott.ssa psicologa);
  3. una serena condivisione delle problematiche connesse alla malattia (durante gli incontri di musicoterapia si confrontavano tra di loro su come avevano affrontato la malattia, e cioè come avevano affrontato la diagnosi, l’operazione, il trattamento chemioterapico, l’ansia legata ai controlli periodici );
  4. una gestione positiva delle emozioni, ansie e paure proprie della malattia (ognuna ha sempre comunicato alle altre quando aveva da fare un ciclo di trattamento “mercoledì non so se riesco a venire perché martedì inizio la chemioterapia…faccio di tutto per esserci”, “la prossima settimana ho la TAC e poi vi dico come è andata”);
  5. un generale miglioramento della qualità della vita delle pazienti(nel corso del tempo hanno cominciato a migliorare il proprio aspetto fisico, ad uscire a far  acquisti, a ritrovarsi con le amiche per mangiare insieme una pizza, ad organizzare viaggi, a partecipare ad altre attività).

 

Considerazioni finali

Il gruppo si è dimostrato fin da subito ben affiatato, le signore si aiutavano, si scambiavano consigli e si confrontavano.

Tutte le signore erano contente, rilassate, e dicevano di svegliarsi “di buon umore” il giorno successivo a quello dell’incontro.

Il clima era talmente rilassato ed amichevole che durante un incontro una signora del gruppo, che proprio quel giorno compiva gli anni, ha portato bevande e pasticcini per festeggiare il compleanno insieme a noi.

L’atmosfera era informale e quanto più possibile permissiva, in modo che le partecipanti potessero sentirsi libere di affrontare argomenti importanti e delicati concernenti la malattia.

Qualsiasi parola delle  partecipanti era importante per il gruppo, il che significa che tutto quello che è stato  detto è stato essere preso in considerazione e tenuto nel giusto conto. Nulla è stato scartato come irrilevante o inappropriato.

Alcune di loro hanno affermato in più occasioni  “non vedo l’ora che venga il mercoledì per venire qui”; sono diventate amiche e si telefonano e vedono anche al di fuori dell’attività di musicoterapia.

In corrispondenza della pausa estiva, siamo andate a mangiare insieme la pizza e in quell’occasione le signore del gruppo hanno manifestato il desiderio di vedersi anche durante l’estate “per mangiare insieme un gelato e fare due chiacchiere”.

Il gruppo da subito era ben affiatato ed accoglieva con calore i nuovi ingressi. C’è stata tra le partecipanti una elevata predisposizione ad ascoltarsi e ad aiutarsi reciprocamente: è capitato allora che un mercoledì L. venisse senza parrucca (aveva trovato la forza di toglierla al mattino), che non ha più rimesso; N. ha ripreso ad uscire e ad andare al mercato e ha raccontato questi successi al gruppo (non faceva queste cose da mesi perché rimaneva sempre chiusa in casa); L., nuovo ingresso, il primo giorno che è venuta all’attività ha manifestato disagio alla vista delle sedie preposte alla riabilitazione presenti nella stanza: negli incontri successivi non se n’è più accorta; M., che di regola non esce mai di casa, frequenta regolarmente il gruppo.

Durante lo svolgimento dell’attività di musicoterapia, le signore parlavano serenamente della malattia, dei capelli che “finalmente stanno ricrescendo, non li taglierò più!”, delle terapie.

Il 16 novembre 2011 ha cominciato il nuovo gruppo, formato da cinque signore di età compresa tra i cinquanta e i sessanta anni di età…..

 

 

 

Bibliografia

Citation: Bradt J, Dileo C, Grocke D, Magill L. Music interventions for improving psychological and physical outcomes in cancer patients.

Cochrane Database of Systematic Reviews 2011, Issue 8. Art. No.: CD006911. DOI: 10.1002/14651858.CD006911.pub2

Nico H. Frijda, Emozioni, Società Editrice Il Mulino, Bologna 1990.

Postacchini P L, Ricciotti A, Borghesi M, Lineamenti di musicoterapia, Carocci, Roma 1997.

Sacks O., Musicofilia, Biblioteca Adelphi, Milano 2008.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Biografia
Author: Gabriella Lo Cascio
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