anton giulio debelvisDal 2016 abbiamo attivato presso la Fondazione Policlinico universitario “A. Gemelli” un percorso clinico-assistenziale (PCA) dedicato alle persone con decadimento cognitivo. Perché nella prospettiva di un grande ospedale?
La gestione per processi e i PCA sono requisiti ormai ineludibili per il miglioramento della qualità all’interno di ogni organizzazione sanitaria, nel rispetto delle logiche della governance clinica.
Lo prevede anche la più recente normativa nazionale, dalle ultime Leggi di Stabilità (a partire dal 2016, per i grandi ospedali pubblici e poi per le ASL), ai Requisiti di accreditamento di tutte le strutture ospedaliere, pubbliche e private, secondo il DM 70/2015, fino alla stessa Legge 24/2017 di conversione del cosiddetto Decreto Gelli sulla responsabilità civile dei professionisti sanitari e la sicurezza del paziente.

L’idea di fondo dei PCA consiste nel progettare un sistema che consenta di migliorare continuamente le modalità con le quali è gestito il soggetto fondamentale di riferimento in Sanità: il paziente. Se questo avviene, ci dicono le migliori esperienze finora attuate, e questo si è verificato anche da noi, necessariamente migliorano esiti, efficienza ed appropriatezza, i pazienti e i loro familiari sentono ed apprezzano tale differenza ed i nostri professionisti lavorano meglio.
Tale approccio è definibile sulla base delle seguenti peculiarità:
- Il PCA/PDTA (Percorsi Diagnostici-Terapeutici Assistenziali) rappresenta la sequenza spaziale e temporale delle attività che devono essere svolte da professionisti diversi per dare la migliore risposta assistenziale possibile al paziente;
- è il risultato dello sforzo organizzativo per garantire il processo di cura di un determinato problema di salute;
- è il meccanismo attraverso il quale si passa da un modello di risposta sanitaria che distingue le prestazioni per natura e regime (momento acuto, intervento, terapia, controlli post-intervento) a un modello integrato di presa in carico del paziente affetto da un determinato problema di salute.
Il PCA aiuta ad affrontare i problemi e le inefficienze relative alla quota rilevante di variabilità artificiale con la quale vengono gestiti pazienti con caratteristiche simili.
Ecco l’obiettivo primo del PCA: ridurre la variabilità artificiale, quella comprimibile dei comportamenti assistenziali, che deriva spesso da problematiche legate alla conoscenza e alla formazione del personale, ma soprattutto all’organizzazione dei processi assistenziali, quali, ad esempio, l’accesso del paziente, la sua presa in carico attraverso la logistica, la comunicazione tra settori e professionisti diversi, il coordinamento delle consulenze e degli esami diagnostici. Tale quota di variabilità, in conclusione, si traduce differenti risultati di salute e di soddisfazione del paziente e dei suoi familiari.

Perché la nostra fondazione ha deciso di organizzare le cure dei pazienti con decadimento cognitivo per PCA?
Innanzitutto, perché la stragrande maggioranza delle persone da noi assistite richiede tale approccio integrato e coordinato, in cui il momento ospedaliero è parte della gestione globale di pazienti con una o spesso più patologie concomitanti, talvolta multi-organo, sempre necessitanti di una gestione multiprofessionale, multidisciplinare e transmuraria, a rete. La gestione per PCA/PDTA è pilastro del funzionamento delle reti assistenziali, prima di tutto reti di comunicazione e di scambio di informazioni, con i pazienti, le loro famiglie, i professionisti delle cure primarie e delle altre strutture territoriali ed ospedaliere, spesso anche fuori Regione.
La gestione per PCA/PDTA prevede anche il raccordo con le attività di supporto sociale, per evitare che l’insorgenza di una malattia sia anche causa di solitudine, impoverimento relazionale e materiale del paziente e della sua famiglia. Creare questi collegamenti è fondamentale per avviare e garantire nel tempo la continuità assistenziale, sia in entrata che in uscita, per valorizzare anche in termini di appropriatezza il ruolo della Fondazione nella rete assistenziale.
Questo nostro PCA vuole rendere omogenea l’assistenza, prestando particolare attenzione alle disuguaglianze sociali e alle condizioni di fragilità e vulnerabilità socio-sanitarie. Lo scopo finale è la razionalizzazione dell’offerta e l’applicazione di metodologie di lavoro basate soprattutto sull’appropriatezza delle prestazioni erogate. In questo modo, il Percorso Clinico Assistenziale fornisce una risposta agli obiettivi auspicati nel piano Nazionale Demenze.
Il percorso è inserito all’interno dell’Unità di Clinica della Memoria e nasce da un’iniziativa congiunta della Geriatria e della Neurologia della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli. Prevede un sistema di assistenza integrato e multidisciplinare, in grado di fornire al paziente con decadimento cognitivo, un accesso e un inquadramento diagnostico e terapeutico rapidi ed efficaci, offrendo così un importante sostegno anche ai suoi familiari.
Il nostro Percorso assistenziale fornisce alle persone con sospetto di decadimento cognitivo un rapido inquadramento attraverso un accesso preferenziale alle prime ‘visite neuropsicogeriatriche’, che vengono effettuate presso il Poliambulatorio del Centro di Medicina per l’Invecchiamento - CEMI della Fondazione Policlinico Gemelli.
All’interno della Clinica della Memoria coesistono diverse figure assistenziali (neurologo, geriatra, psicologo, psichiatra, genetista, neurochirurgo, riabilitatore cognitivo, logopedista, assistente sociale), che intervengono per le proprie competenze nei vari momenti della storia clinica del paziente.
La possibilità di accedere tempestivamente a una diagnosi precoce di decadimento cognitivo è centrale per la possibilità di mettere in atto provvedimenti terapeutici e assistenziali. L’indagine neuropsicologica e le neuro immagini, a cui si aggiungono le procedure di indagine biologica e genetiche per lo studio delle forme familiari di malattia, permettono oggi una precocissima diagnosi con appropriatezza che supera il 90%.
La gestione della comorbilità nel paziente anziano è un altro aspetto cruciale e in questo ambito le competenze geriatriche sono fondamentali per una corretta gestione delle fasi più avanzate della patologia. Non meno importanti sono i supporti riabilitativi, cognitivi e motori e l’attività di supporto, formazione e informazione per i caregiver.

Il percorso si prende cura della persona, non della malattia, ancorché incurabile.
Nel nostro Percorso assistenziale è previsto anche un sistema di consulenze e di interventi multidisciplinari che possano rispondere a molte delle esigenze del paziente con decadimento cognitivo, come gli interventi in caso di emergenza comportamentale e di assistenza in caso di urgenza”. Infine promuove incontri informativi con i medici di medicina generale, familiari e caregiver nell’ambito di una integrazione e continuità assistenziale con il territorio e di favorisce tutte le forme di partecipazione, in particolare attraverso il coinvolgimento di famiglie e associazioni dei malati, per rinforzare la rete di sostegno.

Quale spazio per la telemedicina?
Rispetto a quanto previsto, considerando che circa 1/3 dei nostri assistiti proviene da fuori Regione Lazio, stiamo attivando, intanto in regime privato, un servizio di Visite Specialistiche a Distanza, che prevede che lo specialista effettui una visita attraverso una videoconferenza e valuti la situazione clinica, visionando in anticipo la documentazione dell’assistito.
Ciò grazie ad un finanziamento ottenuto all’interno della campagna “Insieme per la Salute - 30 Ore per la Vita”, che permette visite e controlli programmati a distanza. Questa modalità organizzativa ha recentemente conseguito il Premio Innovazione S@alute 2016 di ForumPA.
Il servizio di Visite Specialistiche a Distanza permette di ridurre i tempi, i costi e i disagi del viaggio per i pazienti e per i loro familiari. E’ semplice e può mettere pazienti e famiglie/care giver in contatto con gli Specialisti della nostra Fondazione senza allontanarsi dal proprio domicilio. Inoltre, l’appuntamento è privato e confidenziale e tutte le fasi della trasmissione e raccolta dei dati dell’assistito sono riservate e nel rispetto della privacy.